Intervista a Murmuris per RISTORI LETTERARI: trovare sollievo nella cultura

Il teatro è sempre zona rossa, nonostante le timide riaperture ad una sorta di pallida normalità. Ma il teatro non si ferma né si è mai fermato, in cerca di luoghi nuovi, inediti, reali e virtuali, dove far risuonare le voci e le parole. Il progetto “Ristori letterari” promosso da Murmuris e curato dal giovane Luca Starita si propone di rilanciare la cultura come momento, appunto, di ristoro, sollievo, pausa di riflessione, da cui trarre spunti nuovi per superare il guado di questo difficile periodo.

La redazione fiorentina di Gufetto ha incontrato, nei primissimi giorni del tanto atteso 2021, Laura Croce, direttrice artistica di Murmuris, e Luca Starita, giovane scrittore partenopeo, già collaboratore di Murmuris in veste di drammaturgo con “Quanta strada nelle mie scarpe” (2018) e “Caleidoscopio” (2019) e adesso curatore del progetto  “Ristori letterari”. 

In questa intervista

RISTORI LETTERARI: GENESI DI UN PROGETTO DI NUOVA DRAMMATURGIA

Ecco quanto ci siamo scambiati in merito, dibattendoci in maniera a tratti tragicomica nel tentativo di registrare un video intervista, dal risultato perfettamente metaforico di questo lungo periodo di sperimentazione di nuove strade alla comunicazione umana! Vero Laura?

Laura: Vero! Veniamo da un settembre in cui abbiamo lavorato tanto per tornare ad offrire la possibilità al pubblico di tornare a teatro, sperimentando luoghi diversi, come il Chiostro di Santa Maria Novella, poi però abbiamo dovuto, di nuovo, cambiare piano ed immaginare contenuti digitali per tenere in vita il rapporto col pubblico. L’emergenza ci chiede di continuare il dialogo con forme, spazi e distanze estranee all’arte teatrale. Ecco perché la collaborazione con Luca Starita, da tempo vicino a Murmuris, con cui già avevamo affrontato la riflessione sul rapporto tra teatro e punti di vista inediti sulla città, i suoi quartieri, la storia e i legami col territorio. Questa volta ci è venuto in mente di mettere al centro la collaborazione con soggetti diversi, riuniti nello sfondo della Biblioteca Nazionale di Firenze.

Luca come è nato questo progetto e il suo titolo, niente affatto casuale mi pare?

Luca: Sì, l’idea del “ristoro” è venuta dall’uso frequente, in accezione diversa di questa parola nel nostro recente quotidiano. Ci è venuto in mente che “ristoro” significa “riposo, sollievo”: dopo mesi di frenetica attività, domandandoci “cosa fare”, forse è venuto il momento di fare pausa e mettersi in ascolto. Cosa sono i “Ristori letterari” è difficile spiegarlo in parole,  perché sono stati pensati come un’esperienza in cui immergersi: otto minuti di video che vogliono essere un viaggio per lo spettatore dentro una dimensione insolita della cultura, intesa come sostegno, nutrimento, fonte di ispirazione nei momenti di smarrimento.

RISTORI LETTERARI: LA RATIO DEL PROGETTO

Perché la scelta della Biblioteca Nazionale?

Laura: E’ uno dei luoghi storici della cultura fiorentina, legato a memorie di resilienza importanti, se si pensa all’alluvione e al lavoro di recupero e restauro, non ancora terminato in alcuni casi, di migliaia di libri danneggiati. Ci interessava dialogare con i suoi spazi, di solito solenni e silenziosi, mostrare ambienti non accessibili al frequentatore assiduo e far raccontare l’esperienza di chi lavora dentro questa istituzione, svelare il mondo nascosto dietro le sale di lettura. Per questo abbiamo messo insieme competenze diverse, come quelle della bravissima Rebecca Lena che ha curato i video, il personale della Biblioteca, lettori non necessariamente professionisti del teatro ma appartenenti a tutto il mondo che lavora dietro le quinte della cultura, costretti dalla pandemia a grandi limitazioni. Saranno loro ad accompagnare a distanza gli spettatori dentro le parole dei libri custoditi nella Biblioteca.

Come avete scelto i testi?

Luca: Abbiamo scelto testi del ‘900. Spesso c’è il pregiudizio che la letteratura contemporanea sia difficile, ermetica, non per tutti. Ma il ’900 è stato un secolo che ha costretto uomini e donne a vivere eventi drammatici e sconvolgenti e la letteratura ne ha dato testimonianza. Ci sembrava importante rivolgersi, proprio ora, alle parole di chi quegli eventi li ha attraversati e sfatare il mito di una cultura solo per addetti ai lavori. Come diceva Laura, una delle parole chiave del progetto è alleanza, nuova alleanza fra ambiti della società e della cultura diversi, da cui animare la rinascita, all’insegna della semplicità, del quotidiano, della connessione tra le persone.

Laura: Si, siamo fortemente convinti che la vera qualità sia sempre popolare e che la vera cultura sia democratica e possa, debba sapere arrivare a tutti. La cultura è anche resilienza, appunto. Ti faccio un esempio: una delle letture proposte è tratta da Anna Banti, Artemisia, che leggo io nel laboratorio del restauro, dove appunto si trovano i libri alluvionati. Abbiamo scelto proprio l’incipit, in cui l’autrice va alla ricerca di se stessa e del suo libro sotto le macerie dei bombardamenti tedeschi.

Luca: Infatti, in quel caso la connessione tra il testo e il laboratorio del restauro è particolarmente affascinante, perché la Banti perse davvero la prima stesura dell’opera sotto le bombe. Il testo letto nel video è parte della seconda stesura in cui lei confessa di “aver perso” Artemisia.

LA RESILIENZA DELLE NUOVE FORME DI COMUNICAZIONE 

C’è una connessione tra l’intuizione della Biblioteca Nazionale come luogo di ristoro/restauro con la vocazione fiorentina alla resilienza (tragedie, pesti, guerre, crisi) attraverso la cultura?

Laura: Certamente! Un altro dei simboli e degli intenti di Ristori è la volontà di intraprendere una riflessione: non tutto deve tornare come prima. Abbiamo imparato ad utilizzare le nuove tecnologie, o stiamo ancora imparando, visto come stiamo registrando questa intervista (ridacchiamo tutti, incerti sull’esito della registrazione presumibilmente in corso).

Dopo averli tranquillizzati sulla possibilità di trascrivere l’intervista accompagnata da alcuni frammenti del video…

Laura: L’importante è mettersi in gioco e noi lo abbiamo fatto. Ma occorre che la società ripensi il valore dei luoghi della cultura, che rimetta al centro, oltre alla riapertura delle attività economiche definite produttive, le scuole, le sale da concerto, i teatri, le biblioteche, i musei.  Un’idea di prosecuzione del progetto in corso prevede anche la possibilità diportare la cultura alta nei luoghi più comuni, i supermercati ad esempio, senza semplificazioni, senza abbassare il tiro.

IL FUTURO DI RISTORI LETTERARI E OLTRE

Quindi, senza fare spoiler dei prossimi episodi di “Ristori letterari” (i primi tre episodi sono disponibili sul sito di Murmuris e sulla pagina Facebook), cosa ci riserva il futuro?

Laura: Abbiamo in ponte di tenere vivo il legame con le realtà da sempre in dialogo con la nostra associazione, ad esempio il Middle East Festival e il progetto Teens, rivolto alle scuole. Ospiteremo lo spettacolo frutto della residenza artistica di Francesca Sarteanesi, “Sergio”,  mentre a marzo la compagnia teatrale Zimmer Frei presenterà un lavoro di ricerca sul territorio molto interessante sul tema della famiglia oggi. E poi chissà, non ci fermiamo. Ci piacerebbe anche continuare l’esperienza estiva del Festival teatrale nel Chiostro di Santa Maria Novella.

Luca, invita uno spettatore a seguire Ristori letterari: perché non dovremmo perderci le prossime perle?

Luca: Il consiglio che io darei per chi vuole approcciarsi a questi brevi video è pensare che, oltre alle grandi e profonde riflessioni, nei grandi autori ci sono frammenti dimenticati e che invece tanto hanno da dire dal punto di vista di connessione e sentimenti che chiunque può trovare di ristoro appunto, anche non conoscendo niente di letteratura.

Che dire, non sappiamo come arriveranno queste parole, forse solo per iscritto, forse con qualche traccia video o audio…ma anche questo oggi è teatro, la dimostrazione che non c’è palude stagnante su cui la parola condivisa non possa gettare un ponte per permetterci il guado. E, quindi, ci piace molto l’idea di cominciare questo 2021  da una pausa, anzi da un ristoro letterario, sperando che ci sia di ispirazione per il nuovo che sarà.

 

Dal 28 dicembre 2020

RISTORI LETTERARI

progetto digitale in collaborazione con Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

online su YouTubeFacebookInstagram e sul sito www.murmuris.it

produzione Murmuris
curatore del progetto Luca Starita
video a cura di Rebecca Lena

nell’ambito di Inverno Fiorentino/Comune di Firenze
con il sostegno di Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze
in collaborazione con Rat/Residenze Artistiche Toscane

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