TITINA MASELLI (1924-2005). I RITI DELLA MODERNITà€ @ Bertolami Fine Art

Natura morta Lucky Strike III (1948)La mostra antologica su Titina Maselli allestita presso la casa d’aste Bertolami Fine Art di Roma, a cura della storica dell’arte e amica Claudia Terenzi, vuole rendere omaggio a questa straordinaria pittrice del secondo dopoguerra che ad oggi purtroppo è quasi più conosciuta in Francia che in Italia. 

La mostra parte dai primi passi mossi dall’artista, da quei ritratti di fanciullo – spesso il fratello Francesco "Citto", suo primo ammiratore – e da quei nudi così materici che ricordano certamente le opere del pittore Fausto Pirandello, zio acquisito. Già in queste opere è forte la predominanza della luce che irrompe nella scena; colori forti, a volte brutali, che delineano corpi, volti e ambienti (Donna nuda seduta).

Nel 1945 sposa il pittore Toti Scialoja che l’avvicina all’espressionismo romano del gruppo dei “quattro artisti fuori strada”, così definiti dallo storico dell’arte Cesare Brandi e di cui facevano parte Ciarrocchi, Sadun, Stradone e, appunto, lo stesso Scialoja. A differenza di questi artisti, la cui pittura spesso affronta temi cupi rappresentati con un espressionismo violento e “arruffato”, l’arte di Titina è audace e i suoi protagonisti – oggetti comuni come il telefono, la macchina da scrivere, una bistecca o un pacchetto di sigarette (Natura morta Lucky Strike III, 1948) – invadono tutto lo spazio pittorico in maniera quasi iper-realistica: «Era affascinata dai residui della giornata che occupavano i marciapiedi: pezzi stracciati di giornali, pacchetti ripiegati di Lucky Strike, bucce di mela o di banana», scrive il fratello Citto. La affascina la vita urbana che studia di notte, nel momento in cui le luci artificiali si stagliano sui palazzoni, sulle insegne pubblicitarie e sulla città che dorme. Oggetti “vissuti” e divenuti ora nature morte.

Tra il 1952 e il 1955 si trasferisce a New York, città simbolo della modernità. New York la affascina e la cattura con le sue luci sfavillanti, con gli ampi spazi aperti tipici di una grande metropoli e con il gigantismo dei grattacieli. Nei quadri di questo periodo qui esposti, gli oggetti sono trattati dall’artista con estrema e visionaria lucidità e tutti sono caratterizzati da pochi colori e da una luce che diviene sempre più abbagliante (Alberi rossi, 1955).

Gli anni ’60 sono però i più fecondi per la Maselli. Risalgono infatti a questo periodo le opere di grande formato dipinte esclusivamente con colori acrilici (Cielo di notte, 1968).

Le opere più tarde, quelle risalenti agli anni ’80, riprendono dei soggetti già trattati dalla pittrice come i boxeurs, i calciatori, lo stadio e i grattacieli. Il primo Calciatore ferito risale infatti al ’49 (in mostra è esposta la versione del 1953) in cui l’atleta viene colto nello sforzo dell’azione attraverso lo strumento fotografico: «Mi affascinava l’effimero del momento iperbolico fissato dalle fotografie sui giornali sportivi», spiegherà in seguito la pittrice. Il percorso espositivo si chiude alla fine della sala con i Boxeurs (2005), l’ultimo dipinto di Titina realizzato per un’importante retrospettiva inizialmente programmata a Palazzo delle Esposizioni ma che non si compì a causa della sopraggiunta morte dell’artista.

Straordinari sono i colori utilizzati: brillanti, vividi, che sembrano quasi “schiaffeggiare” lo spettatore. Ma ancora più straordinario è il punto di vista dal quale rappresenta i suoi soggetti, spesso molto ravvicinato e dal basso (Boxeur alle corde, 1995; Camion verde nero, 1983).

Colori e tecnica non convenzionali, come la Maselli d’altronde, che tramite la sua pittura abbatte i cliché dell’arte femminile radicatisi fino ad allora inserendo nelle opere soggetti forti, imponenti, dai colori sfolgoranti. Un’arte espressionista ma fredda, che rappresenta la modernità priva di ogni sentimentalismo, una pittura di un’estrema efficacia rappresentativa che ricerca la verità nell’essenza stessa delle cose.

L’ultima sezione è quella dei ritratti di Titina con i quali artisti italiani e stranieri hanno reso omaggio alla pittrice dagli occhi maliardi: «Erano in tanti innamorati di lei. Anzi, nel mio ricordo di fratello minore incantato e adorante, lo erano tutti. Anche i “grandi” e accademici d’Italia […]», come ricorda il fratello Citto nel racconto all’interno del catalogo della mostra, quest’ultimo interamente sfogliabile online sul sito della Bertolami Fine Art.

 

 

IMMAGINI

Locandina: Calciatori in corsa (2002)

Testo: 1. Natura morta Lucky Strike III (1948); 2. Camion Blu (1966); 3. Boxeurs (2005)

 

INFORMAZIONI

TITINA MASELLI (1924-2005). I riti della modernità

Mostra e catalogo a cura di Claudia Terenzi con testi di Citto Maselli, Claudia Terenzi, Sabina de Gregori, Lorenzo Fiorucci

Bertolami Fine Art, Palazzo Caetani Lovatelli

piazza Lovatelli, 1

00186 Roma

+39 06 3218464 / 06 32609795

+39 345 0825223

www.bertolamifineart.com

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Ufficio Stampa: Scarlett Matassi, +39 345 0825223, info@scarlettmatassi.com

 

ORARI

Dal 2 marzo al 20 aprile 2020 PROROGATA al 16 maggio 2020

Dal lunedì al venerdì ore 10.30-14.00 / 15.00-19.00

(data la situazione di emergenza contattare preventivamente la casa d’aste per verificare l’effettiva apertura della mostra)

Domenica chiuso

Ingresso libero

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