LA VACCA, BE MY GUEST @Il Respiro del pubblico festival 23: cosa sei disposto a perdere?

Al Teatro del Cestello di Firenze il Respiro del Pubblico Festival 2023, organizzato da Cantiere Obraz, propone lo spettacolo LA VACCA della compagnia napoletana BEAT TEATRO finalista del Festival Inventaria 2023 e BE MY GUEST di e con Monia Baldini vincitore del prestigioso premio Fringe Encore Series in programmazione al SoHo Theatre Playhouse di New York.

Di Miriam Berchicci, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz

LA VACCA: alla periferia della vita

LA VACCA per Il Respiro del pubblico festival ph Emilio Trambusti su concessione di Cantiere Obraz

Nella periferia napoletana, due fratelli, Mimmo e Donata sono costretti a fare i conti con la loro vita trasandata ed essenziale. Sogno di Donata è essere diversa, sentirsi fisicamente e mentalmente emancipata, ossessionata dal desiderio di diventare una “donna che non deve chiedere mai”, una donna il cui potere è esplicitato dalla grandezza ed estetica del suo seno. Mimmo, ragazzo taciturno dallo sguardo malinconico e stanco, vive un’esistenza che cela il fervore e il desiderio di affermazione in una Napoli che lo costringe ad un lavoro brutale per la sopravvivenza di entrambi i fratelli. Ignorati dal mondo degli adulti come se vivessero in una bolla di staticità e inerzia, i due fratelli incappano in Elia, il quale diventerà l’oggetto del desiderio di Donata, che cerca in ogni modo di rompere ogni legame con l’infanzia e l’adolescenza per trovare con lo sguardo l’affetto e l’approvazione del mondo adulto esterno. Arriverà a conoscere la brutalità dell’animale\uomo che pare tanto dolce ma che in realtà ha il potere di annichilire e annientare ogni desiderio innocente e ogni celata tenerezza. All’apertura del sipario troviamo Donata in un tutù bianco che cerca con tutte le sue forze di far tacere il cigolio infernale di macchinari di morte lì dove un mattatoio fa da sfondo alla storia dei nostri tre personaggi.

LA VACCA: i personaggi

Il rapporto tra i fratelli Mimmo e Donata fin dall’inizio dello spettacolo è ambiguo: viene alternato lo scontro che sfocia spesso nella violenza fisica e verbale ad un’accezione tenera e sensuale fino ad accarezzare l’incestuoso, che attrae fisicamente i due corpi come se fossero magneti: si cercano come gli opposti ma si allontanano allo stesso tempo come poli identici. Il modo di amare di entrambi infatti è diverso, come diverso è il loro linguaggio d’amore. Il terzo personaggio, Elia, all’inizio dello spettacolo risulta molto insicuro: è un uomo derubato della sua più grande fortuna, una mandria di 106 mucche, tutte diverse e caratterizzate da un temperamento, un nome e delle abitudini, come se fossero animali da appartamento. Nel momento in cui Elia giunge a contatto con i due fratelli, si spiega come l’insegna verde a led del Mattatoio abusivo sia stata rubata da un cane randagio o, molto più probabilmente nascosta da qualcuno.

Le scelte registiche ne LA VACCA

LA VACCA per Il Respiro del pubblico festival ph Emilio Trambusti su concessione di Cantiere Obraz

La drammaturgia del testo, l’espressività e il lessico degli attori hanno fatto sì che i movimenti sul palco, seppur volutamente semplici e sgraziati, diano l’idea di una danza: gli attori si muovono, corrono, si rotolano e ballano su una scenografia semplice ed essenziale. Una sola coperta pesante e raggrinzita è posizionata al centro del palco a simboleggiare “il nido, il posto sicuro” per Mimmo e Donata. La scelta dei costumi rispecchia le diverse personalità dei due fratelli legandole al contesto umile da cui provengono. Il rapporto di entrambi con il proprio corpo è quello della scoperta: è come se i costumi imprigionassero il vigore e la delicatezza di questi due corpi, fino a liberarli gradualmente da questi vincoli di stoffa. Le luci di scena narrano: luce rossa per il sangue cosparso sul corpo di Donata durante una notte di intense preghiere, luce verde a sottolineare lo squallore del mattatoio abusivo nel quale i due fratelli sono costretti a vivere e a viversi, un cono di luce calda che riflette l’ombra grandiosa di Mimmo mentre sogna corse eroiche impossibili. Le luci dello spettacolo LA VACCA mettono in scena i desideri e le dolorose realtà dei personaggi: la bravura degli attori è stata nel loro “voler recitare le luci”, che si fanno portavoce, come anche il buio, di un messaggio profondo e viscerale che riflette sia lo squallore dei luoghi che il brillare dei sogni più intimi dei personaggi.

LA VACCA di BEAT Teatro illumina il degrado e la desolazione dei contesti più difficili di una città come Napoli per raccontare una storia nera e lasciarci con un quesito disturbante: quanta violenza sei disposto a mettere in atto per cambiare le sorti di un presente che non ti soddisfa? A quale grado animalesco potresti arrivare per dissetare la tua sete di cambiamento? Cosa sei disposto a perdere? Lo spettacolo è stato messo in scena al Teatro del Cestello di Firenze il 25 novembre 2023, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, pertanto l’interrogativo risulta ancora più emblematico.

BE MY GUEST: monia baldini respira col pubblico

Monia Baldini a Il Respiro del Pubblico Festival 2023 presenta il suo spettacolo BE MY GUEST o meglio se stessa, la sua vita e le sue esperienze personali “facendosi in sei” per poterci accogliere in una platea che potrebbe essere interpretata come la sua casa. È infatti emblematico il manifesto realizzato da Jonny Woolley per questo spettacolo che vede l’attrice “abitata” da ben sei personalità antitetiche ma che convivono tutte in un affollato e chiassoso condominio e che si affacciano spudoratamente da finestre completamente spalancate sul suo corpo. Ben rappresenta il tema del festival BE MY GUEST: la consapevolezza che lo spettacolo prende vita grazie alla connessione tra l’artista e lo spettatore. Il palco e la platea sono lo spazio di lavoro di Monia Baldini, si destreggia in scena con i suoi intimi personaggi che alterna repentinamente, cambiando ogni volta approccio con gli spettatori, variando anche posizione, così da instaurare un vero e proprio rapporto fisico, tattile con il pubblico che, come creatura appena nata ha bisogno di “fidarsi” e sentirsi a casa, in un salotto confortevole, quasi spinto dalla voglia di togliersi le scarpe per percepire di più la famigliarità con l’ambiente.

BE MY GUEST: tutti per una…

BE MY GUEST manifesto di Jonny Woolley
BE MY GUEST manifesto di Jonny Woolley

Come la stessa autrice e attrice Monia Baldini rivela “Creare uno spettacolo da sola mi ha fatto capire che non sono mai davvero sola e se ascolto attentamente il mio corpo artistico è pieno di voci: ce n’è una furba accattivante, la Presentatrice, un bizzarro incrocio tra Moira Orfei e Raffaella Carrà, a cui piace stare con la gente e creare connessioni insolite con il pubblico”. Ad accoglierci è Nina Divina, la spudorata presentatrice che convince gli spettatori a seguirla in questo viaggio tra le sue sei realtà, mettendo alla prova gli ospiti e facendoli interagire attivamente durante tutto lo spettacolo. Poi c’è l’Attrice tragica, che adora la tragedia greca e che cerca sempre di morire continuamente e nel modo più drammatico possibile. Un’altra che ha un bisogno disperato di essere amata e accettata dal pubblico e che per questo non smette mai di sedurre e cantare canzoni d’amore: Venere. Poi c’è la Bestia: una creatura selvaggia e indomabile che vive seguendo la grande missione di liberare il pubblico dalle buone maniere e dalla falsità delle belle paroline, li vuole animare, sconvolgere e aiutare a riconnettersi con la loro natura animale. E come non parlare anche dell’Artista colta e informata che vuole fare arte universale e di rilievo ma che, ahinoi, qualche volta si prende un po’ troppo sul serio.

Il contatto con le dimensioni animalesche, quelle più sensuali e romantiche, le irriverenti e le spudorate ci fa comprendere come spesso dimentichiamo la vicinanza con ognuna di queste sfere seppur vivono in noi e che di conseguenza perdiamo di vista il nostro essere puro istinto e disinibizione. Le luci sono un grande elemento di narrazione, cambiano assieme ai personaggi, si evolvono in un percorso drammatico, demenziale e a tratti disperato, seguono l’attrice nei suoi movimenti controllati e repentini, nonché nei cambi di scenari più bizzarri, dove Monia Baldini si apre donandoci spaccati di vita vissuta. L’augurio che fa trasparire l’attrice alla fine dello spettacolo è proprio quello di connetterci con la parte (o le parti) più autentiche del nostro “Io” accettando le differenze e le contrapposizioni tra queste per poter creare una casa sicura per farle abitare con la stessa armonia che abbiamo visto in scena al Teatro del Cestello.

Il Respiro del Pubblico Festival 23: gli spettacoli

LA VACCA

di Elvira Buonocore
regia Gennaro Maresca
con Vincenzo Antonucci, Anna De Stefano, Gennaro Maresca
aiuto regia Roberta De Pasquale
costumi Rachele Nuzzo
co-produzione B.E.A.T. teatro e Nuovo Teatro Sanità

Teatro Cestello, Firenze, 23 novembre 2023

BE MY GUEST

Scritto, diretto e interpretato da Monia Baldini
Prodotto da Giuseppina Di Gesaro & KanterStrasse
Spettacolo vincitore dell’Award 2022 Fringe Encore Series (NYC, USA) ed inserito nel cartellone del Edinburgh Festival Fringe 2023
Progetto grafico Jonny Woolley

24 novembre h 20.45 Teatro di Cestello

Scuola di critica teatrale

L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di critica teatrale Ciuchi Mannari all’interno della terza edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 23 di Cantiere Obraz, con la direzione artistica di Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati (in ordine alfabetico): Emma Bani, Marta Bani, Gaetano Barni, Miriam Bercicchi, Patricia Bettini, Margerita Cecchi, Elena Sofia Feminò, Maurizio Gori, Enis Ibrahimi, Iris Mattei, Petra Mosetti, Cosimo Pesci, Marika Sani, Martina Spanò, Giacomo Stefanelli, Livia Tacchi, Sofia Tulini, Maja Ziegenbein.

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF