THE LOVER’S SUITCASE by Andrea Causapruna: quando la memoria viene evocata dalle corde

Abbiamo avuto il piacere di ascoltare THE LOVER’S SUITECASE, lavoro discografico di esordio del chitarrista e compositore Andrea Causapruna. Il disco è stato pubblicato nel gennaio 2023 per l’etichetta Word Fonogram Srls, ed è stato registrato, missato e masterizzato da Francesco Daniele, facente parte al progetto anche in veste di arrangiatore e fisarmonicista, presso lo studio WFR di San Cesareo (Roma).

THE LOVERS’S SUITCASE: un sottile viaggio nella memoria

THE LOVER’S SUITCASE, letteralmente la valigia dell’innamorato, o più prosaicamente, la valigia dell’amante, è il primo lavoro discografico che il chitarrista e compositore Andrea Causapruna pubblica a suo nome. Il disco si compone di otto tracce dal sapore notturno che vedono la chitarra protagonista. I brani si snodano lungo un percorso che chiama in causa il sogno e la memoria, che fornisce l’occasione al compositore di elaborare fatti e storie che sembrano appunto vivere in quel territorio dove il ricordo spartisce esperienze emotive con i sogni: ciò che non c’è più, con ciò che non è mai avvenuto. Gli otto brani del disco sono musicalmente molto coerenti tra loro: mood nostalgici e altri più propriamente malinconici divengono un valido strumento utile all’autore per andare a recuperare i ricordi da quella valigia. Ciò avviene attraverso proposte melodiche discrete, mai banali, e ripetizioni tematiche dal sapore minimalista, che rappresentano il marchio di fabbrica del disco.

THE LOVER’S SUITCASE: il girotondo dei ricordi

Proprio le ripetizioni, i ritornelli, danno al lavoro un senso di staticità che esprime un senso di vuoto circolare, che conduce ad un desiderio della memoria di fermarsi in un certo punto, forse proprio dove si è rotto l’incantesimo, con l’apparente aspirazione di ripercorrere una strada già percorsa, in quel momento ampio, di profonda introspezione che non vuole farsi distrarre da slanci esteriori. Andrea Causapruna in alcuni brani, propone evocazioni che non si muovono solo sulla linea del tempo, ma che sconfinano anche in una dimensione spaziale, prendendo corpo come rievocazioni geografiche, suggestioni che entrano nei brani attraverso l’introduzione di stilemi ritmico-melodici caratteristici: rovistando in quella valigia dei ricordi dal sapore variegato, come sfogliando tra mille cartoline, viene in mente l’oriente e a volte qualche paese latino di lingua spagnola o portoghese.

ANDREA CAUSAPRUNA: un musicista curioso dalle basi solide

Causapruna si avvicina alla musica ascoltando i grandi compositori classici, come classico è il suo percorso di studi con tanto di diploma in chitarra conseguito presso il Conservatorio di Musica di S. Cecilia di Roma con il massimo dei voti. Si perfeziona presso l’Accademia Chigiana di Siena e sviluppa, in seguito, un certo interesse per la musica rinascimentale. All’attività concertistica affianca l’insegnamento, conseguendo a questo proposito la Laurea in Didattica della Musica. Tuttavia, il mondo dei sette suoni non è il solo interesse di Causapruna, altra sua passione è il teatro, dove riesce a far coincidere l’interesse per le tematiche sociali con l’aspetto puramente performativo. Nel 2017 fonda il collettivo Il Teatro Invisibile con il quale organizza spettacoli, corsi e laboratori. Nel 2021 con il progetto online Siamo tutti lupi cattivi è finalista al Fringe Festival di Roma.

THE LOVER’S SUITCASE: un ascolto riflessivamente concitato

La formazione classica di Causapruna si avverte chiaramente ascoltando le otto tracce del disco, nel quale si riscontra una certa complessità e varietà compositiva mascherata da una lineare semplicità di ascolto. I ritmi binari e ternari si alternano contraddittori, come avviene con la malinconia e la speranza, le tonalità maggiori con le minori, la freddezza del minimalismo con il mood suadente del tango, mentre la rievocazione melodica dai toni nostalgici divide il proprio spazio espressivo con interessanti contrappunti ritmici giocati su sonorità moderne.

Per concludere, non possiamo che salutare THE LOVER’S SUITCASE come un progetto che cerca di soddisfare l’esigenza, e l’urgenza, di colmare un vuoto attraverso l’evocazione del desiderio, non quindi un lavoro dove domina un senso di introspezione autoreferenziale e chiuso in sé stesso, ma bensì un gesto sentito che disegna un affresco della complessità umana, come un momento di riflessione, che alimentato dall’ascolto dei sentimenti, pone le basi nella memoria, e riesce così, dopo aver attraversato la tempesta, ad orientare lo sguardo con ritrovata fiducia, dinanzi a sé.

THE LOVER’S SUITCASE

Andrea Causapruna: composizione e chitarra

Francesco Daniele: arrangiamenti, fisarmonica su Miramar Cafè

TRACCE:

  1. Breeze in bamboo
  2. Regeneretion Circle
  3. Le gris
  4. Miramar Cafè
  5. Nina’s dream
  6. The Lover’s suitcase
  7. The farewell
  8. The golden unicorn
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