IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà  @Centro Arti e Scienze Golinelli: il vero fascino dell’incertezza

Solo la conoscenza ci può dare le risposte attraverso la compenetrazione di arti, scienze e tecnologie ed è quello che ci aspetta in mostra. Un percorso volto a creare sollecitazioni sul futuro, nell’ottica della sua non prevedibilità ma con la certezza che arriva comunque.
Il nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli inaugura con la mostra
IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà. Ispirata da un’idea di Marino Golinelli, è prodotta da Fondazione Golinelli e curata da Giovanni Carrada e Cristiana Perrella che ci regalano interessantissimi spunti di riflessione che coinvolgono più settori dell’immaginario umano spaziando dalla razionalità scientifica alla percezione estetica.

 

Siamo all’interno del Centro Arti e Scienze, il nuovo spazio di “immaginazione e sperimentazione” dell’Opificio Golinelli che ha inaugurato l’11 ottobre scorso.
IMPREVEDIBILE si articola attraverso 6 sezioni: Il futuro arriva comunque; Il futuro crea più di quanto distrugga; Il futuro non si lascia prevedere; Il pregiudizio contro le cose nuove; Fare i conti con la natura; Chi non innova rischia di perdere anche il proprio passato.

Il Centro è stato progettato da Mario Cucinella Architects ed è un grande e luminoso parallelepipedo caratterizzato da una geometria pura e semi-trasparente, che riflette nelle ore diurne ciò che la circonda e nelle ore notturne è luminosa. Lo scopo dell’edificio sarà quello di ospitare in maniera flessibile ogni tipo di evento e ampliare l’offerta culturale dell’Opificio fortemente voluto dal filantropo Marino Golinelli con la grande ambizione di ricomporre la frattura fra cultura umanistica e scienze.

“Il compito che affido alla Fondazione per il futuro, dando così continuità al significato profondo del mio sogno” spiega Marino Golinelli “è quello di consentire a tutti – come è stato permesso a me – di svelare e sviluppare a loro volta i propri sogni, a partire dalla consapevolezza personale e intima del proprio significato come esseri umani, e con l’obiettivo concreto di sostenere la salute e il benessere dell’umanità”.

Leggo le sue parole e non posso fare a meno di immaginare la voce di un giovane ragazzo che nella vita ha rischiato e inseguito un sogno e grazie alla passione e alla perseveranza lo ha realizzato producendo un’enorme fortuna. Quel ragazzo ora ha 97 anni e vuole regalare ai giovani la possibilità di mettersi in gioco, di esprimere se stessi e, perché no, di sognare nonostante il futuro sia imprevedibile.

Una delle provocazioni della mostra è proprio rendere l’imprevedibilità uno stimolo, partendo dal presupposto che l’incertezza aiuta a creare. Cristiana Perrella ci ricorda che nessuno meglio degli artisti riesce ad abitare l’incertezza, tramutando la sensazione di paura in una dinamica creazione che coglie sensibilità, mutamenti e segnali inespressi della propria epoca senza temerne le contraddizioni.

Questa è un’esposizione che non va presa alla leggera, in primis perché si ha la possibilità di ammirare opere che a Bologna circolano solo in rare occasioni e poi perché si possono affrontare differenti livelli di comprensione. Il più superficiale è quello del gioco della percezione: si può sorridere guardando i video di Christian Jankowski dal sapore quasi trash, rimanere a bocca aperta di fronte ai Big Data di Ryoji Ikeda, perdersi nella memoria davanti alle insegne luminose di Flavio Favelli… questo per fare solo alcuni nomi.

Ma “stare in superficie è sbagliato… a volte lì puoi anche prender fiato” dice una canzone ed immergersi nell’Imprevedibile è un viaggio che apre connessioni inaspettate… ad esempio, cosa avranno in comune la torre di biciclette del mio adorato Ai Weiwei e le Periphylla di Tue Greenfort? A voi scoprirlo.
 

Foto credit @ Benedetta Crobe

Info:

IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà
Centro Arti e Scienze Golinelli (via Paolo Nanni Costa 14, Bologna)
13 ottobre 2017 – 4 febbraio 2018
Un progetto di Giovanni Carrada, a cura di Giovanni Carrada per la parte scientifica e Cristiana Perrella per la parte artistica.

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