ANTIGONE, MACONDO @Il respiro del pubblico festival 23: il rito collettivo del teatro

Presso il Cimitero Agli Allori ha aperto Il respiro del Pubblico Festival 23 di Cantiere Obraz ANTIGONE di Sofocle nell’adattamento del Teatro dei Borgia e al Teatro del Cestello MACONDO diretto da Silvia Mercuriali: due interessanti momenti di attivazione individuale e collettiva.

Di Emma Bani, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz

ANTIGONE: l’incontro delle due sfere del lutto

ANTIGONE - per Il Respiro del pubblico festival ph Emilio Trambusti su concessione di Cantiere Obraz
ANTIGONE – per Il Respiro del pubblico festival ph Emilio Trambusti su concessione di Cantiere Obraz

ANTIGONE per la regia di Gianpiero Alighiero Borgia riprende l’omonima Tragedia di Antigone adattata in chiave moderna. Nella tragedia di Sofocle I due fratelli Eteocle e Polinice sono morti combattendo l’uno contro l’altro per conquistare il trono di Tebe, Creonte, loro zio, decide di seppellire solo Eteocle e di punire chiunque tenti di svolgere il rito funebre all’altro fratello. I due defunti lasciano le due sorelle Ismene e Antigone, la prima, osservante le norme imposte dallo zio, deciderà di non intervenire; Antigone invece cercherà di dare comunque sepoltura a Polinice, sfidando l’ordine del re. Il teatro dei Borgia riprende i temi della morte e della negazione del lutto, pilastri fondamentali della tragedia, e li ripropone al pubblico attraverso la lente attuale dell’emergenza sanitaria covid 19 che ha vietato le funzioni funebri. La scelta del Cimitero Agli Allori come sede della performance teatrale, la messa in scena semi- itinerante all’interno e all’esterno, l’assenza di un palco, di quinte e di sipario, contribuiscono alla rottura delle dinamiche di una performance tradizionale, favoriscono il coinvolgimento del pubblico a favore di un contatto diretto con lo spettatore. Anche l’elemento della musica coinvolge il pubblico: Elena Cotugno e Christian Di Domenico sono infatti accompagnati per tutto lo spettacolo dai musicisti Luna D’Intino (voce) e Sabino Rocciola (chitarra e voce). Anche se meno integrata a livello drammaturgico la musica sottolinea l’emozione che nasce dall’espressione attoriale, celebrando il lutto anche cantando e ballando, come da tradizione.

ANTIGONE dei Borgia elabora il tema del lutto su due piani distinti: collettivo e individuale; da una parte infatti segue la drammaturgia con i rimandi alla tragedia antica, dall’altra lascia la libertà allo spettatore di vivere il rito funebre come un’esperienza privata che dipende dal proprio personale rapporto con la morte. Questi due piani possono essere come le due sfere del lutto: pubblico e privato. Pubblico nel momento del rito funereo e privato nello spazio intimo della elaborazione. Il Teatro dei Borgia affronta la tematica rendendo l’esperienza di ciascuno parte fondamentale del rito collettivo: lo spettacolo si svolge in un cimitero, un luogo di commemorazione che riporta lo spettatore a una sfera intima; la costruzione di un simbolo del proprio lutto personale è impresso nella mascherina chirurgica su cui ci invitano a scrivere il nome di una persona che abbiamo perso. La condivisione e il confronto necessari su un tema così profondo, si estendono allo spazio di incontro e di ristoro al termine del rito con cibo e scambi di idee. I Borgia, attraverso ANTIGONE, ci invitano a “lasciare andare” a fare “un gesto coraggioso” e ci accompagnano in un percorso catartico disegnato apposta per dire addio ai nostri cari.

MACONDO: un’attivazione collettiva

MACONDO - per Il Respiro del pubblico festival ph Emilio Trambusti su concessione di Cantiere Obraz
MACONDO – per Il Respiro del pubblico festival ph Emilio Trambusti su concessione di Cantiere Obraz

Luigi Allegri nel primo capitolo del suo libro “Prima lezione sul teatro” parla di una “immagine cristallizzata dell’idea del teatro che abita nella nostra coscienza”, elaborando cosa possa essere considerato teatro se ridotto ai suoi minimi termini. Si potrebbe convenire che il teatro sia tale nel caso in cui non manchino alcuni specifici elementi: un attore, uno spazio fisico dove l’azione teatrale si svolge e uno spettatore. Nel caso di MACONDO di Silvia Mercuriali siamo ricchi di elementi scenici, tuttavia, il ruolo dell’attore vive in simbiosi con quello dello spettatore. Il primo assume onori e oneri del ruolo del secondo, attraverso un semplice abbandonarsi a delle istruzioni pre-registrate, offerte attraverso cuffie in lettori mp3. Silvia Mercuriali è una regista e artista italo-britannica, conosciuta come una delle pioniere della strategia di Auto-Teatro, in base alla quale lo spettacolo è interpretato interamente dal pubblico. MACONDO è il primo tentativo della regista di portare un tale esercizio ad un vasto numero di spettatori. Questo viene fatto attraverso un’assegnazione di ruoli, con un diverso livello di partecipazione, tra principiante, intermedio e eroe. È lo spettatore stesso a contribuire al casting, attraverso un breve colloquio con la regista nel foyer, prima dell’inizio: la scelta del ruolo influenza profondamente l’esperienza, perché la conoscenza della drammaturgia può essere più o meno presente.

Secondo le norme del teatro tradizionale si potrebbe dire che il pubblico ha il ruolo di stare seduto su una poltrona, possibilmente con il telefono spento, e di reagire a quello che viene portato in scena (in maniera sempre educata), senza dimenticarsi di applaudire ai saluti finali. In MACONDO il ruolo del pubblico tradizionale (affidato ai principianti) viene dettato, ovvero il loro compito può essere sempre applaudire, solo che gli viene imposto quando farlo. Viene meno un’attivazione individuale a favore di un’attivazione collettiva. La scrittura poetica e le immagini di MACONDO sono ispirate al libro “Cent’Anni Di Solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, rimandando alla città immaginaria Macondo, il microcosmo magico chiuso agli orrori del mondo e perfino alla morte, dove gli abitanti sono accomunati da un medesimo destino di solitudine, come formiche impegnate nel proprio ruolo a favore di un macrorganismo collettivo. Al termine dello spettacolo, salendo sul palco, si svela il lavoro di dettaglio ed elaborazione registica svolto attraverso tutte le istruzioni, considerando il mancato controllo della regista su come gli attori/spettatori elaboreranno le informazioni date. MACONDO distrugge l’immagine cristallizzata del teatro citata all’inizio, mette il pubblico in gioco, parte di una comunità unica e legata dal debutto del proprio spettacolo per una sola sera.

Il Respiro del Pubblico Festival 23: gli spettacoli

ANTIGONE

drammaturgia di Elena Cotugno
ideazione e regia Gianpiero Alighiero Borgia
con Elena Cotugno, Christian Di Domenico
musicisti in scena Luna D’Intino (voce), Sabino Rociola (chitarra e voce)
produzione Teatro dei Borgia
in coproduzione con Centro Teatrale Bresciano e Compagnie l’Eygurande

Cimitero Evangelico degli Allori, Firenze, 10 novembre 2023

MACONDO

scritto e diretto da Silvia Mercuriali

Teatro Cestello, Firenze, 16 novembre 2023

Scuola di critica teatrale

L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di critica teatrale Ciuchi Mannari all’interno della terza edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 23 di Cantiere Obraz, con la direzione artistica di Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati (in ordine alfabetico): Emma Bani, Marta Bani, Gaetano Barni, Miriam Bercicchi, Patricia Bettini, Margerita Cecchi, Elena Sofia Feminò, Maurizio Gori, Enis Ibrahimi, Iris Mattei, Petra Mosetti, Cosimo Pesci, Marika Sani, Martina Spanò, Giacomo Stefanelli, Livia Tacchi, Sofia Tulini, Maja Ziegenbein.

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