SCHERZO, MA NON TROPPO @ Il respiro del pubblico 2021: una truffa brillantemente scritta, diretta e interpretata

SCHERZO, MA NON TROPPO dei Gogmagog testo di Virginia Liberti, regia di Tommaso Taddei, con Carlo Salvador, in scena al Teatro di Cestello per il Festival Il Respiro del pubblico, è una truffa brillantemente scritta, diretta e interpretata; una critica sociale alla mercificazione.

L’apertura dello spettacolo

Già all’ingresso in sala si ha l’idea che ciò che staremo per vedere non sarà teatro “tradizionale”. Prima ancora che lo spettacolo cominci, con le luci ancora accese in sala, il sipario è alzato. Questo ci permette di vedere con chiarezza l’attore, Carlo Salvador, di spalle, mentre fuma. La scenografia è minimale e non c’è nulla che non sia indispensabile al monologo.

Il protagonista si presenta al pubblico come un venditore con un marcato accento straniero e inizia il suo discorso con una captatio benevolentiae con l’intento di convincere gli spettatori a comprare un fantomatico che assumerà, nel corso dello spettacolo, varie forme, da semplice aria fino a un rimedio contro i vampiri. Il loquace protagonista si muove con estrema sicurezza sul palco, catturando l’attenzione dello spettatore grazie a movimenti leggeri, l’accento insolito, e la parlantina ben cadenzata, una metrica veloce e coinvolgente e l’utilizzo di allitterazioni.

La scenografia è essenziale, composta semplicemente da una sedia dietro a un tavolo coperto da un telo blu e infine un oggetto coperto da un altro telo del medesimo colore. La scenografia semplice, la completa assenza di musica e l’uso delle luci aiutano a concentrare tutta l’attenzione dello spettatore sul soggetto protagonista.

Il cambio di atmosfera

A questi frammenti di ironia iniziano a mescolarsene altri fatti di malinconia quando il personaggio, tra una gag comica sul mestiere del venditore e l’altra, si trasforma. Inizia a parlare in italiano senza accento straniero e in maniera più profonda. Si crea così un passaggio tra il venditore, figura gioviale e ciarliera, e la coscienza, più profonda e malinconica. SCHERZO, MA NON TROPPO trasporta il pubblico in una dimensione dove realtà e finzione si confondono, un caos nel quale ci è impossibile sapere cosa è reale e cosa è fantasia, cosa è un affare e cosa è una truffa, dove è impossibile per lo spettatore capire cosa sia vero e cosa sia falso, dove storie che iniziano come il racconto di un semplice e realistico fatto quotidiano virano pian piano sull’assurdo. Salvador interpreta un uomo disposto a tutto per vendere e vendersi. Lo spettatore infatti lo ha già comprato il prodotto finale: lo spettacolo stesso.

La critica sociale alla mercificazione

Il testo di Liberti, con una precisa struttura ad anello, fa dunque riflettere sul concetto di arte come prodotto in vendita: l’arte che parla di se stessa. L’interpretazione di Salvador dà vita a un personaggio comico assolutamente riuscito e convincente le cui parole e il cui atteggiamento faranno più volte divertire il pubblico. Ma allo stesso tempo apre la riflessione: qual è la realtà dei fatti? Tutto ciò che è stato detto è una menzogna o no? SCHERZO, MA NON TROPPO tiene in sospeso lo spettatore mentre il nostro mercante gli rifila storie su storie alternando ironia e mestizia, lasciando in bocca un sapore agrodolce. E forse è proprio questo il prezzo: il nostro tempo e la nostra attenzione, di cui il protagonista si appropria grazie alla sua personalità e alla sua profondità. Una critica alla società moderna efficace e ben velata, capace di catturare lo spettatore e metterlo al centro di mille verità e mille bugie.

 

 

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