CONCERTO PER IL NUOVO ANNO @Auditorium Parco della Musica, con Hrůša e Rana uno sfolgorante inizio d’anno per la stagione sinfonica di Santa Cecilia

Vi raccontiamo il Concerto per il Nuovo Anno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il primo del 2023 per la Stagione sinfonica. L’evento si iscrive all’interno delle attività legate alla residenza artistica di Beatrice Rana (di cui vi abbiamo raccontato la pregevole esecuzione del Concerto di Clara Wieck) e ha visto protagonista, insieme alla nota pianista salentina,il direttore ceco Jakub Hrůša, nominato Direttore Ospite Principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. In programma l’Ouverture dal Franco Cacciatore di Carl Maria Von Weber, il Concerto per pianoforte di Robert Schumann e la Sinfonia n.7 di Beethoven. Tre capolavori assoluti per un concerto di gran classe.

Il Concerto per il Nuovo Anno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: L’Ouverture del Franco Cacciatore di Weber

Il Franco cacciatore (ma la traduzione italiana dell’originale Der Freischütz non è fedele, infatti, nella prima esecuzione italiana, a Firenze nel 1849, il titolo era “il Bersagliere”, mentre quella più corretta sarebbe “il tiratore libero”), capolavoro teatrale di Carl Maria Von Weber, può essere definito la prima vera opera romantica tedesca, per la presenza del soprannaturale e per gli elementi tratti dalla mitologia teutonica. In questo singenspiel in tre atti Weber introduce una scrittura anticipatrice della tecnica del leit-motiv, che vedrà i suoi massimi sviluppi e impieghi con Wagner. Il Franco cacciatore è un’opera tutt’ora molto rappresentata in Germania, abbastanza nel mondo, molto meno in Italia, dove comunque viene spesso eseguita la sinfonia di apertura, che spicca per la concisione e l’eleganza della scrittura. Scritta dopo la stesura dell’opera, nell’ouverture Weber condensa tutti gli elementi principali dello svolgimento del dramma.

Jakub Hrůša, immagina tratta da www.santacecilia.it

Il Concerto per il Nuovo Anno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: Hrůša tira fuori dall’orchestra un timbro scuro e sotterraneo

Hrůša tira fuori dall’orchestra un timbro scuro, sotterraneo. Sin dall’inizio, dal crescendo a cui rispondono, immediatamente in piano, i violini,  siamo messi già di fronte allo scontro tra le forze soprannaturali, che governano ineluttabilmente il mondo e il singolo essere umano, che eoricamente vi si oppone e, con le sue singole azioni, può aprire uno squarcio di possibilità differente. Già queste prime otto battute introducono e riassumono in maniera esemplare l’essenza del dramma. Hrůša conduce l’orchestra con sicurezza e determinazione e la sua interpretazione ci è sembrata perfettamente coerente e aderente al testo. Le dinamiche sono studiate con grande attenzione e contribuiscono a una resa espressiva ricca e suggestiva. Il risultato sonoro è superbo e sontuoso, complice un’orchestra che riesce a rendere tutte le sfumature con una coesione e maestria impressionanti, per un effetto da brivido.

Il Concerto per il Nuovo Anno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: Beatrice Rana regala una splendida interpretazione del Concerto per pianoforte di Schumann

Beatrice Rana, www.beatroceranapiano.com

Beatrice Rana, artista in residenza presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con quest’esecuzione del concerto di Schumann  si conferma, se ce n’era bisogno, come una delle pianiste migliori della sua generazione. Eleganza del fraseggio, virtuosisimo e solidità tecnica coesistono in lei in un equilibrio notevole. La bellezza delle parti pianistiche di Schumann emerge in tutto il suo splendore, sia quando Beatrice Rana si concede in slanci lirici, con un rubato sognante e struggente, quanto nei pezzi di bravura, nei quali fa sfoggio di tutta la sua maestria. Le dinamiche sono sempre accurate e l’equilibrio tra le parti è padroneggiato con sicurezza e senso artistico profondo. Il dialogo con l’orchestra è perfetto e bilanciato, sotto la guida e il tramite della bacchetta di Hrůša , il cui gesto risoluto e chiaro contribuisce a conferire coesione e struttura. Una versione sicuramente memorabile del Concerto di Schumann, che non sfigura accanto a quella di grandi interpreti che ne hanno fatto la storia.

Il Concerto per il Nuovo Anno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: l’interpretazione della Settima Sinfonia di Beethoven

L’interpretazione della Settima Sinfonia è quella che forse ha convinto un po’ meno. Sia chiaro, parliamo comunque di un livello altissimo e di una pregevolissima esecuzione. E’ vero che l’ascoltatore è condizionato dalla prassi e dalla consuetudine di innumerevoli esecuzioni e incisioni, alcune quasi indelebilmente entrate nell’immaginario collettivo . E’ pure vero che, come si evolve e cambia il linguaggio musicale, così avviene per il gusto e la prassi esecutiva. Da questo punto di vista la versione di Hrůša  della Settima è moderna in molte scelte interpretative, soprattutto legate all’agogica. Alcune frasi (ma può essere un gusto personale), però, avrebbero forse giovato di maggior respiri nelle cesure, ma, appunto, si tratta di scelte stilistiche e anche di gusti. Sicuramente, però, il terzo movimento è stato staccato con velocità azzardatamente impetuosa, perdendo un po’ di struttura. Le dinamiche sono state comunque fantasmagoriche e hanno reso tutto il vitalismo emozionante di questo sublime capolavoro di Beethoven. Non ci sono dubbi che l’orchestra si è dimostrata capace di reggere l’andamento deciso dal direttore, grazie alla bravura sopraffina degli strumentisti. Il pubblico ha apprezzato con calore e trasporto tutto il concerto, ne è testimonianza la lunghezza degli applausi e i nunerosi bravo rivolti al podio al termine.  

Un piccolo appunto per concludere: la settima sinfonia di Beethoven è un capolavoro che tutti (almeno si spera) conoscono. Sorge qualche dubbio perché tra il pubblico alcuni, neanche pochi in verità, hanno applaudito tra il primo e il secondo movimento. Credo che questo la dica lunga sull’educazione musicale in generale del pubblico, considerando che quello della Sala Santa Cecilia non dovrebbe essere il meno avvezzo a questo tipo di musica. 

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore Jakub Hrůša
pianoforte Beatrice Rana – ARTISTA IN RESIDENCE  

Concerto per il Nuovo Anno

Weber Il franco cacciatore: Ouverture
Schumann Concerto per pianoforte
Beethoven Sinfonia n. 7

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