EVERY BRILLIANT THING @ Teatro di Cestello: la vita è bella perchà© è varia

EVERY BRILLIANT THING in scena al Teatro di Cestello per il festival Il Respiro del Pubblico è un monologo di Daniela D’Argenio Donati. Ma con lei, il pubblico interviene direttamente nello spettacolo partecipando attivamente.

Il racconto di una vita

Daniela D’Argenio Donati racconta la storia di una vita dall’infanzia fino alla morte. La vita è varia, si passa dai picchi di massima gioia ai picchi di massima tristezza, l’attrice li rappresenta tutti, cambiando modo di parlare e di porsi anche in maniera molto veloce. Si passa dal suicidio della madre, vissuto con gli occhi di una innocente bambina, all’università dove la ragazza incontra il suo futuro marito, fino alla depressione che l’attanaglia negli ultimi anni della sua vita. In tutto questo c’è però una costante che rende la sua vita particolare: una lista di parole iniziata quando era ancora piccola, che trasforma la sua vita e che diventa un’occasione di interazione col pubblico.

La protagonista non è da sola: prima dell’inizio dello spettacolo ad ogni spettatore viene dato un biglietto, con un numero e una parola che sarà letta a chiamata dall’attrice. Un modo creativo per far partecipare il pubblico dalle proprie poltrone. Un particolare che ha reso più interessante e variegato lo spettacolo, fino a chiedere al pubblico di interpretare personaggi conosciuti dalla protagonista.

Di divertenti drammi

A primo impatto può sembrare una semplice cronaca di una vita, ma EVERY BRILLIANT THING è uno spettacolo che lascia il segno e che fa riflettere anche all’uscita dal teatro. Uno spettacolo tanto leggero e apparentemente spensierato, quanto tagliente e dai risvolti tristi. Daniela D’Argenio Donati ci racconta una vita di una persona normale, fatta di momenti positivi e negativi, la riassume tutta d’un fiato con ritmi serrati in un’ora e mezza cambiando espressione con grande rapidità. Il racconto ci fa capire quanto poco ci metta la depressione a far cambiare il corso delle cose: da perfette a tremendamente insostenibili, quanto sia dura rialzarsi dopo questa personale lotta.

La messa in scena

Presenti sul palco soltanto un tavolo, uno stereo, due panche accanto e una bottiglia di vino con 4 bicchieri.  La scenografia mi è apparsa abbastanza povera di materiali, nonostante di oggetti da usare ce ne sarebbero stati molti. Solo alla fine la protagonista tira fuori la famigerata lista e aggiunge elementi alla scenografia, anche se forse sarebbe stato meglio avere sott’occhio la lista durante tutto lo spettacolo, visto che è un oggetto molto importante. Nei costumi non si notano elementi particolari e forse, anche per dare un distacco fra i vari momenti dello spettacolo, sarebbe stato opportuno cambiare i vestiti per esprimere la crescita della protagonista. Le luci molto buona, anche se sarebbe potuto passare in secondo piano per alcuni momenti lo stereo, che a volte è stato inutilizzato e lo stesso illuminato.

Tirando le fila

EVERY BRILLIANT THING è più simile a spettacoli tradizionali rispetto ad altri del festival Il respiro del pubblico ma ha comunque aderito la sua filosofia: dare una forte ruolo al pubblico, che in questa esibizione ha avuto parola più volte, con alcune scene interamente in mezzo alla platea, per aumentare la vicinanza spettatori-attrice. Nonostante sia stato uno spettacolo che per alcuni versi si è perso nei dettagli come la scenografia o i costumi, è riuscito a compensare qualche piccola carenza con un copione e una recitazione veramente ottimi, che hanno lasciato nello spettatore un misto di angoscia, per una storia triste in molte sue parti, e di simpatia nei confronti di una vicenda raccontata sempre con un pizzico di allegria.

 

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