CAPITANI D’APRILE @Luso! Mostra itinerante del nuovo cinema portoghese: a cinquanta anni dalla rivoluzione dei garofani

All’interno della cornice della Terza edizione di Luso! Mostra itinerante del nuovo cinema portoghese che ha luogo presso il Cinema Farnese Arthouse di Roma nelle giornate del 30 e 31 maggio 2024, abbiamo assistito al film di Maria de Medeiros, realizzato nel 2000, dal titolo Capitani d’Aprile, che vede nei panni del protagonista il nostro Stefano Accorsi. Nella breve rassegna saranno proiettati anche il thriller psicologico Fernando Pessoa e il club del nulla diretto da Edgar Pêra, Appena vivere di João Canijo, vincitore dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino 2023 e Cesaria Evora, la diva dai piedi scalzi diretto da Ana Sofia Fonseca, un viaggio poetico attraverso la vita e la carriera della celebre cantante capoverdiana. La proiezione del 30 maggio è stata preceduta da interventi introduttivi della regista Maria de Madeiros e dell’ambasciatore del Portogallo Bernardo Futscher Pereira.

CAPITANI D’APRILE: un omaggio alla rivoluzione portoghese

Proprio quest’anno cade il cinquantesimo anniversario della Rivoluzione dei garofani, l’incruento colpo di stato portato avanti da una manciata di ufficiali dell’esercito portoghese con il grado di capitano, mirante a deporre il regime dell’Estado Novo guidato fin dal 1933 da Antonio de Oliveira Salazar e al quale successe nel 1970 Marcello Caetano. La proiezione del film, realizzato nell’anno 2000 da Maria de Medeiros dopo tredici anni di lavoro, si inserisce a pieno titolo nella celebrazione di questa importante data per la Repubblica portoghese. Contestualmente alla rassegna, i locali dell’ex Mattatoio di Roma (padiglione 9a) dal 24 maggio al 25 agosto 2024 ospiteranno la mostra fotografica L’alba che aspettavo, promossa dall’Ambasciata del Portogallo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, che si presenta come un percorso espositivo che propone immagini di grandi fotografi insieme a video d’epoca e altri documenti.

CAPITANI D’APRILE: opera prima di Maria de Medeiros

L’attrice portoghese, dopo aver prestato la propria immagine in importanti produzioni statunitensi ed europee (su tutte Pulp Fiction di Tarantino), con Capitani d’Aprile si accinge per la prima volta alla regia di un film di finzione. Il tema è stato sempre molto caro alla regista portoghese, che nel film compare anche come attrice. Nei panni di Salgueiro Maia, uno dei capitani a capo della rivolta, compare un acerbo Stefano Accorsi, lontano dall’attore che conosciamo oggi, il quale, verosimilmente, appare come la nota meno convincente del film. L’arco temporale del quale si occupa la pellicola parte dalla sera del 24 aprile 1974 e arriva al giorno seguente con l’arresto o la fuga dei membri del governo e la seguente caduta dello stesso.

CAPITANI D’APRILE: un film diretto ed emblematico

Fin dall’inizio si capisce subito da che parte sta la narrazione. Forti sono le immagini iniziali in bianco e nero che appaiono in forma di fotografie, le quali ritraggono gli effetti violenti del dominio coloniale: corpi di uomini di colore senza vita, mutilati, straziati nel corpo e nella dignità sono il preludio dello svolgimento della vicenda, che troverà la sua catarsi proprio nel rovesciamento di chi quella politica coloniale perseguiva ancora nel 1974. Gli intenti della regista si palesano ancora nel testo filmico, dove una sceneggiatura misurata e sempre pulita fornisce allo spettatore dichiarazioni, sentenze e intenzioni senza troppi giri di parole. Nella sceneggiatura si respira la rivolta ad un predominio politico imposto con il carcere e la tortura, dove la repressione è cosa tangibile nella quale incappa la stessa Antonia (Maria de Medeiros) e un suo studente universitario. I personaggi intorno ai quali si muove la vicenda appaiono forse poco approfonditi, mentre diviene paradigmatico il ruolo delle truppe e della folla, entrambi dalla stessa parte, tendente a connotare il colpo di stato come un movimento corale che partendo dal basso si dirige verso l’ideale della democrazia e che ha avuto il merito di scrivere la parola fine ad un regime oramai indifendibile ed agonizzante che stava perdendo l’aggancio con la contemporaneità.

CAPITANI D’APRILE: una rivoluzione di popolo senza eroi

Anche se il ruolo di Salgueiro Maia, come quello degli altri ufficiali, è posto necessariamente in rilievo, forse le scene più iconiche del film si individuano in quelle che mettono al centro dell’attenzione le masse, siano queste in divisa o in abiti civili. Ben costruita la scena dove un Generale a capo di truppe corazzate instaura un braccio di ferro drammatico con Maia; dopo un momento di tensione sugellato dall’ordine del Generale di aprire il fuoco sui rivoltosi, il nodo del dramma si scioglie con il passaggio dei militari dalla parte del capitano Maia, i quali scendono dai carri armati e abbandonano l’alto ufficiale al suo destino. Interessante anche la relazione che si instaura tra i militari e i loro mezzi con la popolazione civile, dove tra il serio ed il faceto, appaiono immagini che mostrano l’unione di intenti nel perseguire un obiettivo da molto tempo atteso. Le uniche vittime della rivoluzione si contano in quattro manifestanti, che Medeiros mostra falcidiati da una finestra dalle mitragliatrici del PIDE, la polizia politica del regime.

CAPITANI D’APRILE: una necessaria lezione di storia contemporanea

Nell’intervento introduttivo precedente al film, Maria de Madeiros si chiedeva se il film girato ventiquattro anni fa e ambientato nel 1974 sarebbe stato in grado ancora di raccogliere intorno a sé un pubblico. Ebbene, la risposta, a vedere la sala del Cinema Farnese gremita, sembra affermativa. L’esito non era scontato, soprattutto nella nostra epoca distratta, dove i contesti sociopolitici sono mutati, dove anche il concetto di democrazia sembra essere allo stesso tempo scontato e vacillante, se non proprio svuotato dai suoi elementi maggiormente identificativi. Un film, Capitani d’Aprile, che pone delle riflessioni circa l’importanza dell’unione di intenti di varie istanze finalizzate a conseguire un cambiamento, perché come si sente più volte nel film, dagli slogan dei manifestanti, “Il popolo unito non sarà mai sconfitto”, un fatto, questo, che più volte è stato alla base di processi di modificazione del corso degli eventi e che la società contemporanea sembra aver dimenticato, sprofondata in un solipsistico e sterile individualismo.

Visto il 30 maggio 2024

CAPITANI D’APRILE

Regia: Maria de Medeiros

Soggetto: Eve Deboise, Maria de Medeiros

Sceneggiatura: Maria de Medeiros, Eve Deboise

Fotografia: Michael Abramowicz

Musiche: Victorino

Montaggio: Jacques Witta

Scenografia: Agustì Camps-Salat

Costumi: Bina Daigler

INTERPRETI PRINCIPALI

Maia, Stefano Accorsi

Antonia, Maria de Medeiros

Gervasio, Frederic Pierrot

Manuel, Fele Martinez

Lobao, Manuel João Vieira

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