FILOTTETE DIMENTICATO @ Circolo Ricreativo dell’età  libera: la riattivazione del mito

Il 4 e il 5 dicembre è andato in scena Daniele Nuccetelli con lo spettacolo FILOTTETE DIMENTICATO presso il Circolo Ricreativo dell’Età Libera, con la regia di Gianpiero Alighiero Borgia, la drammaturgia di Fabrizio Sinisi e la consulenza clinica di Laura Bonanni. Questa performance fa parte del progetto del Teatro dei Borgia LA CITTA’ DEI MITI, una trilogia composta da: Eracle l’invisibile, Medea per strada e Filottete dimenticato. Il progetto è stato ideato da Gianpiero Alighiero Borgia ed Elena Cotugno.


Il mito di Filottete

Il testo dello spettacolo è stato ripreso dalla omonima tragedia di Sofocle riadattata in chiave moderna. Nella tragedia, Filottete, imbarcatosi con i suoi compagni per la guerra di Troia, soffre terribilmente a causa di una ferita infetta e maleodorante. I suoi lamenti sono insopportabili per il resto della truppa, che lo abbandona sull’isola di Lemno.

L’adattamento di Filottete oggi

La storia presentata da Daniele Nuccetelli ci racconta una tragedia realistica, domestica e familiare. Filottete l’espulso per eccellenza, si rincarna in un anziano affetto da malattia senile, ispirata principalmente alla demenza, abbandonato in un centro per anziani. Viene così costruita un’analogia tra un personaggio della mitologia classica e un suo corrispettivo presente nella contemporaneità urbana.

Nella tragedia originale si apre una questione di conflitto tra giusto e utile che sembra essere mantenuta nell’adattamento di Sinisi: c’è sicuramente un’utilità nella scelta di mettere un anziano affetto da demenza senile in casa di riposo. Questa può essere, però, in conflitto con i desideri dell’anziano e quindi non giusta secondo quest’ultimo. L’opera indaga su cosa si muove nella mente di coloro che non servono più alla società e che vivono la malattia come un “inquilino mostro” tanto potente da imporsi sulla persona, sulla sua identità e su coloro che la circondano.

Il luogo dello spettacolo

Lo spettacolo è stato allestito in un centro per anziani, spazio coerente alle tematiche trattate. Il luogo in cui è ambientato lo spettacolo, cambia tutte le dinamiche di una performance tradizionale.  Di solito si ha un palco, un sipario e delle poltrone comode da cui osservare lo spettacolo. In questo caso, invece ci troviamo in una stanza fredda per lo più spoglia, con il brusio della televisione in sottofondo che passa sempre gli stessi annunci pubblicitari, arredata con due piante solitarie ciascuna su un tavolo simile a quelli da gioco. Non essendoci un sipario che indichi quando l’opera inizia o finisce, rimane un senso di continuità, che richiama la realtà. Non esiste più infatti un inizio o una fine per coloro che vivono la malattia in queste condizioni. L’attore comunica direttamente con noi spettatori rendendoci parte delle sue sofferenze e distruggendo la quarta parete nel corso di tutto lo spettacolo.

La rappresentazione della realtà riattiva il mito, l’impressione è quella di essere trasportati sull’isola deserta, impotenti, come di solito siamo davanti alla malattia

Info:
FILOTTETE DIMENTICATO
da Sofocle
di Fabrizio Sinisi
con Daniele Nuccetelli
consulenza clinica Laura Bonanni
progetto e regia di Gianpiero Alighiero Borgia produzione Teatro dei Borgia
Circolo Arci dell’Età Libera, Firenze
5 dicembre 2021

L’articolo è stato realizzato dai partecipanti al Gruppo di Visione Ciuchi Mannari all’interno del progetto Respiro del Pubblico Festival di Cantiere Obraz, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Teatro di Cestello.

 

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