MATERIA PRIMA @ Chiostro Santa Maria Novella. Intervista a Laura Croce

Il Festival Materia Prima 2021 a cura di Murmuris è dal 14 settembre a Firenze per la seconda edizione nel magnifico spazio all’aperto del Chiostro monumentale di Santa Maria Novella: produzioni teatrali delle migliori compagnie e degli artisti di punta del teatro di qualità italiano – Collettivo Lunazione, Fausto Paravidino, Francesca Sarteanesi, Babilonia Teatro, Roberto Latini, Compagnia Lombardi/Tiezzi. Ma anche collaborazioni con Festival dei Popoli, Collettivo Zimmerfrei e gli approfonimenti su Pier Vittorio Tondelli e Astor Piazzolla. Alla vigilia del Festival abbiamo incontrato la direttrice artistica di Murmuris, Laura Croce, per saperne di più.

In questo articolo:

Gli appuntamenti del Festival Materia Prima 2021

Festival in presenza: il rapporto col pubblico

Materia Prima è teatro contemporaneo

Festival Materia Prima: informazioni e calendario

 

Gli appuntamenti del Festival Materia Prima 2021 

Sandra Balsimelli: Settembre, aria nuova e anche tutta nuova Materia Prima 2021, al Chiostro di Santa Maria Novella. Cosa ci aspetta nel meraviglioso contesto all’aperto che ci state “apparecchiando”?

Laura Croce:  Sì, ci abbiamo preso gusto! La prima edizione nacque dalla necessità di trovare uno spazio all'aperto dettata dall'emergenza sanitaria; siamo rimasti affascinati dalla meraviglia di questo spazio straordinario. L’apertura della rassegna è dedicata, il 14 settembre, a una giovane e straordinaria compagnia napoletana il Collettivo Lunazione scoperta grazie al Premio In box con lo splendido lavoro Il colloquio dedicato al tema della sopravvivenza fuori e dentro le carceri.  Il 15 Roberto Latini, un artista considerato il vero erede della scuola di Leo de Bernardinis e Carmelo Bene, con la sua nuova produzione Venere e Adone un lavoro provocatorio e straordinario attorno alla lingua di Shakespeare; a seguire il 16 la nuova creazione di uno degli autori più rappresentativi della scena italiana, Fausto Paravidino, autore, attore, regista che in Something Stupid rifletterà sulla necessità che il teatro sia sempre attivo e contemporaneo. Sarà in scena il 17 Francesca Sarteanesi, splendida attrice e autrice, nota a chi frequenta il teatro di qualità con Sergio, delicatissimo, comico e drammatico testo che racconta semplicemente dell'umanità.  Assisteremo in chiusura il 18 settembre al capolavoro di Babilonia Teatri il provocatorio e surreale Calcinculo.

SB: Ci sono anche novità che mettono in relazione il teatro con altre arti? Il dialogo tra arti diverse, la contaminazione del Festival Materia Prima, conquista anche gli spettatori meno abituati?

LC: La contaminazione tra generi diversi mischia le carte, scombina i giochi, rendere nuovamente vitale la partita. Vorremmo evitare che il pubblico si impigrisse, vorremmo togliere il terreno sotto i piedi, dolcemente, provocare dubbi, spostare gli spettatori dalla comfort zone, forse anche stupire e sicuramente generare domande. Se il pubblico va teatro sapendo già ciò che si aspetta, il teatro fallisce la propria missione. Scoprire invece che la musica dialoga straordinariamente con il cinema, con il teatro e la letteratura, ci aiuta a riconsiderare a tutto tondo la nostra umanità e sentire sempre più essenziale l'espressione artistica in qualsiasi forma. Saranno interessanti: l’incontro La famiglia, verità e rappresentazione tra cinema e teatro che vede l’inizio della collaborazione tra Murmuris e il Festival dei Popoli, in attesa di vederne poi i frutti nel corso della stagione autunnale all'interno del Teatro Cantiere Florida; il prezioso lavoro del collettivo bolognese Zimmerfrei con una installazione attorno al tema cruciale della famiglia – qualsiasi cosa questa parola oggi voglia dire! Inoltre la proiezione del documentario di Marta Innocenti, giovane regista recentemente ospite a Cannes, dal titolo Piazzale Europa. Infine due incontri di approfondimento sulla vita e le opere dello scrittore Pier Vittorio Tondelli (a cura di Luca Starita) e del musicista Astor Piazzolla (a cura di Luigi Attademo), entrambi diversamente protagonisti del contemporaneo. Un autore come Piazzola è un esempio di quanto sia prolifica la contaminazione artistica: cittadino del mondo, dialoga con i grandi poeti della sua epoca, primo tra tutti l’immenso Jorge Louis Borges, attraversa generi e linguaggi e spesso questo gli costa caro perché i puristi, di varia sponda e natura, storcono il naso. Ma, a 100 anni dalla sua nascita, possiamo dire che invece proprio questa sia la sua forza! 

Festival in presenza: il rapporto col pubblico

SB: Si torna a fare teatro in presenza, con la speranza che sia una novità destinata a tornare abitudine. Vi aspettate che qualcosa sia cambiato nella relazione col pubblico e con gli artisti?

Certamente, ne siamo consapevoli: adesso si gioca a carte scoperte, agli artisti non è concesso più di barare. Chi viene a teatro lo fa affrontando una serie di piccole o grandi difficoltà e restrizioni: tamponi, vaccini, Green pass, prenotazioni, tempi d'attesa più lunghi, la mascherina. Gli artisti sanno bene che il rapporto con lo spettatore è a fior di pelle: il pubblico ha voglia di sentirsi vivo. Ha voglia di capire che l'essere in presenza è davvero un valore aggiunto, il cuore deve battere forte e i sensi devono essere tutti allerta. Per noi è molto forte la responsabilità di questa ripartenza, perché c'è affidata la sicurezza e la salute dei nostri spettatori, quindi dobbiamo essere inflessibili nel pretendere il rispetto delle regole, ma ancora di più ci è affidata la loro mente e la loro anima.

SB: Contemporaneo significa anche teatro giovane, fatto dai giovani artisti e capace di interrogarsi su prospettive nuove dell’arte e della cultura. Se doveste indicare un contenuto, uno spunto, una provocazione innovativa emersa dagli spettacoli in rassegna quale sarebbe?

LC: Io credo che per i giovani la cosa davvero provocatoria sia la tradizione! O meglio la ricchezza offerta da chi riesce a reinventare i classici facendoli diventare pop, contemporanei. Per questo, secondo me, lo spettacolo davvero innovativo per i ragazzi potrebbe essere Venere e Adone di Roberto Latini, che riesce ad attraversare il linguaggio di Shakespeare stravolgendolo, innovandolo, ma al contempo restandovi completamente fedele. L'immaginario di Latini attinge a qualcosa di febbrile a tratti allucinato, è qualcosa di estremamente post contemporaneo se è possibile usare questa strana espressione. Shakespeare scrisse questo poemetto quando chiusero i teatri per la peste e Latini con questo vuole ricordarci che non è la prima volta che l'umanità attraversa un naufragio e ne esce salda. E poi, sicuramente, il lavoro di Fausto Paravidino che “affronta il tema del desiderio. Per capire chi siamo noi, umanità, a partire da che cosa vogliamo adesso” un testo che si crea ogni sera diverso a seconda delle reazioni del pubblico mi sembra qualcosa che potrebbe davvero incuriosire i ragazzi. Ma vorrei tanto vedere i giovani confrontarsi anche con uno scrittore come Pier Vittorio Tondelli, le sue pagine non arrivano nelle antologie di scuola e in questo caso il teatro è un’occasione per colmare queste lacune.

Materia Prima è teatro contemporaneo

SB: Anche in questa rassegna la sperimentazione e i mezzi multimediali continuano a provocare riflessioni sul teatro e sul suo futuro. Gli spettacoli in rassegna, secondo voi, puntano di più alla testa o alle emozioni del pubblico?

LC: Per come intendiamo noi il teatro le due cose non possono essere scisse. Non esiste una dimensione puramente emozionale è una puramente intellettuale, ma, al contrario solo alimentando entrambe si dà luogo ad una reale esperienza artistica. Murmuris porta avanti da molti anni dei percorsi di formazione del pubblico guidandolo ad una fruizione più completa e approfondita degli eventi artistici. Abbiamo sempre cercato di offrire spettacoli che non facessero leva solo sull'impatto emotivo, aggiungendo alla dimensione istintuale o sensoriale, la complessità dell'approfondimento basato sulla conoscenza. Ecco perché le due dimensioni non possono essere scisse: alimentando una si nutre l’altra. Se un’emozione resta fine a se stessa non diventa un'esperienza che ti cambia, se la comprensione intellettuale non è anche emotiva, resta sterile.

SB: Tecniche nuove ma temi tradizionali come la famiglia: cosa avete scoperto sulla famiglia italiana nella video installazione Family affair?

LC: Che non esiste! O meglio che non esiste quella famiglia tradizionale che forse tanti si aspettano sia la cellula primaria della società. Come spesso succede, per fortuna, la società è più avanti, più vitale, più fluida di quanto sia la legge o la teoria.  Cos'è una famiglia? Com'è cambiata negli ultimi vent'anni e in particolare in questi anni di pandemia in cui abbiamo dovuto più spesso restare tra le mura domestiche? Queste sono alcune delle domande a cui l'indagine di Zimmer frei cerca di dare una risposta. Famiglia è o dovrebbe essere il luogo in cui siamo al sicuro, ma sappiamo bene che molto spesso non è così. Anzi con troppa frequenza la famiglia è un luogo di violenza e di soprusi o anche solo di incomprensione. È in atto un cambiamento epocale, la sensazione è che tutte le categorie su cui si basava il racconto e l'analisi della società in cui viviamo stiano per saltare e per essere sostituite da una fluidità certamente interessante come categoria antropologica, forse disorientante come perimetro in cui immaginare l'educazione dei giovani e la formazione degli adulti di domani. La famiglia che Zimmer frei ha incontrato è in realtà un nucleo relazionale il più possibile vasto, vario, inaspettato e divertente. Vi aspettiamo per scoprirlo insieme.

Info:

FESTIVAL MATERIA PRIMA 
14-18 Settembre 2021
Chiostro Grande di Santa Maria Novella, Firenze

CALENDARIO
MARTEDÌ 14 SETTEMBRE 
[21.00] COLLETTIVO LUNAZIONE Il colloquio 

MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 
[19.30] COMPAGNIA LOMBARDI TIEZZI – ROBERTO LATINI  Venere e Adone 
[21.00] Incontro “Tra Cinema e Teatro” con Festival dei Popoli e COLLETTIVO ZimmerfreI 

GIOVEDÌ 16 SETTEMBRE 
[18.00] LUCA STARITA Omaggio a Pier Vittorio Tondelli 
[21.00] FAUSTO PARAVIDINO Something Stupid

VENERDÌ 17 SETTEMBRE 
[21.00] FRANCESCA SARTEANESI Sergio 

SABATO 18 SETTEMBRE 
[18.00] LUIGI ATTADEMO Omaggio a Piazzolla Una vita per la Musica con l’antropologa argentina MARIA SUSANA AZZI, intervistata dal giornalista GREGORIO MOPPI
[21.00] BABILONIA TEATRI Calcinculo 

Per tutta la durata del festival Materia Prima sarà presente e liberamente fruibile la video-installazione Family Affair di ZimmerFrei

Info su info@murmuris.it; web www.murmuris.it. FACEBOOK: @murmurismurmuris INSTAGRAM: murmurismurmuris TWITTER: @murmurisfirenze
Abbonamento Chiostro 5 spettacoli intero 50 euro, ridotto 30 euro

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