De Nittis in mostra a Milano, fino al 30 giugno: il pittore della vita moderna

Milano ospita (dopo l’esposizione della Fondazione Mazzotta del 2005 con 161 oli e 27 disegni in 9 sezioni) a Palazzo Reale fino al 30 giugno 2024 “De Nittis Pittore della vita moderna”, godibilissima mostra a cura di Fernando Mazzocca e Paola Zatti con 90 dipinti in 11 sezioni tra oli e pastelli provenienti da importanti collezioni pubbliche e private italiane e straniere.

Inserito pienamente nell’epoca moderna di cui coglie il dinamismo, De Nittis è un interprete della sua epoca con punti di vista sorprendenti sulla realtà parigina ma anche londinese e napoletana. Facciamo allora un viaggio nella vita dell’artista per cogliere lo stile e le tantissime suggestioni che hanno colorato il profilo di un pittore fra i più raffinati dell’Epoca moderna.

De Nittis, un pittore d’epoca moderna

Un piacere per occhi, cuore e mente librarsi tra le opere del geniale Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 – Parigi 1884) che brillano di cieli luminosi e profumano di entusiasmi, allegria e successi di una vita che sembra arridergli sempre più.

Dell’epoca moderna in cui l’artista si inserisce coglie tra i primi e condivide il veloce dinamismo e il frenetico susseguirsi di brividi, cambiamenti, piaceri e gioie. La sua esistenza estirpata al culmine di un’apoteosi si trasforma attraverso le opere in una folgore luminosa che distribuisce petali di luce ogni volta che lo si vede e rivede sia nella Pinacoteca De Nittis (la cui fondazione si deve al cospicuo lascito di opere del marito da parte della vedova Léontine) nella città natale, sia nelle numerose mostre dedicategli, sempre di successo.

Il punto di vista dAlla Carrozza

Singolare – come rilevano molti incuriositi cronisti suoi contemporanei – l’uso che il Nostro fa della carrozza (nei primi tempi a noleggio e poi di proprietà): dipinge infatti molto velocemente ciò che il finestrino inquadra in un attimo. Si spiega così il punto di vista rialzato di molte vedute di Parigi e di Londra!

Una mostra più da vedere che da raccontare e per non perdere il ricordo di tanta bellezza utilissimo il catalogo edito da Silvana Editoriale.

Giuseppe De Nittis
L'amazzone al Bois de Boulogne, 1875 ca
olio su tela, 31,5 x 42,5 cm
Museo delle Raccolte Frugone, Genova
Giuseppe De Nittis L’amazzone al Bois de Boulogne, 1875 ca olio su tela, 31,5 x 42,5 cm Museo delle Raccolte Frugone, Genova

Chi è Giuseppe Gaetano De Nittis

Giuseppe Gaetano De Nittis, ultimo di 4 figli di Raffaele, proprietario terriero arrestato per le idee politiche, a 3 anni orfano di padre e a 9 di madre, a 14 si trasferisce a Napoli e si iscrive all’Accademia di Belle Arti da cui è espulso per motivi disciplinari.

Conosce Adriano Cecioni e fonda la “Scuola di Resìna” (nome antico di Ercolano, uno dei luoghi insieme a Portici in cui va a dipingere en plein air) o “Repubblica di Portici” di vocazione antiaccademica e firma l’Appuntamento nel bosco di Portici. Ventenne, invia Una passeggiata nei pressi di Barletta a un concorso fiorentino e l’anno successivo è a Parigi dove conosce il pittore Ernest Meissonnier e il mercante Adolphe Goupil che acquista suoi quadri.

A Firenze espone alla Promotrice Una diligenza in tempo di pioggia apprezzata in ambito macchiaiolo per cui, dopo averla sostituita con la Nevicata, è inviata alla Quinta Promotrice di Napoli. L’incontro a Firenze con Diego Martelli che lo fa conoscere sul “Gazzettino delle Arti del Disegno” paragonandolo al già apprezzato Fontanesi gli permette un riconoscimento da parte del mondo della critica.

De Nittis: la vita fra Parigi, Napoli e Londra

Il 1868 segna per De Nittis una data importante perché conosce Léontine Lucile Gruvelle – amica, compagna, modella, ispiratrice e sostegno – in un viaggio a Parigi dove si trasferisce definitivamente l’anno successivo e la sposa. Acquista casa e partecipa al Salon, ma per la guerra franco-prussiana è costretto a tornare in Italia, soprattutto a Napoli da cui si sposta continuamente. Siglato a Parigi un contratto con Adolphe Goupil, realizza vedute del Vesuvio (presenti in mostra) e nel 1872 a Resìna nasce Jacques (la primogenita, una bimba vive pochissimo così come il terzo) tenuto a battesimo da Caillebotte.

De Nittis. le opere, i salon e l’Esposizione Universale di Parigi

Negli anni successivi, il tempo scorre tra Londra (più contraddittoria e connotata da un maggiore degrado sociale rispetto alla Ville Lumière) e Parigi dove acquista una nuova casa, produce opere a ritmo intenso e partecipa a varie esposizioni: numerosi Salon, su invito di Degas la prima mostra degli Impressionisti del 1874 dopo avere rotto il rapporto non facile con Goupil, l’Esposizione Nazionale di Torino e la Mostra al Cercle des Mirlitons. Viaggia in Svizzera con moglie e figlio e la famiglia di Alphonse Daudet come testimoniato dalle raffinate opere in mostra.

L’Esposizione Universale di Parigi lo consacra una stella dei Salon … fino al 1884, anno della sua improvvisa scomparsa e di Colazione in giardino, suo ultimo capolavoro e straordinario trionfo di luce e colore.

Colazione in Giardino - Quadro De nittis
Giuseppe De Nittis Colazione in giardino, 1883 olio su tela, 81×117 cm Pinacoteca Giuseppe De Nittis, Barletta

Le suggestioni dell’arte nipponica

La Parigi che conosce e ritrae con grande icasticità De Nittis è moderna, vivace e in continua evoluzione grazie agli imponenti lavori con cui il barone Haussmann la trasforma in metropoli e il tenore di vita della coppia vi si adegua sempre più.

L’artista coglie anche gli stimoli e le suggestioni dell’arte nipponica (à la page a Parigi dopo che il Giappone per la prima volta partecipa nel 1867 all’Esposizione Universale) dopo averne approfondito temi e tecniche, ne trae una sua personale e profonda interpretazione attraverso un’immersione totale e trascendente il discorso moda esotica e inserendola da raffinato collezionista oltreché nella sua nuova casa, ambito “salotto parigino”, anche in alcuni suoi dipinti e in elementi tipici quali paraventi, ventagli, incisioni e Kimono nonché nelle famose foukusas (macchie luminosissime e assai allegre sui muri).

Chi era Titina: la musa di De Nittis?

Titina (vezzeggiativo di Léontine) – più volte ritratta dal marito con esiti straordinari – rappresenta il fulcro della vita dell’artista e della mostra di cui si lascia al visitatore il piacere di provare personali emozioni seguendo in ordine cronologico le varie sezioni che vanno delibate con lentezza per cogliere la caleidoscopica capacità di De Nittis di fermare l’attimo, quasi fotografandolo.

Una volta morto De Nittis, molti problemi e debiti gravano sulla vedova (più vecchia di tre anni) dalla personalità molto controversa e segnata poi da un altro terribile dolore: la scomparsa nel 1907 del figlio, giovane medico, a Cannes.

Intraprendente, determinata, perspicace e brillante incarna il modello della Parisienne, parigina altoborghese che consapevole di quanto conti l’immagine veste all’ultima moda le cui rigide regole prevedono almeno quattro toilette: mattina, pomeriggio, sera e notte oltre a quelle sportive: da caccia, equitazione, pattinaggio… Ecco allora l’Haute Couture, le riviste specializzate…

De Nittis Pittore della vita moderna – la mostra a milano

Una mostra Comune di Milano – Cultura | Palazzo Reale | CMS.Cultura

A cura di Fernando Mazzocca e Paola Zatti 

Orario

Da martedì a domenica ore 10:00-19:30,
giovedì chiusura alle 22:30.
Ultimo ingresso un’ora prima.

Lunedì chiuso.

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