16 MILLIMETRI ALLA RIVOLUZIONE @Torino Film Festival: uno sguardo indietro attraverso le immagini d’archivio

E’ stato presentato alla quarantunesima edizione del Torino Film Festival il documentario a base d’archivio diretto da Giovanni Piperno dal titolo 16 Millimetri alla rivoluzione. Il lavoro nasce da un’idea dello stesso regista e di Luca Ricciardi, che lo ha prodotto per l’AAMOD (Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico). Il progetto si avvale del contributo di Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e della collaborazione di RAI teche.

16 Millimetri alla rivoluzione: un viaggio nella memoria

La caleidoscopica sequenza di reperti filmici di archivio, che vanno dagli anni 50 agli anni 80, del quale è composto il docufilm di Piperno -ben 58- si apre dalla fine, vale a dire dal momento nel quale il segretario, o meglio, l’ultimo segretario del PCI, Achille Occhetto, proclama la fine di quell’esperienza politica per approdare in territori dai contorni più riformisti. Un vero e proprio scossone che dal 1989 al 1991, quasi in contemporanea con la caduta del muro di Berlino, getta nella confusione migliaia di “compagni” che avevano creduto con convinzione nell’idea che fosse possibile cambiare le cose. Questo l’incipit del film, che racconta attraverso frammenti di audiovisivi reperiti, dopo un’attenta selezione, dagli archivi AAMOD, e in misura minore dagli archivi RAI, dall’Istituto Luce e da un documentario belga, un mondo che non c’è più, ormai disperso sotto i colpi trionfanti di un consumismo che sembra aver tirato la volata ad un sistema capitalista che appare essere come l’unica possibilità per una gestione politico-economica degli Stati.

Luciana Castellina: memoria storica della sinistra italiana

In occasione dei 100 anni dalla fondazione del PCI, quindi nel 2021, doveva essere realizzato un film ad episodi, firmati da eminenti registi italiani, che raccontasse l’esperienza politica del più grande partito comunista d’Europa. Il progetto naufragò; ciò che rimase tra le ceneri dell’idea fu proprio Luciana Castellina, che in realtà era implicata all’interno del progetto per la realizzazione di un cortometraggio della durata di dieci minuti coadiuvata da Giovanni Piperno, il quale non volle far cadere l’idea, e propose a Castellina di realizzare comunque un docufilm, ma su altre basi, ossia armonizzando tra loro, finalizzandoli in una narrazione compiuta, i materiali d’archivio. Luciana Castellina diviene così la memoria storica intorno alla quale si dipana la narrazione. Un personaggio paradigmatico, Luciana Castellina, spirito rivoluzionario fuori da qualsiasi ortodossia, nel partito dal 1947, con il quale, tuttavia, si scontrò più volte tanto da essere espulsa. Le divisioni ideologiche la portarono insieme ad altri a fondare la rivista Il Manifesto e a considerare il suo vecchio partito da posizioni poste più a sinistra.

16 Millimetri alla rivoluzione: cronaca dei mutamenti di un paese

Il docufilm dona allo spettatore uno sguardo che riporta agli anni Settanta, con tanto di occupazioni di fabbriche, scioperi, ma anche momenti di vita di sezione, dove attraverso dibattiti, riunioni e cineforum si tentava l’alfabetizzazione politico sociale e si curava l’aggiornamento delle tematiche internazionali di una popolazione, dove attraverso dure battaglie civili si legalizzava l’aborto e il divorzio, dove, già cinquant’anni fa si parlava di emancipazione femminile, quando altre correnti politiche pensavano alla sola gestione del potere, anche con esiti drammatici. Piperno mette in scena, così, attraverso il dialogo tra i ricordi di Luciana Castellina e le preziose immagini d’archivio, la storia di un grande partito di massa che ha avuto fino a due milioni di iscritti e che nella storia italiana ha tentato un compattamento delle fasce più deboli della popolazione con il fine di tracciare, pur con delle contraddizioni interne, il sentiero che potesse condurre a strade alternative al fine di veder sorgere il “Sol dell’avvenire”.

16 Millimetri alla rivoluzione: una narrazione corale

Il senso di una solidarietà perduta emerge prepotentemente nel docufilm d’archivio di Piperno dove al sentire popolare di appartenere ad una realtà ben delineata, una grande famiglia ideologica legata ad una grande realtà politica portatrice di speranze, si allineava la comunione di registi che quasi naturalmente aderivano alla realizzazione di un cinema che veniva dal basso e che li conduceva ad esperire un cinema militante strettamente collegato alle battaglie del PCI: “un cinema di tanti per tanti” secondo Cesare Zavattini. I registi in questione, autori degli audiovisivi che compongono il docufilm, si identificano nelle figure di Ugo Gregoretti, Cesare Zavattini, Giorgio Ferrara, Gillo Pontecorvo, Ansano Giannarelli, Gianni Serra, Ettore Scola, Gianni Toti, Giuseppe Bertolucci, tanto per citarne alcuni. Una realtà questa, che ai nostri giorni, dominati da uno straripante individualismo e da una competitività disgiunta da ogni forma di solidarietà, pare lontana anni luce.

16 Millimetri alla rivoluzione: la speranza del provarci ancora

Forse il merito di Giovanni Piperno, allora, sta proprio nell’aver aperto gli archivi, che, al pari di forzieri di un tesoro antico gli hanno restituito sprazzi di memoria, rievocazioni di atti collettivi e personali capaci di andare in profondità, alle radici di quella personalità formatasi sotto il cielo di alcuni ideali che spesso, e purtroppo, hanno inciso solo parzialmente nella missione di apportare un reale cambiamento della società, come sostiene Luciana Castellina, in risposta alla domanda di Piperno riguardo al significato di essere comunisti oggi: « Tutte le rivoluzioni che sono state fatte fino ad oggi, che sono state certamente importanti, hanno avuto esiti parziali. La rivoluzione francese ha dato più libertà ma nessuna uguaglianza; la rivoluzione Sovietica per dare l’uguaglianza ha tolto la libertà. Insomma, non siamo ancora riusciti a creare un posto dove ci sia la libertà e l’uguaglianza. Ecco, mi pare che rinunciarci sarebbe grave. Io ci provo ancora. Essere comunisti significa questo. Provarci ancora ».

16 MILLIMETRI ALLA RIVOLUZIONE

Regia: Giovanni Piperno

con Luciana Castellina

un’idea di Giovanni Piperno e Luca Ricciardi

scritto da Alessandro Aniballi e Giovanni Piperno

Montaggio: Paolo Petrucci

Suono in presa diretta: Fabio Santesarti, Niccolò Bosio

Musiche originali: Valerio Vigliar

Montaggio del suono: Riccardo Spagnol

Prodotto da Luca Ricciardi

Produzione: AAMOD

con il contributo della Struttura di missione anniversari ed eventi sportivi nazionali e internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri

con la collaborazione di RAI Teche

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