FILOTTETE DIMENTICATO @ Il respiro del pubblico: la realtà  e il mito

Il 5 e il 6 dicembre nelle sale del Circolo dell’Età Libera si è tenuto lo spettacolo FILOTTETE DIMENTICATO progetto e regia di Gianpiero Borgia e parole di Fabrizio Sinisi con Daniele Nuccetelli. Lo spettacolo fa parte della trilogia del Teatro dei Borgia “La città dei Miti”, assieme alla “Medea per strada” e “Eracle, L’invisibile”.

Il pubblico in mezzo alla scena

La scena che ci si presenta davanti all’ingresso nella sala è ben diversa da quella del classico teatro con palcoscenico, sipario e luci. Non potremo goderci la visione del “mito” dalla comodità delle poltroncine e nell’avvolgente buio in sala. Stavolta siamo in mezzo alla scena, protagonisti anche noi di quest’ultima. La scelta della location non è casuale: l’intento dello spettacolo, come quello dei suoi “fratelli”, è di parlare degli ultimi, degli esclusi, prendendo parte alle loro vite, attraverso le parole dei monologhi. L’ambiente del circolo ricorda molto quello di un ospizio, così come il televisore sempre acceso e le sedute disposte attorno ai tavolini e vicino alle pareti; anche i costumi sono realistici e in linea con lo spazio. La finzione non traspare da nessun elemento.

La realtà e il mito

Un frammento di realtà che rievoca un mito, quello del Filottete, abbandonato da Ulisse e dai suoi sull’isola di Lemno, dove verrà recuperato a seguito di una profezia secondo la quale solo col suo aiuto Troia sarebbe stata conquistata. Una drammaturgia pensata con l’intento di generare un forte impatto emotivo nello spettatore, sviluppata grazie ad una narrazione che riesce a cucire alla perfezione l’attualità più cruda sulla tragedia di Sofocle. Il protagonista del nostro spettacolo, un vecchio attore ormai anziano affetto dalla demenza con corpi di Lewy, viene interpretato da un brillante Daniele Nuccetelli che riesce in pieno nell’intento di catturare la nostra attenzione e veicolare il suo messaggio. Un messaggio con un forte potere emotivo, realistico, e pesante come un macigno

Il monologo vorticoso, che alterna realtà, allucinazione e mito senza alcuna pausa, ricorda lo stream of consciousness di Joyceana memoria, e ci aiuta ad immergerci in questo spettacolo raccolto, sottovoce, tanto importante diventa il rapporto tra attore e spettatore. Un protagonista che potrebbe essere chiunque. Abbandonato in una stanza di un ospizio insieme al suo pesce rosso. 

Uno spettacolo che vuole farci riflettere sulla società, sempre più desensibilizzata alla sofferenza, al dolore. Al termine dello spettacolo il pubblico in sala non è riuscito a trattenere le lacrime. Un’indagine sulla relazione tra il protagonista e i suoi cari e la solitudine da egli provata, profonda, emotiva e ben riuscita.

 

Info:
FILOTTETE DIMENTICATO
da Sofocle
di Fabrizio Sinisi
con Daniele Nuccetelli
consulenza clinica Laura Bonanni
progetto e regia di Gianpiero Alighiero Borgia produzione Teatro dei Borgia
Circolo Arci dell’Età Libera
5 dicembre 2021

L’articolo è stato realizzato dai partecipanti al Gruppo di Visione Ciuchi Mannari all’interno del progetto Respiro del Pubblico Festival di Cantiere Obraz, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Teatro di Cestello.

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