Al Santarcangelo Festival debutta Sovrimpressioni di Deflorian e Tagliarini

E' andato in scena dall’8 all’11 luglio alla Sala Pamphili del Teatro degli Atti di Rimini il nuovo spettacolo di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini che ruota attorno al film "Ginger e Fred" di Federico Fellini.

  • l titolo "Sovrimpressioni" è ispirato ad una raccolta di poesie di Andrea Zanzotto
  • La 50esima edizione del Santarcangelo Festival (8-18 luglio) ospita il debutto di questa nuova opera della famosa coppia di artisti e perfomer
  • Dopo gli ultimi lavori liberamente ispirati a Michelangelo Antonioni, Deflorian e Tagliarini proseguono il loro percorso nel cinema italiano scegliendo uno degli ultimi film del regista riminese 

     

    Una "coppia teatrale" che dal 2008 porta avanti un'inconfondibile poetica

    Gli spettacoli di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini sono in grado di mescolare con maestria biografia e finzione, sempre con grande autenticità e attenzione alla parola. I due autori/attori/performer hanno vinto due Premi Ubu e di recente il Premi Hystrio per la drammaturgia.
    "Sovrimpressioni", lo spettacolo che ha debuttato alla 50esima edizione del Santarcangelo Festival, è la prima di tre "tappe" del progetto che Deflorian e Tagliarini hanno voluto dedicare al film "Ginger e Fred" di Federico Fellini. 
    Lo studio dedicato all'opera del regista riminese proseguirà con lo spettacolo corale "Avremo ancora l’occasione di ballare insieme" (è una battuta di Giulietta Masina in "Ginger e Fred") che debutterà in prima nazionale al Teatro Argentina di Roma in ottobre, e poi con il film-documentario con la regia di Jacopo Quadri dal titolo "Siamo qui per provare", dedicato all'intera lavorazione del progetto.

    I due autori/attori/performer tornano in scena da soli come ai loro esordi

    Lo spazio vuoto, circondato dagli spettatori posizionati lungo le tre pareti dell'affascinante Sala Pamphili del Teatro degli Atti di Rimini, è occupato al centro solo da un lungo tavolo rettangolare, diviso a metà da un grande specchio che riflette l'immagine di entrambi gli attori, seduti alle estremità. Dialogando tra di loro, provando alcune battute del film e ricordando aneddoti della vita artistica che li ha legati negli ultimi 13 anni, si lasciano "trasformare" nei due personaggi di Pippo e Amelia, i Ginger e Fred felliniani, da due silenziose e meticolose truccatrici, che in tempo reale li "invecchiano" e li preparano con i costumi di scena. 

    "Ginger e Fred", uno degli ultimi film di Fellini, uscito nel 1986, ha visto il ritorno davanti alla macchina da presa di Giulietta Masina e Marcello Mastroianni, i due attori più rappresentativi della sua cinematografia. Interpretavano Amelia e Pippo, due artisti sessantenni che in gioventù avevano conosciuto una fama fugace per la loro imitazione della famosa coppia Ginger Rogers e Fred Astaire, invitati a partecipare ad un grande spettacolo televisivo di un network privato.

    "Come amava dire Fellini, è tutto vero, ma è anche tutto finto, e grazie al fatto che è tutto finto può essere tutto molto vero – spiega Tagliarini nel trailer di presentazione di Sovrimpressioni – nel film Ginger e Fred Fellini si confronta con il tema della vecchiaia. La nostra generazione di sessantenni ha un problema, è cioè che il fuori non corrisponde al dentro. Per poterci trasformare in Pippo e Amelia / Ginger e Fred, avevamo bisogno di riprenderci la nostra vera età, per impossessarci dei personaggi passando dal corpo attraverso questa lunga sessione di trucco in cui ci lasciamo invecchiare."

    Tra battute ironiche ("“Non hai il fascino di un Romeo Castellucci” dice Daria ad Antonio) e momenti di tenerezza ("E' difficile dire delle cose belle a una persona a cui si vuole bene") lo studio su "Ginger e Fred" offre alla coppia artistica Deflorian e Tagliarini non solo l'opportunità di riportare in scena la danza (il loro primo lavoro è stato "Rewind", un omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch), ma anche l'opportunità di ragionare sulla questione del tempo che passa, dell’invecchiamento (“Io pensavo che invecchiare sarebbe successo solo agli altri”, diceva Fellini).
    Una messa in scena che li mette in relazione con i personaggi di Amelia e Pippo, artisti dimenticati, che tornano a danzare insieme, e da qui scaturiscono ragionamenti sull’arte, sull'essere una coppia artistica come quella di Ginger e Fred, sullla necessità di ricordare ciò che si è vissuto e che cosa si è "prodotto" artisticamente, ma anche di guardare a cosa riserva il futuro, sia come artisti che come sessantenni che non si sentono di collimare con la propria età biologica. 

    CREDITS
    un progetto di e con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini 
    e con Cecilia Bertozzi e Chiara Boitani 
    assistente alla regia Chiara Boitani 
    disegno luci Giulia Pastore 
    costumi Metella Raboni 
    cura e promozione Giulia Galzigni – Parallèle 
    amministrazione Grazia Sgueglia 
    una produzione A.D., Festival di Santarcangelo 
    residenze Ostudio Roma, Carrozzerie n.o.t. Roma 
    spettacolo realizzato con il contributo del Comune di Rimini
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