IL MUSEO UNIVERSALE @Scuderie del Quirinale: il rocambolesco ritorno delle opere trafugate

Nel 2016 ricorre il 200° anniversario del rientro a Roma dei capolavori italiani dalla Francia dopo la caduta di Bonaparte: le Scuderie del Quirinale con IL MUSEO UNIVERSALE, fino al 12 Marzo, a cura di Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce, presentano il racconto dell'avventuroso recupero. Nell’esposizione degna di una grande Pinacoteca, sono in scena Raffaello, Tiziano, Correggio, fino alla statuaria classica con l'Apollo del Belvedere, il Laocoonte e la stessa Venera Italica di Canova.

La mostra IL MUSEO UNIVERSALE segna l’esordio delle “nuove” Scuderie del Quirinale, spazio espositivo autonomo ormai sganciato dall’Azienda Speciale Palaexpo, che lo aveva gestito fino a settembre e aveva avviato la preparazione dell’evento. Le Scuderie sono state affidate dalla Presidenza della Repubblica al ministero per i Beni e le attività culturali e quindi ad Ales, la società in-house del ministero, presieduta da Mario De Simoni. Il progetto, spiega De Simoni, è di “stabilire un’alleanza organica tra le Scuderie e il sistema museale italiano. Parliamo di uno spazio di enorme prestigio, nel cuore di Roma ma privo ovviamente di una propria collezione. Questo elemento di apparente debolezza può essere brillantemente superato inserendo le Scuderie in un circuito espositivo nazionale di respiro internazionale, farne una sorta di Grand Palais italiano, il punto di riferimento delle grandi mostre temporanee di respiro nazionale”.

Era la primavera del 1816 quando con il Congresso di Vienna l’80 per cento delle opere trafugate dalle campagne napoleoniche rientra in Italia. Una storia rocambolesca al limite di un romanzo di spionaggio da sempre affascinante pagina storica e artistica che portò alla difficile questione di ricollocare un numero considerevole di capolavori e che favorì l’apertura di nuovi spazi espositivi tuttora tra i più significativi del paese, la Pinacoteca di Brera, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Pinacoteca di Bologna e quella che oggi è la Galleria Nazionale dell’Umbria.
La mostra vede in esposizione i capolavori dell’arte Rinascimentale italiana, considerata dagli esperti francesi le basi su cui costruire il loro museo: Raffaello in primis, col suo Ritratto di Papa Leone X con i Cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de Rossi, che arriva con un prestito eccezionale dalla Galleria degli Uffizi. La strage degli innocenti di Guido Reni dalla Pinacoteca di Bologna, l’immensa Assunzione della Vergine di Tiziano dal Duomo di Verona, il Compianto sul Cristo morto di Correggio e la Deposizione di Annibale Carracci dalla Galleria nazionale di Parma, la Cattedra di San Pietro del Guercino dalla Pinacoteca di Cento, il Battista tra i Quattro Santi di Perugino dalla Galleria nazionale dell’Umbria. E poi due capolavori della statuaria classica come la Venere Capitolina dai Musei Capitolini e il Giove di Otricoli dai Musei Vaticani.

Si apre con la Strage degli Innocenti di Guido Reni "incastonata" tra il Laooconte dei Musei Vaticani e Marte e Venere di Canova. Un inizio d’impatto, di quelli che tiene inchiodati alla sala per un tempo indefinito, che potrebbe bastare a giustificare la visita al museo, ma che si andrà sempre più a intensificare ad ogni sala, in una spettacolare raccolta di capolavori praticamente impossibile da riunire nello stesso ambiente.

Due sono i protagonisti indiscussi dell'esposizione: la Lastra Funebre di Guidarello Guidarelli, lo spettacolare monumento sepolcrale di Tullio Lombardo (seppur con i dubbi sulla sua attribuzione) prestato dalla Pinacoteca di Ravenna. I superlativi sono termini abusati in questa mostra ma giustamente descrittivi di opere di arte classica che da sempre hanno come messaggio l’empatia nello spettatore, la capacità di coinvolgere ogni senso di chi li guarda regalandoci il lusso di estraniarci dal mondo reale per entrare in quello artistico.

E l’ultima sala racchiude emblema di un percorso espositivo quanto mai ricco, che senza dubbio dovrebbe diventare LA MOSTRA DA NON PERDERE…

In una sala nera, in un moto circolare, la Venere Italica di Canova è circondata dai busti in marmo, promossi dallo stesso scultore da collocare al Pantheon, che celebrano i più grandi artisti italiani.

Venere, simbolo dell’Italia di Canova, è guardata da quegli artisti che diedero al Paese la sua fama artistica, Correggio, Beato Angelico,Tiziano, Veronese: si gira dandogli le spalle, per riflettersi nello sguardo con La Meditazione di Hayez, allegoria di un’Italia ferita dopo i moti del 1848, umiliata nelle sue nudità ma fiera nel non abbassare lo sguardo, pronta a rinascere come un’araba fenice dalle proprie ceneri.

 

Foto 1: Guido Reni – La Strage degli Innocenti -1611 – Pinacoteca Nazionale di Bologna
Foto 2: Tullio Lombardo – Lastra sepolcrale di Guidarello Guidarelli – Pinacoteca Comunale di Ravenna
Foto 3: Antonio Canova – Venere Italica – 1809-11 – Galleria Palatina Firenze
Foto 4: Francesco Hayez- La Meditazione – 1851 – Galleria Civica d'Arte Moderna Verona

Info:

IL MUSEO INIVERSALE. Dal sogno di Napoleone a Canova
Scuderie del Quirinale
, Via XXIV Maggio 16, Roma
16 dicembre 2016 – 12 marzo 2017

A CURA DI
Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce
PROMOSSA
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
ORGANIZZATA DA
Ales spa con il supporto di  Azienda Speciale Palaexpo

ORARI
Domenica – giovedì dalle 10.00 alle 20.00; Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30                   
Non si effettua chiusura settimanale; La biglietteria chiude un'ora prima
INGRESSO
Intero € 12,00 –  Ridotto € 9,50 

INFOLINE, PRENOTAZIONI, VISITE GUIDATE, SITO INTERNET      
Tel. +39.06.39967500 – www.scuderiequirinale.it  

 

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