I FORI DOPO I FORI. LA VITA QUOTIDIANA NELL'AREA DEI FORI IMPERIALI DOPO L'ANTICHITà€ @ Mercati di Traiano a Roma: il racconto di storie nella Storia

Dopo 25 anni di scavi archeologici, corredati da un'intensa attività di studio e ricerca, l'area dei Fori Imperiali ci rivela una nuova parte della sua lunga storia millenaria, meno nota e rappresentata al grande pubblico: le vicende e le trasformazioni che la videro protagonista indiscussa nei secoli successivi al periodo classico, dall'età medievale fino al più recente passato prossimo. Nata da un'idea del Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce e dell'archeologo responsabile degli scavi Roberto Meneghini, la mostra I FORI DOPO I FORI. LA VITA QUOTIDIANA NELL'AREA DEI FORI IMPERIALI DOPO L'ANTICHITÀ, ospitata nell'imponente cornice dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali fino al 10 settembre 2017, è stata promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Roberto Meneghini e Nicoletta Bernacchio, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

 

Un'inedita esposizione di 310 reperti archeologici selezionati tra le migliaia rinvenuti, rappresentativa di molteplici e variegate tipologie di manufatti – tra ceramiche, sculture, monete, oggetti devozionali e di uso quotidiano – racconta un frammento lungo secoli nella storia di Roma attraverso la sua cultura materiale, mettendo a fuoco le trasformazioni dell’area dei Fori Imperiali dall’Antichità alle demolizioni dell’epoca fascista, fino agli scavi del Grande Giubileo.

Una splendida vetrofania introduce il visitatore alla mostra, immergendolo in un insieme di suggestioni e atmosfere che colgono l'essenza dell'esposizione, anticipandone alcuni contenuti. L'immagine riproduce infatti una fotografia del 1932, che immortala la vista sui Fori Imperiali dalla medesima angolazione della finestra su cui è applicata, mostrandone l'aspetto prima delle demolizioni di età fascista.

Il percorso della mostra si sviluppa, quindi, in 4 sezioni, che raccontano innumerevoli storie di uomini, dando voce ai singoli reperti.

La prima, dedicata agli oggetti della vita quotidiana, si articola in diverse sottosezioni, che mostrano l'evoluzione diacronica dei contenitori in ceramica e alcuni oggetti trovati all’interno dei pozzi annessi alle abitazioni sorte nell'area già a partire dall'XI secolo.
Particolarmente suggestivo e commovente è un tesoretto della metà del XVI secolo, rinvenuto nell’area del Foro di Traiano, con le monete ancora nascoste dentro tre brocche in ceramica e mai recuperate dall'anonimo proprietario.
Agli inizi del Novecento risalgono le ultime testimonianze degli abitanti del cinquecentesco Quartiere Alessandrino (chiamato così dal soprannome del suo promotore, il cardinal Bonelli, originario di Alessandria) che, allontanati dalle loro case destinate alla demolizione, qui persero o lasciarono oggetti minuti come occhiali (foto 1), bottoni, posate, rasoi e utensili di varia natura.
In esposizione anche una rara matrice da orafo risalente al Duecento, utilizzata per produrre placchette o fibbie in metallo, con la doppia immagine incisa, sui due lati, di un cavaliere e di una figura tunicata, forse un angelo (foto 2).

Tra XV e XVI secolo almeno tre botteghe di vasai si insediarono nell’area del Foro di Traiano e a questi è dedicata la seconda sezione della mostra. Le ricerche d'archivio hanno restituito il nome di uno di loro: Giovanni Boni da Brescia, proprietario di un'abitazione e della fornace per maioliche, ancora ben conservate. Il ritrovamento, eccezionale, ha gettato una luce nuova sulle attività e i gesti quotidiani del vasaio: dagli errori di cottura agli scarti di fabbricazione – che Giovanni aveva sepolto in più punti dell’area e che gli archeologi hanno recuperato dopo cinque secoli – insieme a prove di disegno su ceramiche non finite e a conti di bottega incisi o dipinti sui recipienti ancora freschi.

La terza sezione propone una prospettiva inedita e curiosa, presentando gli abitanti famosi: illustri protagonisti della vita culturale e artistica di Roma che, nel corso dei secoli, hanno scelto questa zona come residenza. Basti pensare a quella di Giotto presso Tor de’ Conti e di Michelangelo a Macel de’ Corvi, alla ricca residenza cinquecentesca del cardinale Alessandrino (oggi Palazzo Valentini) e alla dimora dell'antiquario Francesco Martinetti dove le demolizioni del 1933 portarono alla luce il celebre Tesoro di Via Alessandrina, nascosto in un muro: una sorprendente quantità di monete e di gioielli antichi eccezionalmente esposta in occasione di questa mostra.

A chiusura del percorso, la storia dei numerosi complessi religiosi, chiese e conventi, che sorsero nell’area a partire dall'anno Mille. Accanto a notevoli esempi di arredi marmorei altomedievali, decorati con motivi tipici dell’epoca, sono presentati semplici ceramiche conventuali e oggetti di vita quotidiana ritrovati negli edifici sacri, come le numerose medagliette devozionali, forse utilizzate per riconoscere le orfanelle lasciate nella ruota del Conservatorio delle Zitelle (ovvero piccole zite, 'bambine' nel dialetto romano), una rarissima placchetta di pellegrinaggio raffigurante San Nicola di Bari (XII-XIV secolo; foto 3), statuine di terracotta che, già nel Seicento e nel Settecento, impreziosivano i presepi delle religiose e oggetti di vita quotidiana come rosari, spille e corredi per il cucito, usati dalle monache.

Data la vastità e la ricchezza dell'argomento trattato, la mostra, non pretendendo di essere esaustiva, si pone come prototipo per la divulgazione della storia urbanistica di Roma, mostrandone un tassello significativo della romanità per incuriosire e sensibilizzare il pubblico verso periodi storici ad oggi poco rappresentati.

L'altissimo potenziale della mostra si perde però negli spazi disorganici e talvolta angusti del primo piano dei Mercati, in un allestimento che si confonde con quello dell'esposizione permanente, poco attento al posizionamento delle luci nelle vetrine e ai loro riflessi, che talvolta ostacolano la visione dei reperti. Le poco generose spiegazioni dei pannelli e delle didascalie, talvolta addirittura inesistenti, non riescono a trasmettere pienamente le variegate e curiose storie che vivono nei manufatti e l'assenza di un catalogo acuisce questa mancanza… Riuscirà l'allestimento di questa magnifica mostra a suscitare l'interesse dei non addetti ai lavori e di chi non ha avuto il privilegio di essere accompagnato nella visita, come me, dai due appassionati curatori della mostra?

 

Photo Credits:

Foto copertina: manifesto della mostra
Foto 1:
occhiali (XIX-XX sec.)
Foto 2:
matrice in pietra per realizzare placchette o spille in materiale prezioso con figura di cavaliere, XIII secolo (dall’area del Foro di Traiano)
Foto 3:
insegna di pellegrinaggio con San Nicola da Bari, XIII-XIV secolo (dal Convento di Sant’Urbano ai Pantani)

 

Info:

I FORI DOPO I FORI. LA VITA QUOTIDIANA NELL'AREA DEI FORI IMPERIALI DOPO L'ANTICHITÀ

30 marzo – 10 settembre 2017

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, via Quattro Novembre n.94, Roma
ideata da Claudio Parisi Presicce e Roberto Meneghini
a cura di Roberto Meneghini e Nicoletta Bernacchio

Orari: tutti i giorni 9:30 – 19:30, la biglietteria chiude un'ora prima

Biglietti: per i non residenti a Roma, biglietto integrato Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali + Mostra
              intero € 13.00, ridotto € 11.00

              per i residenti a Roma, biglietto integrato Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali + Mostra
              intero € 11.00, ridotto € 9.00

Promotori: Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Organizzazione: Zètema Progetto Cultura

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