CAPOLAVORI DELLA SCULTURA BUDDHISTA GIAPPONESE @Scuderie del Quirinale: l’eleganza e la forza

La ricerca spirituale, la perfezione estetica, l’uso della scultura come uno dei fondamentali veicoli di insegnamento della cultura Buddhista è il tema della mostra in corso alle Scuderie del Quirinale dal 29 Luglio al 4 Settembre: un tuffo alla scoperta di un mondo fatto di tradizioni profonde dove la costruzione di una magnifica ed imponente statua in legno è dettata da testi sacri in cui dalla meditazione all’azione è nascosta la ricerca del percorso spirituale.

Nella celebrazione del 150° anniversario del trattato Commerciale tra Italia e Giappone, le Scuderie si inseriscono nel programma di eventi che accompagnerà la capitale e non solo, nella celebrazione di questo lontano e affascinante paese e nel farlo conferma la classe e la cura che dà sempre lo contraddistingue. Un comitato scientifico e la direzione del prof. Takeo Oku regalano uno sguardo unico sulla nascita e diffusione della cultura Buddhista in Giappone ed in particolar modo sulla scultura, portando per la prima volta statue difficilmente visionabili non solo per le grandi dimensioni ma anche per la loro collocazione in templi o luoghi di culto non agevolmente accessibili o protetti in collezioni museali.

La mostra si divide in due piani dove nel primo si segue la nascita e diffusione della cultura Buddhista ed in particolare della scultura come forma di devozione ad esso collegata, mentre al piano superiore il filo conduttore diventa tematico: allestimento curato nei minimi dettagli, con la selezione dei colori e delle luci ad esaltare ogni piccolo particolare di questi grandi, non solo per dimensioni, capolavori. I pannelli che accompagnano ogni sala ed opera, fondamentali per conoscere le tradizioni e le divinità celebrate da una cultura cosi lontana dalla nostra formazione, assecondano molte delle domande che nascono, coadiuvate delle immagini fotografiche sulla loro collocazione naturale per completare la visione spirituale e simbolica a cui sono destinati.

Si scopre così come il Buddhismo sia arrivato in Giappone nel VI secolo attraverso  gli scambi con la Cina e la Corea e come si siano ininterrottamente fabbricate statue fino ai giorni nostri in un numero enorme che il governo ha stimato in circa 2626 di importante proprietà culturale: questo grazie anche alla totale assenza di persecuzioni del Buddhismo nel paese nonostante la religione ufficiale sia lo shintoismo.

Scopriamo come le statue del Buddha non hanno l’unica fisionomia di seduti in contemplazione o sdraiati, simbologia più presente in India e ancor di più in Cina, ma l’iconoclastia prevede immagini di essi seduti su scranni o in piedi a schiacciare simbolicamente "mostri" o leggiadramente posizionati su fiori li loto, simbolo di purezza divina e illuminazione.

Come nell’evoluzione della storia prima erano le divinità religiose o i monaci ad essere i soggetti di queste sculture sacre che trovò il suo culmine nel tardo periodo Heian (794-1185), fino ad arrivare all’iconografia più realistica e vigorosa, rispecchiante la filosofia legata al buddhismo zen che si diffuse in epoca Kamakura  e all’importanza che la figura dei samurai assumono, immagine di forza e spiritualità, in una evoluzione di sculture via via sempre più possenti, esasperate nelle forme e nelle espressività trasformandosi quasi in maschere teatrali.

Dell’uso quasi esclusivo del legno per la creazione delle opere, un materiale vivo in cui “trasmettere” la spiritualità della divinità che si andava ad omaggiare, della caratteristica ossidazione del materiale, dovuta principalmente ai cambiamenti climatici, che fanno virare il colore delle statue in un grigio/verde tanto da farle sembrare di bronzo.

Veniamo a conoscenza della figura dello scultore chiamato Busshi, esclusivamente riservato ai monaci che non svolgevano funzioni religiose appartenenti a famiglie di Kyoto e Nara, che dal X sec alla fine del periodo Edo si occupavano solo delle realizzazione delle opere: divengono veicolo religioso ed erano legati alla creazione delle loro opere non solo da tradizioni estetiche ma da rituali per trasmette alla scultura che andavano a creare la saggezza e spiritualità del Buddhismo (dalla cerimonia di consacrazione con l’apertura degli occhi, Kaigen, al modo e alle rigide regole di lavorare il legno, alla disciplina a cui erano sottoposti e alla recitazione di mantra durante il lavoro).

In mostra è documentato in un filmato il restauro negli anni tra il 1988 e 1993 delle due grandi statue, alte circa 8 metri, di Kongo Rikishi (le due divinità guardiane) del Nandaimon (grande porta meridionale) del Todai-ji: i restauratori che se occupano sono una prosecuzione della figura dei Busshi, una discendenza naturale, e proseguono questa antica tradizione nella conservazione e preservazione dei manufatti.
Durante il restauro le statue sono state smontate per lavorarle e ricostruire i pezzi mancanti facendo la straordinaria scoperta del tesoro che nascondevano al loro interno: erano conservate pergamene, süntra e iscrizioni con i nomi dei Busshi, dei monaci e dei laici che hanno collaborato all’impresa che si può definire straordinaria in quanto la loro collocazione all’interno delle porte avvenne dopo sole due settimane di lavoro.

La scelta e varietà delle sculture esposte è immensa e copre un periodo di tempo vasto permettendo di fare un viaggio nella storia e nella cultura del paese orientale, anche se molto lontana e complessa e pensare di riuscire a conoscerla con un percorso espositivo sarebbe peccare di presunzione: si rimane semplicemente affascinati da immagini di pura e perfetta “bellezza” e rapiti da un’atmosfera di profonda spiritualità che entra nel nostro essere, che probabilmente da sempre è stata e sarà, per ogni tipo di forma di arte “sacra”, l’unico vero messaggio da lasciare ai suoi discepoli.

Foto credit:
Foto Copertina: Kosei Taizan Fukun Periodo Kamakura, 1237 Legno dipinto, altezza 124 cm. Todaiji, Nara Importante proprietà culturale
Foto 1: Shaka Nyorai (Sakyamuni) Periodo Asuka, VII secolo Bronzo, altezza 60,6 cm. Jindaiji, Tokyo Importante proprietà culturale
Foto 2: Sovrano celeste Periodo Heian, X secolo Legno dipinto, altezza 178,4 cm. Bunkacho (Agency for Cultural Affairs) Importante proprietà culturale
Foto 3: Tamonten (Vaisravana) Periodo Heian, XII secolo Legno dipinto, altezza 157,5 cm. Nara National Museum Importante proprietà culturale
Foto 4:  Monaco Periodo Kamakura, XIII secolo Legno dipinto, altezza 82,8 cm. Tofukuji, Kyoto Importante proprietà culturale

Info:
Capolavori della scultura Buddhista giapponese
a cura del prof. Takeo Oku
29 luglio – 4 settembre 2016

Scuderie del Quirinale
Biglietti

Intero € 8,00
Ridotto € 6,00
Ridotto 7-18 anni € 4,00
Ingresso gratuito fino ai 6 anni

Mostra organizzata dal Bunkacho- Agenzia per gli Affari Culturale del Giappone Azienda Speciale Palaexpo con il supporto di Mondo Mostre
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
Con la collaborazione dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze dell'Educazione
Comitato Scientifico Culturale di parte italiana
Raffaele Milani-Francesco Lizzani-Laura Ricca-Claudio Strinati-Hidemichi Tanaka-Ugo Soragni

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