LA GUERRA, LE LOTTE , LE DONNE… LE STORIE DI GUFETTO

Questo è stato un anno intenso per la redazione Arte di Gufetto, ricco di appuntamenti che hanno lasciato un’impronta personale e lavorativa in questo lungo percorso di formazione ed esplorazione.

Il nostro Life Motiv, che ci guidati e condotti alla scoperta di piccoli e grandi eventi è stata la GUERRA e per noi di arte, mai come in questi ultimi mesi, questo argomento si è andato ad unire ad un altro fondamentale aspetto artistico che in esso era protagonista: la DONNA.

La figura femminile, nella storia, da sempre è stata simbolo di studio, di ricerca, di esplorazione nella sua forma, nello stile e nell’evoluzione che ha assunto nel corso delle epoche storiche ed artistiche. Da sempre traino motore ispiratore e prima ancora  semplice modello estetico, nel corso del nostro “viaggio” artistico è sempre stata inevitabilmente la protagonista.

La GUERRA e le DONNE che hanno vissuto in prima persona questo evento ci hanno accompagnato in due eventi fotografici di incredibile interesse, WAR IS OVER! A Palazzo Braschi e CAMIONISTE POLACCHE alla CASA DELLA MEMORIA e DELLA STORIA.

Nella prima è stata esposta una straordinaria documentazione risalente alla seconda Guerra mondiale che esplora aldilà degli aspetti militari del conflitto e si concentra sulla propaganda di regime. La figura femminile ne risulta protagonista: ora indifesa e sottomessa in quei luoghi e in quei momenti ove il conflitto era in corso, oppure eroica e vincitrice nel periodo post bellico. Rappresentano  un simbolo di rinascita, di gioia, esteticamente giovani e belle come il nuovo mondo che si andava a delineare.

In CAMIONISTE POLACCHE, le donne sono assolute protagoniste, antesignane delle prime attiviste femministe, in un conflitto e in una fase che le vede protagoniste come delle vere soldatesse e non solo come figure di contorno, seppure indispensabili, sempre a servizio della cura e benessere del popolo maschile.  Il loro “viaggio” in un mondo duro, ostile: giovani donne in lotta per sopravvivere al nemico, combattendo nel loro interno contro una serie di stereotipi, infrangendo molte delle regole a cui erano sottoposte.

Per giungere alla GUERRA dei nostri giorni, ritroviamo la DONNA nella mostra fotografica LA FABRICA DEL PRESENTE al Museo Roma in Trastevere: le restrizioni a cui sono state condannate da una nuova ondata di fanatismo religioso che niente ha a che vedere con gli scritti sacri,  le vede come simbolo del controllo assoluto sulla vita della popolazione. Ma non solo questo.

Diventano assolute protagoniste, tanto da guadagnarsi il nome al fianco del compagno di vita e artistico, al MACRO con MARISA E MARIO MERZ. Marisa Merz è l’emblema di una donna che con e senza il compagno ha lasciato un segno indelebile nell’arte moderna.

Fra le figure femminili che con il loro solo esistere hanno reso indelebili i lavori e la vita di artisti straordinari ricordiamo Sarah Bernhardt grazie alla quale oggi godiamo del lavoro di ALPHONSE MUCHA che abbiamo ammirato al Complesso del Vittoriano in una personale senza precedenti a Roma che ha raccolto il lavoro ecclettico di una vita, così come Yvette Guilbert colei che ha dato l’ispirazione al lavoro di TOULOUSE LAUTREC, innovativo ed unico, splendidamente raccontato nella personale al MUSEO ARA PACIS.

Doveroso vuole essere il nostro ricordo per la giovane artista indiana HEMA UPADHYAY, oggetto di un toccante incontro al MACRO, simbolo di quando l’arte diviene denuncia di una realtà spesso volutamente nascosta; grazie alla quale e attraverso la quale l’artista riesce a far arrivare la sua voce al di fuori dal mondo difficile ed irreale in cui è confinato, anche se a caro prezzo .

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