STORIE SOVIETICHE @Galleria del Cembalo: la Russia degli ultimi 85 anni

Tre artisti, tre occhi diversi, in tre epoche diverse ospiti alla Galleria del Cembalo con le immagini dell’Unione Sovietica dal 1930 al 2015, in un percorso temporale di immagini di propaganda, di cambiamenti e alla fine di disillusioni. Tre artisti che si passano il testimone per raccontare l’avvicendamento storico del paese, anche se la scelta della galleria non è stata quella di seguire il percorso temporale e questo leva il senso del percorso stesso.

Danila Tkachenko. Restricted Areas  a cura di Davide Monteleone

Apre la trilogia espositiva ma non temporale , il più giovane dei tre fotografi, nato  Mosca nel 1989, e Restricted Areas  è il nome del progetto che Tkachenko  ha realizzato tra il 2012 e il 2015 a cui il Nathional Geografici Italia dedica un servizio proprio nel mese in corso.  Il nome deriva da un villaggio “Ozyorskcontaminato dalle radiazioni dell’esplosione di un contenitore si scorie in un impianto di plutonio. I nonni del giovane fotografo vivevano lì, e suo nonno, a loro dire, è morto a causa delle radiazioni.

Questo esito fallimentare del progresso lo ha spinto ad esaminare e fotografare questo posto ed in seguito a cercare altri luoghi e strutture, in tre ex repubbliche sovietiche e in Bulgaria, in cui il progresso aveva fallito.

Quello che ne esce sono immagini desolate e quasi futuristiche di costruzioni giganti, navi da crociera abbandonate dopo un naufragio, prototipi di un mezzo anfibio mai messo in produzione, moduli aerei abbandonati, che diventano parte integrante della natura e nella natura a spiegare il messaggio del fotografo “ che non sempre  il progresso è finalizzato al bene dell’umanità”.

 

Stella Rossa. Rozalija Rabinovic e l’arte della propaganda  a cura di Michele Bonuomo e Laura Leonelli

In una sala, a contrasto con la precedente completamente innevata nelle immagini, invasa dai colori simbolo della ex unione sovietica facciamo la conoscenza di Rozalija Rabinovic (Kiev, 1895 – Mosca, 1988) una delle interpreti della propaganda sovietica.

Una selezione di una quarantina di disegni, realizzati dal 1930 al 1938, raccontano nei colori primari , rosso e nero e in quelli evocativi come l’oro e l’argento, la potenza dell’epoca staliniana in una profusione simbolica di cannoni,  di locomotive, sembra davvero di essere in una sala di propaganda e socchiudendo gli occhi si può anche sentire la musica del regime in sottofondo.

 

 

 

Nel chiuso dell’URSS. Lo sguardo “dentro” di Sergei Vasiliev a cura di Francesco Bigazzi

Sergei Vasiliev (Celjabinsk, 1937), nome di riferimento del fotogiornalismo oltre cortina, premiato cinque volte al World Press Photo, uno dei più famosi fotogiornalisti dell’era sovietica, e autore di un intenso ritratto della vita quotidiana. Dopo una lungo periodo da guardia carceraria dal 1948 affianca Danzig Baldaev nello studio e nel linguaggio dei tatuaggi dei detenuti, un linguaggio fatto di immagini in un mondo dove ogni simbolo di violenza significa rispetto e appartenenza, a cui si accostano le immagini sacre in un contrasto si sacro e immorale. Accanto le immagini , degli inizi degli anni 70, di donne,” le donne russe, riprese all’interno di una sauna; immagini delicate nell’esaltazione del corpo femminile nessun imbarazzato dalla nudità, la complicità e la naturalità di una bagno con i figli piccoli e le amiche ed infine l’esaltazione del corpo della donna nel momento della maternità.

 

 

 

 

Info:

Largo della Fontanella di Borghese, 19 – Roma

Galleria del Cembalo

Tel. 06 83796619

4 dicembre 2015 / 13 febbraio 2016

ORARIO

da martedì a venerdì: 16.00 – 19.00

sabato: 10.30 – 13.00 e 16.00 – 19.00

foto tratte da http://www.galleriadelcembalo.it/ita/

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