VENERE àˆ UN RAGAZZO: dal trailer al successo dell’ultimo lavoro di Giuseppe Sciarra

Michele, Emanuele e Ornella. Tre vite che si incrociano per un vuoto esistenziale che cercano di colmare con delle dipendenze: chi dalle droghe e dal botulino, chi dalla propria madre e dal contesto familiare disastrato e chi dalle proprie pulsioni sessuali forse mai realmente esplicitate. Ciascuna di queste figure cerca un proprio posto nel mondo chiedendo di essere amata.
Questo l’incipit di VENERE è UN RAGAZZO, ultimo lavoro di Giuseppe Sciarra, redattore fra le firme di di teatro e cinema per Gufetto.press e regista del film prodotto da Cinetika che ha già conquistato ben due premi al CineFacts Quarantena Film Festival (Miglior Regia a Giuseppe Sciarra e Miglior Attrice per il Pubblico a Maria Tona). È visibile sul sito CORTI A CASA.
Di seguito la recensione al trailer di Shizuka Kibi.

Un giudizio sul Corto VENERE è UN RAGAZZO di Giuseppe Sciarra 

L'atmosfera sobria in cui vediamo colori saturi e freddi, quasi in bianco e nero, che avvolge i due ragazzi nella palestra, si accende gradualmente assumendo una tonalità più vivace e ci dà la sensazione di venire travolti dalle passioni dei protagonisti.
Con questo inizio molto coinvolgente, il regista Giuseppe Sciarra ci porta a scoprire il tema LGBT in maniera estremamente originale. Michele, il protagonista, si prostituisce per aiutare la propria famiglia e nel soddisfare le sue clienti si presenta in abiti femminili, mostrando in molti frangenti la sua forte vena narcisistica.
Il titolo, che riprende la figura mitologica della dea dell’amore, sottolinea l’egocentrismo e la sensualità del personaggio enfatizzata anche da una scelta musicale perfettamente in linea con la sua emotività.
Il ragazzo è alla continua ricerca della propria identità, è frustrato e cerca rifugio nelle stesse contraddizioni che lo caratterizzano. Attorno al vuoto esistenziale che distrugge Michele gravitano gli altri personaggi, Ornella ed Emanuele, anch’essi spinti da questa sensazione che li porta alla dipendenza: lei è ossessionata dal proprio aspetto, mentre lui è alle prese con delle pulsioni sessuali che deve ancora scoprire. Ornella, tramite le iniezioni di botulino, cerca di colmare il vuoto della sua anima, è disperata e trova pace solo nel sentimento malato che prova nei confronti del suo amato Michele.
Emerge qui la bravura del regista e degli attori nel tentativo di tradurre nel linguaggio del cinema una relazione che esiste anche nella realtà, rendendola vera e sincera tanto nella pellicola che nella vita.
Non è facile interpretare se stessi e risultare veri sullo schermo e forse la vera prova per Sciarra è stata la direzione della drammatica scena di Michele con la mamma (interpretata dalla stessa madre dell’attore), dove il gioco di luci e ombre mostra l’espressività dei volti che emergono nel buio della stanza in un contrasto quasi caravaggesco.
L’attrazione che Emanuele prova nei confronti del protagonista è molto carnale, impulsiva, perché si tratta di una prima esperienza di cui ancora non è consapevole e lui, senza saperlo, si ritrova ad inseguire il suo amico fino ad arrivare alla scena finale.
Qui l’eccitazione, la tristezza, l’insoddisfazione e i desideri dei tre personaggi si mescolano in un’esplosione di colori in cui le note di “Two man in love” di Jamie Mc Dermott accompagnano i loro sguardi e le espressioni, con un impatto uditivo e visivo che comunica molto più delle parole.

Vediamo un mondo al contrario: in “Venere è un ragazzo” i ruoli si invertono e abbiamo un capovolgimento degli stereotipi sociali che si riflette non solo sul protagonista ma anche sugli altri due personaggi. Ornella è una donna di potere e tramite le sue possibilità cerca di comprare l’amore di Michele, nutrendo nei suoi confronti un sentimento distruttivo, mentre vediamo Emanuele nella parte di una ragazzina adolescente con il suo primo innamoramento.
Lo spettatore si ritrova immerso nella carica emotiva dei personaggi che quasi non lascia il tempo di elaborare subito una riflessione. Eppure, i temi trattati sono molteplici, perché c’è l’aspirazione ad essere un primo passo verso un progetto più ambizioso, che dia la possibilità di approfondire e sviluppare i tanti messaggi che si trovano ad essere condensati in questi pochi minuti di cortometraggio.

Hanno detto di VENERE È UN RAGAZZO

QUICKMAGAZINE: In soli 15 minuti, il regista pugliese – Giuseppe Sciarra – è stato in grado di affrontare temi delicati e di farli arrivare dritti all’attenzione dell’interlocutore. Fra questi il crossdressing, tematica trattata in maniera nuova e del tutto originale; Michele è infatti un crossdresser che si prostituisce per aiutare la sua famiglia. Tutto ciò sulle note musicali di “Two Man in Love”, un pezzo della band di culto inglese “The Irrepressible”; una colonna sonora che riesce a dar voce anche laddove le parole non arrivano.

CULTURAL CLASSIC: Dall'Intervista al Regista:
"…Inoltre i film d'avanguardia e, va detto il cinema di Pier Paolo Pasolini, mi hanno fatto scoprire l'aspetto metaforico e simbolico del cinema. Il sotteso messaggio spirituale, politico, esistenziale, occulto che ci può essere dentro un'immagine cinematografica può mostrare molto di più di quello che può credere un occhio disattento. Questo mistero dentro l'immagine che troviamo nei quadri, nella fotografia e nel cinema ha un potere enorme sulle persone…."

VENERE è UN RAGAZZO

Regia di Giuseppe Sciarra
cast Davide Crispino,Tiziano Mariani,Maria Tona.
dop Enrico Manfredi Frattarelli
Musica "Two men in Love" – The Irrepressibles
una produzione Cinetika 2019

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