IL SALONE DI Z*** @ Teatro di Cestello : il passato nel presente

IL SALONE DI Z*** del Teatro dell’Elce, performance sensoriale per due spettatori, con oltre dieci anni di repliche, è parte del festival Il Respiro del Pubblico al Teatro di Cestello a Firenze.

La riscoperta del barbiere

Lo spettacolo o per meglio dire la performance prevede l’ingresso nella sala a coppie poiché il salone ha due poltrone da barbiere. Il resto del pubblico, ovvero della clientela, attende il proprio turno nella sala d’attesa: il foyer del teatro. Qui invece di riviste d’epoca, i clienti assistono al documentario BARBIERI: alcune interviste a storici barbieri fiorentini. Non sarà essenziale per la partecipazione, ma se una persona ha meno di trent'anni è fortemente consigliato prenderne visione. Girato nel 2010, racconta una realtà di Firenze ormai quasi del tutto persa che difficilmente fa parte della cultura dei più giovani.

IL SALONE DI Z*** ci fa riscoprire un luogo e un mestiere ormai dimenticato, con un viaggio nel tempo in quello che è stato parte della vita del secolo scorso. Ci invita a ricordare il passato che ha fatto parte di tutti e, anche se sicuramente superata, riscoprire la cura antica del barbiere. Lo fa nel miglior modo possibile: facendolo vivere sulla pelle dello spettatore, sicuramente così più coinvolto che difronte ad una esibizione convenzionale.

Esperienza sensoriale

Con gentilezza, il barbiere ci fa accomodare a coppie bendati. Le sedie vengono ruotate con le spalle al palco e lo spettacolo inizia. L’unica cosa che viene spontaneo fare è ascoltare, stare. Rimanere in una situazione per molti aspetti bizzarra: catapultati in un’esperienza sensoriale, privati della vista, senso che utilizziamo maggiormente nella quotidianità. Si immagina, sentiamo i rumori provenienti dall’esterno, dalla strada: le auto che passano, i clacson, le voci dei passanti; sentiamo i barbieri cantare, avvolgerti nel telo, mescolare il sapone da barba con pennello. Entrano in gioco l’olfatto, il tatto, l'udito: mani, pennello, sapone, gesti delicati, rumori di phon, profumi, shampoo e dopobarba, al termine la sensazione di un panno tiepido, avvolgente e rassicurante.

Un teatro diverso

Edoardo: IL SALONE DI Z*** è uno spettacolo diverso, incentrato sul far vivere allo spettatore emozioni uniche e dimenticate. In pochi minuti riesce a catapultarti all’interno dell’esperienza. Si vedono solo il video introduttivo, le luci che isolano l’esterno, la presenza di un solo personaggio che accompagna alla poltrona: nascondere praticamente tutto si è rivelata una scelta vincente, essendo il resto solo una distrazione fuori luogo.  É uno spettacolo molto coinvolgente, adatto a tutti perché breve ma senza tralasciare nessuna parte.

Matilde: Essendo bendati non si riesce a vedere come gli attori agiscono all’interno della scena, ma attraverso i movimenti e i gesti si percepisce. Credo proprio che l’intento sia quello di riportare le persone a sentire a percepire la vita attorno e la vita che si sta vivendo. Affidarsi al prossimo anche senza vedere dove ti porta e cosa ti fa fare, ma che comunque si prende cura di te. Tornare a ritmi che forse per molti aspetti non riusciamo più ad avere, assaporando gesti, sensazioni, odori e rumori. 

La domanda che viene spontanea è: “ma che spettacolo è questo?” La risposta è che questo è uno spettacolo al quale non si assiste e questo lo rende unico: i confini sono infranti lo spettatore è anche attore, è anche protagonista ma può essere addirittura antagonista nel caso decida di levarsi la benda, è lì al centro della scena, protagonista assoluto dell’esperienza. Questo è uno spettacolo da vivere. Personalmente vorrei riviverlo nuovamente perché è stato come entrare in una realtà parallela.

Giacomo: Se pensate “il teatro? che p****”: bene, abbiamo trovato uno spettacolo che potrebbe farvi cambiare idea: una performance più che breve, ma con un tema preciso, che viene ben sviluppato, non saranno discorsi o immagini a fare da medium in quest’esperienza ma bensì le sensazioni che si provano.

 

Info:
IL SALONE DI Z***
di e con  Marco Di Costanzo
con Stefano Parigi e Roberto Caccavo
musiche di Andrea Pistolesi
Produzione Teatro dell’Elce
Teatro di Cestello, Firenze
28 novembre

L’articolo è stato realizzato dal Gruppo di Visione Ciuchi Mannari all’interno del Respiro del Pubblico Festival Di Cantiere Obraz, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Teatro di Cestello

 

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