SGUARDI GLOBALI. Mappe nelle collezioni del granduca Cosimo III @ Biblioteca Medicea Laurenziana Firenze

La Biblioteca Laurenziana, affacciata sul chiostro della Basilica di San Lorenzo, dal 7 novembre al 29 maggio 31 luglio 2020 ospita la prima mostra sulla raccolta di mappe olandesi, spagnole e portoghesi del Granduca Cosimo III.

Cosimo fu il penultimo dei Medici a governare Firenze, regnando per oltre cinquant’anni sul piccolo – ma artisticamente florido – ducato, dal 1670 al 1723. Il giovane rampollo crebbe all’ombra dell’ingombrante madre, Vittoria della Rovere. Il clima imposto a Palazzo Pitti dall’ultima discendente del Ducato di Urbino era improntato all’austerità e al bigottismo, segnando profondamente il carattere del debole Cosimo. Egli era però anche figlio di Ferdinando II, appassionato di scienza e protettore di Galilei, che fu esiliato dopo l’abiura proprio ad Arcetri, a Firenze. L’educazione di Cosimo fu pertanto ricca e riguardò lo studio di numerose materie ritenute fondamentali all’epoca, come le lingue straniere, le scienze naturali – passione del padre – e non da ultimo la geografia. Va ricordato che il XVII secolo, seguendo quello delle prime scoperte geografiche, rappresentò il momento di massimo interesse per la cartografia, imprescindibile strumento di conoscenza e quindi di futuro sfruttamento di un mondo molto più vasto di quello fino ad allora conosciuto.

Poiché l’Italia del Seicento era ormai tagliata fuori dalle nuove rotte commerciali, proiettate sugli oceani e meno interessate al Mediterraneo, il giovane Cosimo intraprese una serie di viaggi in Nord Europa, anticipando la moda dei tour culturali per i rampolli delle grandi famiglie nobiliari. Gli storici intravvedono come causa di questa decisione non solo la sua curiosità, ma anche il fallimento del matrimonio con Margherita Luisa d’Orleans, cugina di Luigi XIV e protetta del cardinale Mazzarino. L’unione del 1661 si era rivelata fin da subito un completo insuccesso per le indoli diverse, se non opposte, dei due sposi: tanto era malinconico e dedito alle preghiere Cosimo, quanto invece Margherita Luisa era interessata alle feste e al lusso. Incapace di trovare un modus vivendi con la capricciosa e irascibile consorte, dal 1667 al 1669 Cosimo decise di viaggiare in Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo e in alcune città tedesche, soffermandosi in particolare nei Paesi Bassi, resisi indipendenti solo nel 1648. Al seguito dell’erede del Granducato viaggiarono il marchese Filippo Corsini, Lorenzo Magalotti e Paolo Falconieri, incaricati di redigere interessanti relazioni sul viaggio che sono esposte in mostra. In mancanza di fotografie, i manoscritti sono corredati da acquerelli delle città visitate, probabile opera del pittore Pier Maria Baldi, allievo del Volterrano.

In Olanda Cosimo si affidò alla guida dell’erudito Niccolò Heinsius e del cartografo, stampatore e mercante di libri Pietro Bleau. Grazie a quest’ultima conoscenza, Cosimo ebbe la possibilità di incontrare alcuni rappresentanti della Compagnia delle Indie e fra questi di conoscere Johannes Vingboons, cartografo e copista della stessa Compagnia. Fu questo artista a portare in Europa le carte che ritraggono le coste del continente americano, dell’Africa e quelle bagnate dall’Oceano Indiano, fino ad arrivare al Sud-Est asiatico e ad alcune isole affacciate sul Pacifico, come gli arcipelaghi del Giappone e delle Filippine. 

Nelle relazioni di viaggio è descritta l’eccitazione di Cosimo per la possibilità offertagli da Bleau di visitare alcune delle navi della celebre Compagnia, nella cui stiva erano stipate botti ricolme di cannella, noce moscata e pepe dal valore inestimabile. È probabile che il fascino esercitato da questo spezie esotiche abbia spinto Cosimo a intensificare l’arrivo in Italia di volumi e atlanti che Bleau aveva già inviato al principe e ad altri collezioni fiorentini, come il bibliofilo Antonio Magliabecchi, che in seguito lo stesso Cosimo nominò bibliotecario della Biblioteca Palatina. Ora, trovandosi in Olanda, Cosimo ne approfittò per ampliare una collezione che vanta oggi ottantadue mappe geografiche dei quattro continenti allora conosciuti. Sessantacinque furono acquistate ad Amsterdam, appunto nel 1667.

Tre anni dopo, durante un secondo viaggio, il principe fiorentino, grazie all’opera di intermediazione del cosmografo e matematico portoghese Luís Serrão Pimentel, acquisì diciassette copie di carte marine. Il loro interesse risiede nella riproduzione in grande scala di nuove porti, come quelli della Persia, dell’India o del Brasile. L’insistenza nel proseguire la collezione di questo materiale denota la curiosità del giovane principe, a cui la corona granducale non offrì la possibilità di partecipare attivamente alla fondazione di nuove colonie o alla conquista di porti asiatici. Queste carte funsero probabilmente da palliativo a un’esistenza votata alla preghiera e alla rinuncia dei piaceri, nonché tormentata dalla presenza di una moglie che cercò sempre di sfuggirgli per tornare a Parigi, poiché era stata incapace di ricostruire il suo stile di vita nell’ormai bigotta Firenze.

La passione di Cosimo III permette oggi di visionare alcune carte di estremo interesse per il visitatore occidentale. Basti pensare alla carta che fotografa la baia di Lisbona: trattandosi della seconda metà del XVII secolo, è ancora possibile osservare i dettagli degli edifici pubblici e religiosi che, nel 1755, furono distrutti dal terribile terremoto che cambiò per il sempre il volto della ricca capitale del Portogallo. 

In mostra è presente anche la più antica pianta di New York, datata 1660, che all’epoca si chiamava ancora Nuova Amsterdam. Si trattava di un piccolo fortino fondato nel 1624 dalla Compagnia delle Indie olandese, ma dal 1664 conquistata dagli inglesi e ribattezzata appunto New York. Tra le opere presenti, notevoli sono anche la veduta di Città del Messico, centro urbano di estensione già discreta e regolare, le isole di Malacca e Taiwan, oltre a una rappresentazione delle maggiori isole del Giappone. È pure presente una carta che raffigura gli esotici Ottentotti, abitanti di quel Sud Africa della cui colonizzazioni si occuparono per primi appunto gli olandesi.

Questa interessante collezione di Cosimo III finì poi nella Villa di Castello, passando nel 1737, anno dell’estinzione della casata medicea, a Pietro Leopoldo di Lorena e alla sua famiglia. Nel 1921 l’attuale direttore della Biblioteca Laurenziana, Guido Biagi, si interessò a questo patrimonio e ottenne l’autorizzazione a trasferirlo in San Lorenzo. La mostra è la prima occasione offerta agli appassionati di storia della geografia di viaggiare nel passato, in un mondo in cui l’occhio del pittore era l’unico testimone di paesi lontani quanto affascinanti.

 

INFORMAZIONI

Sede espositiva: Biblioteca Medicea Laurenziana, Piazza San Lorenzo 9 – Firenze

Durata: 7 novembre 2019 – 31 luglio 2020

Orario mostra: lunedì – venerdì ore 9,30 – 13,30 (chiuso sabato domenica e festivi)

Biglietto: € 3.00. € 2.50 se acquistato unitamente al biglietto per la basilica di San Lorenzo

Informazioni:tel. 055 2937911 – b-mela@beniculturali.it

Visite didattiche: didattica@operadarte.net

Catalogo: CHAM-Centro de Humanidades (NOVA FCSH), Lisbona; Mandragora

Progetto espositivo: Fabrizio Monaci e Roberta Paganucci 

Presentazione multimediale Biblioteca Medicea Laurenziana: Eugenia Antonucci, Claudio Finocchi; Simone Falteri 

Ufficio stampa:Biblioteca Medicea Laurenziana tel. 055 2937911

Anna Rita Fantoni b-mela.mostre@beniculturali.it

Silvia Scipioni silvia.scipioni@beniculturali.it

Risorse informatiche, pagina web, facebook 

Claudio Finocchi b-mela.web@beniculturali.it

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