LE DIVE ITALIANE: Giovanna Ralli

Continuiamo con la Rassegna “Le Dive Italiane” che tratterà un roster delle dive italiane più famose, muse ispiratrici di registi del calibro di Federico Fellini, Roberto Rossellini, Ettore Scola e tanti altri, innovatrici di talento, bellezza, intelligenza, patrimonio del nostro Bel Paese.

Nel nostro primo appuntamento vi abbiamo parlato di Gina Lollobrigida. Il secondo appuntamento riguarda Giovanna Rall: dagli esordii ai primi ruoli da protagonista. I film, l’ascesa, il passaggio ad Hollywood ed il ritorno a Roma della Anti-Diva, non senza qualche “scandalo”.

GIOVANNA RALLI – attrice per caso o vocazione?

Foto tratta dalla pagina FB di Giovanna Ralli

Nata a Roma il 3 Gennaio 1935, originaria del quartiere di Testaccio, si affaccia al Grande Schermo già dalla tenera età di 6 anni, per aiutare economicamente la famiglia gravata dalle condizioni del periodo bellico, nei film “La Maestrina” (1942) di Giorgio Bianchi e “I Bambini ci guardano” (1943) di Vittorio de Sica.

Si può affermare così che più che per vocazione, la Ralli diventa attrice per caso: dotata di una bellezza procace dalle generose forme, biglietto da visita per tutte le donne che intendevano intraprendere tale carriera, Giovanna continuerà per questa strada anche durante l’adolescenza, dove vince il concorso di Miss Sorriso Lazio e interpreta piccoli ma significativi ruoli, come Marcella, la figlia maggiore di Aldo Fabrizi e Ave Ninchi nella fortunata trilogia comedy “La Famiglia Passaguai” (1951-52).

Ralli e i film: primi ruoli da protagonista

Foto tratta dalla pagina FB di Giovanna Ralli

Solo nella seconda metà degli anni ’50, quando si lega sentimentalmente allo sceneggiatore Sergio Amidei, che la sponsorizza fortemente, arriva la vera e propria svolta artistica di Giovanna Ralli: da parti da comprimaria che l’avevano sempre contraddistinta fino ad allora, diventa finalmente la protagonista di grandi successi al botteghino, come “Racconti Romani” eLe Ragazze di San Frediano” del 1955, ma soprattutto “Era Notte a Roma” (1960) di Roberto Rossellini.

Tra le dive di Cinecittà

È proprio il grande regista, con il quale lavora in altri due film importanti per la sua carriera “Il Generale della Rovere” (1959) e “Viva l’Italia” (1961) che diventa suo mentore e pigmalione esaltando sue le grandi doti recitative e consacrandola definitivamente nell’Olimpo delle Dive Italiane di Cinecittà. Fino ad allora viene addirittura doppiata, a causa del marcato accento romano che la contraddistingue e il suo nome compare raramente nelle locandine cinematografiche.

Giovanna Ralli porta sullo schermo Giovanna Ralli

Foto tratta dalla pagina FB di Giovanna Ralli

La Ralli viene ricordata principalmente per la sua spontaneità che la rende de facto una delle “maggiorate” più popolari del cinema italiano degli anni della Ricostruzione. Le donne che impersona nei suoi film risultano talmente autentiche, che lo spettatore attento ha sempre l’illusione che l’attrice non segua un copione ma reciti a braccio. L’intrepida popolana Esperia, che nasconde tre prigionieri di guerra in “Era Notte a Roma” o l’irriverente pescivendola Marcella di “Racconti Romani” danno la percezione che l’attrice non reciti dei ruoli prestabiliti, ma porti sullo Schermo l’originale Giovanna Ralli.

La Fuga di Spinola: Ralli interpreta Piera la Lesbica

Nel 1964 diventa precorritrice di un tema spinoso dell’Italia dell’Epoca. Giovanna Ralli veste con coraggio i panni di Piera la lesbica, a fianco della seducente Anouk Aimée, nella pellicola “La Fuga” di Paolo Spinola. Seppur solo accennata, l’omosessualità femminile, fulcro di tutto il film, desta scandalo tra il pubblico, sufficiente a incorrere alla censura e al divieto di visione per i minori di 14 anni. Magistrale la sua interpretazione di ricca borghese frustrata e repressa, ruolo insolito per lei, che le rinnova l’interesse della critica e le regala il primo Nastro D’Argento della sua carriera, come attrice protagonista.

Giovanna Ralli: dai film di Hollywood a Roma

Seguendo la scia delle sue colleghe più affermate e convinta dal regista Blake Edwards, decide di tentare la scalata ad Hollywood. Il suo film d’esordio negli States è stato “Papà, ma che cosa hai fatto in guerra?” del 1966, commedia di ambientazione bellica che non riscontra però un grande successo di pubblico e critica. La carriera della Ralli sembra ormai in declino: tutte le successive pellicole di produzione estera in cui lavora, risultano infatti dei veri e propri flop. Unico episodio curioso da citare è la breve relazione con Michael Caine, suo partner nel film inglese Passo falso (1968) di Bryan Forbes.

La candidatura ai Nastri d’Argento

La Ralli decide così di mettere fine alla tragica esperienza all’Estero, concentrando il proprio lavoro in Italia. La sua carriera riprende da dove l’aveva lasciata, tanto che nel 1972 riceve la seconda candidatura come migliore attrice protagonista ai Nastri d’argento, per l’intenso ruolo di Oslavia ne “Una prostituta al servizio pubblico e in regola con le leggi dello stato” di Italo Zingarelli.

GIOVANNA L’ANTIDIVA: UNA “RAGAZZA DEL POPOLO”

Per tutto il corso della sua lunga carriera, a differenza di molte sue colleghe, non ha mai apprezzato particolarmente l’appellativo di “Diva”. Ama tutt’oggi autodefinirsi una “Ragazza del Popolo” che, seppur diventata attrice “per caso”, è rimasta tale.

“A Volte mancano i ruoli, altre volte la voglia. Il Cinema mi piaceva, ma recitare in fondo, non ha mai rappresentato la mia priorità”.

Giovanna Ralli

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