BOTTEGAI @Il respiro del pubblico festival 23: una persecuzione di generazioni

Per il festival IL RESPIRO DEL PUBBLICO di Cantiere Obraz va in scena presso la sede dell’Associazione Arcobaleno a Firenze, BOTTEGAI, uno spettacolo composto da tre monologhi nati dalla penna di Ugo Chiti e interpretati rispettivamente da Massimo Salvianti, Lucia Socci e Andrea Costagli della compagnia teatrale Arca Azzurra.

Di Gaetano Barni, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz

BOTTEGAI: tre monologhi, tre storie

Massimo Salvianti, Lucia Socci e Andrea Costagli in BOTTEGAI per Il respiro del pubblico festival 23
Massimo Salvianti, Lucia Socci e Andrea Costagli in BOTTEGAI per Il respiro del pubblico festival 23 – ph. Emilio Trambusti – per concessione da Cantiere Obraz

Tre monologhi, tre storie autoconclusive, tre personaggi, tre epoche storiche, ma tutti uniti dal filo rosso che è l’ambiente della bottega. Ciascun attore entra alle spalle degli spettatori, attraversando in silenzio la spoglia stanza che ci ospita, fino ad arrivare alla panca, unico oggetto di scena, che fungerà da supporto a ciascun monologo.

Con il primo monologo Rutilio Canova, interpretato da un efficacissimo Massimo Salvianti, racconta la sua storia, di un bottegaio agli inizi del Novecento che tenta e spera in una rivalsa sociale attraverso il figlio, cercando in tutti i modi, ma fallendo, di fare di lui un intellettuale “fatto e finito” così che possa distaccarsi dalla dura vita della bottega. Nel secondo monologo lo spettatore conosce Silvana, moglie e figlia di bottegai nella seconda metà del secolo scorso, che da un letto di ospedale ripercorre la sua vita. Grazie all’intensa ma al tempo stesso delicata interpretazione di Lucia Socci lo spettatore riesce ad avere uno sguardo sulla vita e sulla dimensione psicologica della donna con una particolare attenzione al rapporto con il marito Attilio.

BOTTEGAI: una discesa verso gli istinti

Nel terzo e ultimo monologo, ambientato ai giorni nostri, il protagonista è un giovane piccolo imprenditore senza nome, interpretato da Andrea Costagli, figlio di bottegai, e a sua volta “bottegaio moderno” a cui viene a mancare quel contatto diretto con la merce (in questo caso la carne) tipico delle botteghe di un tempo. Nonostante l’imprenditore viva in un mondo tecnologicamente avanzato e sia apparentemente più sofisticato rispetto a Rutilio e Silvana, ci trasporta in una discesa verso gli istinti più reconditi dell’animo umano. BOTTEGAI racconta tre storie diverse ma intrecciate, accomunate dalla bottega, che sembra essere una maledizione, un tormento che perseguita tutti i personaggi di generazione in generazione. Con estrema efficacia gli attori di Arca Azzurra tratteggiano tre personaggi che risultano reali e senza artifici in tutta la loro umanità e debolezza senza mai porre su di loro uno sguardo di giudizio, ma di benevola compassione.

Il Respiro del Pubblico Festival 23: gli spettacoli

Bottegai: un delirio, una riflessione, una confessione

tre monologhi di Ugo Chiti
con Massimo Salvianti, Lucia Socci, Andrea Costagli
produzione Arca Azzurra

Scuola di critica teatrale

L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di critica teatrale Ciuchi Mannari all’interno della terza edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 23 di Cantiere Obraz, con la direzione artistica di Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati (in ordine alfabetico): Emma Bani, Marta Bani, Gaetano Barni, Miriam Bercicchi, Patricia Bettini, Margerita Cecchi, Elena Sofia Feminò, Maurizio Gori, Enis Ibrahimi, Iris Mattei, Petra Mosetti, Cosimo Pesci, Marika Sani, Martina Spanò, Giacomo Stefanelli, Livia Tacchi, Sofia Tulini, Maja Ziegenbein.

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