KANSAX QUARTET & FRIENDS @Domus ARS: un viaggio nella musica da camera attraverso il tempo e lo spazio

Torna ad esibirsi a Napoli il Kansax Quartet nella nuova formula estesa “Kansax Quartet & Friends”, stavolta nel suggestivo ambiente di Domus Ars.

KANSAX QUARTET & FRIENDS al Domus Ars

È ormai raro rivederli, anzi risentirli, a Napoli, da quando le vite di tutti i componenti si sono trasferite altrove, ma tornano sempre con piacere e particolare passione in questa città che li ha visti formarsi e nascere come musicisti e come quartetto. Stavolta però sono stata fortunata e posso assistere, insieme ad altri appassionati, al loro concerto presso il centro culturale Domus Ars (che ha sede nella suggestiva Chiesa San Francesco delle Monache ed è diretto da Carlo Faiello), nell’ambito della rassegna di musica da camera “Tutta un’altra musica”, prodotta dalla Fondazione Il Canto di Virgilio e diretta da Gianni Mola.

KANSAX QUARTET: la forza dell’amicizia

Il Kansax Quartet, come il nome lascia intuire, è un quartetto di sassofoni nato nel 2001, che vive, cresce e si evolve nonostante il tempo e lo spazio (e le pandemie) non siano dalla loro parte. I quattro musicisti Vittorio Quinquennale (sax soprano), Fabio Sullutrone (sax contralto), Enzo Spizzuoco (sax tenore) e Giuseppe Moscato (sax baritono) si sono infatti conosciuti ormai molti anni fa al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, quando iniziavano la loro formazione tutti sotto la guida del Maestro Francesco Salime, e non si sono più lasciati, né come amici né come musicisti.

È interessante osservarli mentre provano e interagiscono tra loro riuscendo sempre a divertirsi. Per esempio, sono riuscita a cogliere che, a quanto pare, sono tutti d’accordo, lui compreso, che Vittorio sia il perfezionista tra di loro: “maniacale”, “manicheo”, “instancabile” e “inarrestabile” specificano rispettivamente lui stesso e i suoi compagni. Si occuperebbe anche del look del gruppo, ma a quanto mi dicono come “fashion trainer” non riesce a farsi prendere molto sul serio, per cui ogni tentativo di cambiamento in quel senso fino ad oggi è miseramente caduto nel comico e la loro mise in total black con semplici pantaloni e camicia è forse l’unica cosa che in tanti anni non si è modificata minimamente.

Di Fabio invece sembrano spiccare l’abilità e la passionalità, per cui Enzo lo definisce “decisionista risolutivo”, mentre Pino è un “sognatore”, “l’ultimo dei romantici”. Infine c’è Enzo, che si distingue per caparbietà, si autodefinisce “l’INdecisionista mistico” ed è, secondo Fabio, “l’eclettico moderato” del gruppo.

Direi che sono bene assortiti e questo non può essere che una forza, terreno fertile per una dialettica ricca e costruttiva che si materializza nella loro musica e contagia i loro ascoltatori.

Nasce KANSAX QUARTET & Friends

Il Kansax Quartet ha all’attivo la partecipazione a numerose rassegne musicali ed è risultato vincitore del Primo Premio assoluto al XXXI Concorso di musica da camera A.M.A Calabria nel 2009. Ha suonato in diretta per RadioRai Tre nel corso della trasmissione Radiotre Suite – Di Gran Carriera e nell’Agosto 2005 si è esibito sotto la guida del Maestro Jo Conijerts nell’opera SAXTORY per quartetto di saxofoni e orchestra nelle città di Pordenone e Spilimbergo. Nel Luglio del 2006 ha rappresentato l’Italia al XIV Congresso Mondiale del Saxofono svoltosi a Lubiana (Slovenia). Nel Luglio 2008 ha preso parte, in collaborazione con il Solis String Quartet e con la Solis Orchestra ad un concerto tributo dedicato ai Beatles, con la partecipazione di artisti quali Skin, Sinead o’ Connor, Piero Pelù, Donovan, Morgan, ecc. andato in onda su Raiuno e su Rai International.

Certo, parallelamente, negli anni ognuno di loro ha costruito una carriera diversa, in città diverse, e le loro attività da un certo punto in poi si sono necessariamente ridotte, ma ancora oggi, quando la musica chiama, ecco che i Kansax si riuniscono lo stesso e con un entusiasmo tale da coinvolgere altri musicisti e artisti con cui hanno avuto proficue collaborazioni: con alcuni di essi li ritroviamo ora in una formazione estesa a sette elementi di cui fanno parte Gabriele Canelli (percussioni), Pierluigi Fusco (clarinetto) e la giovanissima ma già fenomenale Chiara Cannavale (sax soprano).

Il repertorio del quartetto è estremamente versatile: spazia dalla musica del XVII secolo ai giorni nostri, affiancando trascrizioni di autori classici (molte delle quali realizzate dagli stessi componenti del quartetto), quali Vivaldi, Bach, Mozart, Rossini, a musiche originali scritte per questo tipo di formazione, oltre ad un vasto repertorio di tanghi (da non perdere è il loro album Rodeando realizzato in collaborazione con David Salleras, uno dei più importanti sassofonisti della sua generazione) e incursioni nel jazz.

Con la nascita di “Kansax Quartet & Friends” questo repertorio si estende ancora, aggiungendo altre sonorità e aprendo ancora di più le loro possibilità di esplorazione. Ecco quindi che i Kansax non sono più un semplice quartetto, ma diventano una associazione culturale e una “factory”: dell’impossibilità di essere sempre tutti e quattro insieme nello stesso posto per provare o per esibirsi hanno fatto una forza, uno stimolo verso nuove sperimentazioni e commistioni, che beneficiano di altri artisti che di volta in volta possono unirsi alla formazione (o sostituire qualche membro), arricchendo il repertorio e l’esperienza dei Kansax con il loro contributo. Il risultato è emozionante.

KANSAX QUARTET & Friends: evoluzione della musica da camera

D’altra parte – mi spiega Spizzuoco – quando il quartetto è nato, il principale scopo era far conoscere al pubblico la versatilità di uno strumento relativamente nuovo e spesso ignorato dalla composizione classica (il Diploma in saxofono al Conservatorio di Napoli esiste solo da metà degli anni ’90), ma ormai è molto più diffuso e il vero gusto è nella evoluzione. Evoluzione della musica da camera, quindi, che arriva anche su internet e sui social, e fa i conti con la brevità che questi spazi impongono. Dice Spizzuoco “a parte Chiara che usa il tablet per gli spartiti con la pedaliera per girare pagina, il più moderno è Vittorio, che si diverte con le “stories” e i “reels” di presentazione, ma questo significa cercare di essere capaci di esprimersi in manciate di secondi, anche con il sassofono. Ormai proporre un pezzo che duri 20 minuti è diventato impossibile.”

L’interazione con il pubblico è lasciata nelle mani di Enzo Spizzuoco, eletto al ruolo di “direttore artistico” nonché “presentatore”, che con il suo fare spontaneo, la sua cultura e i suoi modi delicatamente impacciati e sorridenti ci introduce e ci spiega i brani, facendo breccia nella quarta parete, mantenendo un’atmosfera più informale di quanto ci si aspetterebbe da un concerto di musica da camera e facendo sentire il pubblico partecipe: i corpi restano composti, ma gli spiriti si allineano con la performance e si rilassano in un ascolto sincero che può diventare per tutti, non solo per i soliti appassionati.

KANSAX QUARTET & Friends: la musica nei secoli

L’associazione culturale Kansax Quartet & Friends sta oggi lavorando a diversi progetti contemporaneamente, che portano i suoi musicisti in giro con spettacoli diversi e collaborazioni diverse.

Per la rassegna di Mola presentano il prodotto del progetto Dal Barocco al Jazz, un concerto a cui in questa occasione è stato dato titolo “La Musica nei secoli”, ma che in realtà svolge un percorso non solo attraverso il tempo: i musicisti si muovono idealmente anche attraverso la geografia, ovviamente partendo da Napoli.

La musica nei secoli: si parte dal Settecento

L’ingresso del quartetto è su Badin’jazz, una loro versione jazz per quattro sassofoni della Badinerie di Bach, movimento conclusivo dalla Suite n. 2 in si minore BWV 1067, che è un po’ il loro manifesto, “il loro pezzo felice” dice Enzo Spizzuoco al termine, e rappresenta bene loro, il loro incontro e i loro progetti.

Se la partenza di tutto la poniamo a Napoli, dove si sono incontrati, il primo brano del concerto ci porta a Venezia e nella prima metà del ‘700: è il concerto in sol minore rv.157 di Vivaldi, tre tempi in 6 minuti, con un risultato riuscito e interessante. A Venezia più di mezzo secolo dopo ha anche finito la sua vita Domenico Cimarosa, ma è in realtà nato ad Aversa, ed è qui che idealmente ci spostiamo per accogliere Chiara Cannavale sul palco ad interpretare come solista un pezzo riarrangiato da lei stessa a partire dalla rielaborazione in concerto per oboe e quartetto d’archi di Arthur Benjamin di quattro delle ottantotto suonate per clavicembalo o fortepiano che Cimarosa ha composto a San Pietroburgo alla corte di Caterina II, imperatrice innamorata della musica napoletana del suo secolo.

Chiara Maria Beatrice Cannavale, napoletana, è un’artista emergente nella attuale scena musicale italiana. Giovanissima (ha solo 19 anni) musicista poliglotta, ha anche lei studiato al Conservatorio di Napoli con il Maestro Salime e si può definire un enfant prodige. Ha già vinto più di 30 premi a livello nazionale ed internazionale, tra cui per esempio il Premio Crescendo fiati 2020 di Firenze, il 1° Concorso Musicale Internazionale “Friends of Music” di Bernalda 2020, l’ 11° Concorso internazionale “Città di Filadelfia, Premio Speciale Paolo Serrao” 2019 sezione fiati, e soprattutto la VII Internetional Saxophone Youth Competition ad Andorra nel 2021. Ci si aspetta grandi cose dal suo futuro e si ha un po’ la sensazione di assistere alla nascita di una stella: Gufetto le fa i migliori auguri sperando di portarle fortuna.   

Il brano che chiude la prima parte del concerto è il notissimo Claire de Lune di Debussy (trascritto per quattro sassofoni dalla Suite bergamasque per pianoforte), un classico dei Kansax con cui ci portano per le strade di Parigi alla fine dell’800 nell’atmosfera romantica che questo pezzo sa sempre creare fin dalla prima nota, e che ha un tocco particolarmente sensuale quando eseguito al sassofono.

Il viaggio nel Novecento comincia a Napoli: Tre miniature di Ciro Ferrigno

Con l’entrata nel ‘900 comincia ufficialmente la seconda parte del concerto, in cui andremo avanti e indietro negli ultimi cento anni, iniziando da tempi recentissimi, con una composizione del 2021 di Ciro Ferrigno, musicista poliedrico, anch’egli formato al Conservatorio San Pietro a Majella, e che quindi ci tiene saldamente a Napoli, una Napoli moderna di sperimentazione musicale: Enzo ci tiene a ricordare che, nonostante quello che si dica, esistono ancora compositori di musica classica di talento, e tra questi annovera Ferrigno, già vincitore del ° Premio Assoluto XI edizione Concorso Nazionale Elia Rosa 2017 Torre Annunziata, del 1° Premio Assoluto I,II, e III a edizione Concorso Nazionale Saverio Mercadante Officine della Musica Napoli 2018-19-20, e del 1° Premio Concorso Nazionale G. Caso Pagani VIII Edizione 2019.

Ferrigno stesso è in sala ad assistere alla loro interpretazione di Tre Miniature, tratte da Quattro Miniature per Quartetto di Sassofoni che i Kansax sono stati i primi a registrare. Il titolo della prima scelta, in perfetta armocromia con il concerto, è Departures, quello della seconda è Cum Tarantula, che richiama ritmi della tradizione del Sud Italia, mentre la terza (eseguita come seconda) si chiama Do You Have a Good Fuga Theme? e il suo tema è il motivo di My Favourite Things, canzone composta nel ’59 da Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II per il musical The Sound of Music (Tutti insieme appassionatamente), che in Italia abbiamo conosciuto anche come Le cose che piacciono a me.

Questa esecuzione riporterà alla mente degli ascoltatori le più svariate cose, probabilmente anche pane, biscotti e merendine del Mulino Bianco: devo dire che l’effetto è coinvolgente a tratti divertente, decisamente moderno.

KANSAX QUARTET & Friends: Tre Danze Latine di Michele Mangani con la formazione completa

Per Tre Danze Latine (composizione del 2019 del marchigiano Michele Mangani per clarinetto e pianoforte e qui trascritta per clarinetto e 5 sassofoni) ci si sposta in Sud America, e ai nostri quattro si uniscono finalmente Pierluigi Fusco, clarinetto solista (e autore della trascrizione), anche lui diplomato a Napoli, e Gabriele Canelli – già collaboratore di Eugenio Bennato in passato – alle percussioni. Anche Chiara Cannavale si unisce di nuovo alla formazione stavolta con un sax alto.

Si tratta di tre brevi pezzi leggeri, ispirati però – come mi spiega di nuovo Spizzuoco – a pezzi classici: il terzo, che si chiama Chorinho, è per esempio ispirato al Tico-Tico no fubà, per cui “appartiene al genere choro di cui sono state riprese le armonie per ottenere un altro pezzo che bussa alla memoria di chi ascolta anche quando viene sentito per la prima volta”.

L’atmosfera oltre che sudamericana diventa molto leggera e calda ed è ora nettamente contemporanea, movimentata, sostenuta dalla magia delle percussioni di Canelli: la formazione estesa conquista ed entusiasma il pubblico che si fa trasportare nel ritmo e reagisce con fragorosi applausi.

KANSAX QUARTET & Friends: Blues e Jazz in versione da camera

Se con le composizioni di Ferrigno abbiamo avuto una reminiscenza di Broadway, con George Gershwin, probabilmente il padre del musical, siamo decisamente immersi in questa larga strada newyorkese e nel teatro statunitense: sul palco una versione per clarinetto e sassofoni di Blues, da Un americano a Parigi (1928), che cambia completamente tono e atmosfera rispetto ai brani precedenti, facendoci tornare indietro di quasi un secolo e facendoci assaporare le vie francesi a ritmo americano, con un blues scaldato ancora di più dai sassofoni che accompagnano il clarinetto.

Si prosegue restando negli Stati Uniti, con una trascrizione di Enzo Spizzuoco della Jazz variation on a theme by Paganini di Mike Garson, il pianista delle star: un brano veloce, divertente e molto contemporaneo nonostante il riferimento settecentesco, e qui penso i Kansax stiano dando un bell’assaggio di tutte le potenzialità del jazz e del sassofono.

KANSAX QUARTET & Friends: le origini e le basi del jazz incontrano la musica classica

Restando negli USA, torniamo indietro alle origini del Jazz, a New Orleans, a Tiger Rag, composta da Nick La Rocca (e forse altri), ed incisa dalla Original Dixieland Jazz Band nel 1917. E questo è il momento di divertirsi: Canelli si sposta alla batteria e “al fischio”, e tutta la performance fa venire voglia di ballare, in perfetto stile ragtime, ma ci si contiene se non altro perché non sarebbe consono al luogo.

Il concerto termina con Autumn leaves, uno standard del jazz ispirato alla canzone francese Les Feuilles mortes scritta nel ’45 dal compositore ungherese Joseph Kosma con il poeta francesce Jacques Prévert. Autumn leaves è stata riscritta in versione strumentale da Roger Williams dieci anni dopo e ad oggi conta migliaia di registrazioni diverse, senza mancare mai nell’esperienza di un musicista jazz. La trascrizione “quasi cameristica” che ne ha fatto Ciro Ferrigno è quella che i Kansax ci propongono, dichiarando e sottolineando definitivamente la loro scelta di commistione tra classico e jazz e dimostrando quanto bella può essere.

KANSAX QUARTET & Friends: per il bis un magnifico Bolero di Ravel

Dopo i calorosi applausi e le presentazioni dei musicisti, la formazione intera rientra per regalarci il bis richiesto, ed ecco che risento la loro versione del Bolero di Maurice Ravel (1928), brano che non ha bisogno di presentazioni e chiude in grande il concerto, stavolta per davvero, con una performance calorosa, entusiasmante e trascinante.

KANSAX QUARTET & Friends: jazz da camera o camera con jazz?

Felicissima di aver assistito a questa esibizione dei Kansax Quartet & Friends, mi appresto a tirare le somme di quanto ho visto, ascoltato e percepito: un concerto di musica da camera che si apre a un rinnovamento e strizza l’occhio al jazz, o anche un concerto jazz che si intrufola nelle camere più classiciste, il tutto con il trionfo del sassofono nell’espressione di tutte le sue sfaccettature, dall’eleganza alla sensualità, dalla solennità all’intrattenimento, e senza mai cedere al cattivo gusto o alla banalità. Le personalità di tutti i musicisti si avvertono e il loro feeling riempie lo spazio, anche quando non hanno avuto molto tempo di studiare come adattarvici fisicamente come stavolta.

Un concerto per appassionati di musica classica, di musica contemporanea, di jazz, ma reso sufficientemente leggero da poter essere goduto anche da chi non è abituato.

Visto il 24 Novembre 2023

KANSAX QUARTET

24 Novembre 2023, ore 20:00
DOMUS ARS – Chiesa San Francesco delle Monache
Per la rassegna “Tutta un’altra Musica” a cura di Gianni Mola

LA MUSICA NEI SECOLI

a cura di ASSOCIAZIONE MUSICALE E CULTURALE KANSAX & FRIENDS

Musiche di J. S. Bach, A. Vivaldi, D. Cimarosa, C. Debussy, C. Ferrigno, M. Mangani, G. Geshwin, M. Garson, N. La Rocca, J.Kosma

Musicisti:
Sax soprano: Vittorio Quinquennale
Sax contralto: Fabio Sullutrone
Sax tenore: Enzo Spizzuoco
Sax baritono: Giuseppe Moscato
Percussioni: Gabriele Canelli
Solisti: Pierluigi Fusco (clarinetto) e Chiara Cannavale (sax soprano)

CONTATTI ASSOCIAZIONE MUSICALE E CULTURALE KANSAX & FRIENDS
tel                         +39 346 1637176
email                     kansaxquartetfriends@gmail.com, chiaracannavale@pec.it, vittorioquinquennale@pec.it

Le foto di Luca Petrucci sono state prese dalla pagina Facebook di Domus Ars – Il Canto di Virgilio, altre foto sono state concesse da Stefano Minopoli, altre sono state fatte dall’autrice.

Per ascoltare l’album dei KANSAX QUARTET, Rodeando:
Rodeando – Amazon music     
Rodeando – Apple music     
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