THE NIGHT ILLUMINATES THE NIGHT@MACRO Testaccio: la luce che nasce dal buio

Cosa nasconde la notte? E cosa è in grado di restituirci? Quali sono le cose che dal buio vengono oscurate o svelate? L’israeliano Rafael  Y. Herman, in THE NIGHT ILLUMINATES THE NIGHT, in mostra al MACRO Testaccio fino al 26 Marzo 2017, ci porta in un mondo fatto di immagini nate dall’oscurità della notte, senza artifici, senza alcuna manipolazione digitale, dal quale emergono realtà di paesaggi esistenti stravolti dalla “non luce” che li colpisce.

 

Il progetto THE NIGHT ILLUMINATES THE NIGHT nasce nel lontano 2010 e raccoglie dieci grandi scatti dell'artista israeliano, segnando una seconda tappa del lavoro avviato già con il progetto Bereshit (Genesi in ebraico) del 2006 a Palazzo Reale a Milano e porta Rafael a esaminare un doppio passaggio: il rapporto con i grandi maestri della pittura e la rappresentazione che la sua terra, la Terra Santa, ha avuto nei loro pennelli.
Terre citate, dipinte e rappresentate ma troppo spesso immaginate, senza che siano state realmente visitate in un’ipotetica e fantasiosa rappresentazione. La sua volontà è di restituire l’immagine più realistica e pura e lo fa “a suo modo”. Nell’oscurità della notte, senza ausili elettronici o digitali, solo con un obiettivo aperto per ore (a volte anche tutta la notte), il cielo pervaso da luce naturale, la pellicola rivela immagini che l’occhio umano non sarebbe mai in grado di vedere: il risultato è sorprendente.

I colori della natura, che sia un fiore, un albero o il mare, sono così realisticamente inimmaginabili da confondersi con un dipinto, bisogna avvicinarsi per centrare che stiamo guardando foto e non dipinti, come lui le definisce fotografie acquarellate.
 La cromia a volte è irreale, come il cielo che non “compare”, sembra non riesca a impressionarsi sulla pellicola: l’albero che diviene azzurro o il mare il cui orizzonte non esiste in un unico profondo universo che riempie lo spazio della terra e del cielo. A tutto questo si sovrappongono le immagini con i piccolissimi papaveri rossi, lo stupore della consapevolezza che è il loro colore originale e la notte è menzionata solo dai petali chiusi, o il bosco con le sue splendide foglie marrone, di un colore talmente vivo da ipotizzare sia stato illuminato da una luce profonda.

Un’indagine su l’esistente e il percepito, sul visto e il celato: se chiudiamo gli occhi e ci lasciamo guidare solo dal caso, quando li riapriamo l’immagine che ci viene restituita è più sorprendente di qualsiasi immaginazione.

Un lavoro quello di Herman che sembra casuale, dettato solo dalla fortuna e dalla fatalità di una natura benevole, ma che è frutto di un percorso di ricerca e di attesa, in cui ogni gesto è legato ad un risultato: a volte non completamente certo dei colori finali, come ci ha raccontato, stupito del risultato, ma con la certezza che “la non luce” gli restituirà l’immagine che aspettava, nessuno scatto sarà eliminato perché è “tutto calcolato”.
 

Entrare nel grande padiglione del MACRO, in uno spazio buio e freddo, le foto esposte “libere” da ogni suppellettile, tranne la prima incastonata in una candida cornice bianca, fermate da semplici pinze, è come accompagnarlo nel buio della notte, addentrarsi nel rumoroso silenzio del bosco e vedere con il nostro io quello che il nostro occhio non è in grado di rivelarci.

 

Foto Credit:
Foto Copertina: Rafael Y. Herman – somnum rubrum – 2012 – 180X244cm – Chromogenic
Foto 1: Rafael Y. Herman – felix taeda II – 2014 – 180X270cm – Chromogenic
Foto 2: Rafael Y. Herman – mare 12 – 2012 – 180X230cm – Chromogenic

Info:
THE NIGHT ILLUMINATES THE NIGHT

MACRO, MACRO Testaccio
Dal 25 gennaio al 26 marzo 2017
Da martedì a domenica ore 14.00-20.00; chiuso lunedì
La biglietteria chiude 30 minuti prima

In occasione della mostra verrà presentato il libro d’artista, edito da Mousse, con testi critici di Giorgia Calò, Stefano Rabolli Pansera, Chiara Vecchiarelli e Arturo Schwarz.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Patrocinata da: Ambasciata d’Israele in Italia–Ufficio Culturale, IIFCA–Fondazione Italia-Israele per la Cultura e le Arti, AMATA–Amici del Tel Aviv Museum of Art e Cité Internationale des Arts de Paris
 

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