Guerrilla Spam. Ultrabandiere @ MAMBO BOLOGNA: laboratorio sulle identità  multiple dei migranti

Fino al 6 settembre al MAMbo di Bologna è possibile visitare gratuitamente la mostra Ultrabandiere, a cura di Guerilla Spam e Mattia Branca. Le bandiere esposte, simili ad arazzi, sono state progettate e create dai migranti residenti in una ex-scuola di Torino

Ma chi è Guerrilla Spam? Si tratta di un collettivo nato a Firenze nel 2010, all’interno del variegato universo della street art italiana. Il gruppo si protegge dietro l’anonimato, sulle orme di celebri precursori come Banksy, Obey o Blu, per evitare qualunque forma di commercializzazione della produzione artistica.

La rivendicazione del muro come tela guarda però anche ai lavori di Orozco, Siqueiros e Rivera: nel Messico di inizio Novecento, questi artisti trascrissero la storia degli oppressi del Nuovo Mondo al di fuori dei musei, in murales che, per la prima volta, costrinsero l’arte a dare voce alle masse silenti e fino ad allora escluse dal Parnaso dei dominatori.

Per Guerrilla Spam questa prospettiva va oggi ampliata anche sulla linea dello spazio, e non solo della storia. La mostra bolognese di Ultrabandiere propone infatti un ritorno dell’arte a strumento di visibilità per coloro che abitano, da invisibili, le nostre città, troppo spesso distratte o passive, quando non ostili, nei confronti di questa mutazione antropologica in atto. In un’epoca di incontri e scontri tra identità che parlano mangiano e pregano in lingue diverse, Guerrilla Spam lavora sul concetto di appartenenza con i nuovi apolidi, coloro a cui non è concesso di diritto di avere diritti, per citare Arendt.

Perché allora partire dalle bandiere? La storia di questo vessillo data dalle Repubbliche marinare, impegnate a traghettare la storia dall’Alto al Basso Medioevo. Le prime bandiere servivano semplicemente a distinguere le navi amiche da quelle nemiche. Da allora, queste insegne si sono arricchite nel tempo di elementi decorativi e di significato, fino a essere oggi annoverate tra gli elementi identitari di una nazione. La nostra Costituzione le dedica il dodicesimo articolo, mentre nelle città degli Stati Uniti sul melting pot sventola sempre la bandiera a stelle e strisce, unico vero denominatore comune di questa nazione.

Guerrilla Spam parte proprio dall’immodificabilità di questo elemento, per interrogarsi sulla necessità, oggi, di superarne i limiti, considerati ormai asfittici e inadatti a rendere la poliedrica realtà degli individui. E allora ecco che si arriva al concetto di ultrabandiera: il prefisso contiene l’intento di allargare i confini del mezzo espressivo, la bandiera appunto, affinché si possa operare quella rivoluzione copernicana che non costringa più a riconoscersi in un panno pensato e disegnato nel secoli precedenti, ma trasformi la bandiera stessa nel vessillo dell’identità del soggetto creativo

Questo progetto di risignificazione ha avuto inizio nel novembre del 2017, quando l’antropologo Mattia Branca, anch’egli curatore della mostra, ha convinto Guerrilla Spam a collaborare con lo Spazio Popolare Neruda, un’occupazione abitativa che dal 2015 gestisce gli spazi dell’ex Istituto tecnico industriale del cuoio di via Ciriè, a Torino. Si tratta di un progetto abitativo autogestito che offre riparo a ben 150 persone, africani asiatici ma anche italiani, con un forte presenza di minori. Questa pacifica convivenza degli ospiti ha convinto Guerrilla Spam a dare vita a un’esposizione sui generis, coinvolgendo sia stranieri che italiani nella progettazione, dal momento del disegno alla realizzazione del manufatto. Il problema della cucitura delle bandiere è stato superato grazie alla collaborazione di un ragazzo gambiano ospite in uno Sprar di Torino, fratello di uno dei partecipanti del Neruda. 

Come è usanza per il modus operandi di Guerrilla Spam, questo laboratorio si richiama alla cultura africana, in questo caso alle bandiere Asafo del Ghana. Dal XVII secolo il gruppo etnico dei Fante, impressionato dalle divise e bandiere dei primi europei, iniziò a copiarne l’elemento più semplice, lo stendardo, inserendo tra i simboli europei alcuni elementi africani, come gli animali. Sono nati così dei patchwork, ancora oggi appesi ai pali durante le feste pubbliche, a cui Guerrilla Spam si è ispirato, tanto che al MAMbo le bandiere sono appese come in Ghana.

Guerrilla Spam punta però anche al momento riflessivo sul concetto di identità, per chi ne possiede ormai molte. La libertà di azione concessa a questi artisti improvvisati ha così allargato il senso stesso della bandiera fino a spingersi a disegnare il futuro. Uomini e donne, adulti e bambini sono stati invitati a progettare una bandiera che tenga conto di chi sono, ma anche delle loro aspirazioni, in questa terra dell’accoglienza che troppo raramente si accorge di loro.

Ultrabandiere ha poi aperto gli spazi del Neruda alla popolazione del quartiere. Guerrilla Spam si prefigge infatti di decostruire il timoroso pregiudizio con cui spesso gli autoctoni guardano a una realtà autogestita e abitata da stranieri. L’arte così diventa il linguaggio universale e pacifico che, grazie al suo potere seduttivo, riesce ad abbattere i muri, non solo fisici ma prima ancora psicologici, che spesso ostacolano l’incontro e lo scambio tra culture. Il progetto si è concluso nel maggio del 2019 con un’esposizione aperta a tutta la cittadinanza, quando ai creatori delle bandiere è stato concesso di arricchire le ultrabandiere con i loro racconti. Nel 2019 l’esposizione si è poi spostata a Roma, al MACRO, per approdare a febbraio 2020 a Bologna. L’attuale emergenza sanitaria ha costretto il MAMbo alla chiusura e ora la mostra è visitabile fino al 6 settembre.

A Bologna sono arrivate quattordici di queste bandiere che testimoniano un’apertura e quindi un’occasione di incontro di cui esse rappresentano il tappeto, l’arazzo e la tovaglia del banchetto cui tutti sono invitati. Ciascuna è carica di storie e aspettative diverse, ma lo spettatore può aggiungervi quei significati che l’arte, in quanto fonte di ispirazione, suggerisce come suoi propri, immaginandosi magari nei panni di un marinaio in viaggio tra le diverse identità che abitano noi tutti.

INFORMAZIONI

La mostra è a cura di Guerrilla Spam e Mattia Branca, in collaborazione con CHEAP Street Poster Art 

La mostra rimane visibile nel foyer del MAMbo fino al 06 settembre 2020

Indirizzo: via Don Minzoni 14, Bologna

Ingresso gratuito, prenotazione non obbligatoria

Orari: dal martedì al venerdì 14.00–18.30, sabato e domenica 11.00–18.30, lunedì chiuso

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