APPUNTI DI UNA GENERAZIONE #3 @Macro: due artisti due mondi

Al MACRO torna l’appuntamento fino al 2 Ottobre, giunto alla terza edizione, di APPUNTI DI UNA GENERAZIONE #3 con gli artisti italiani emersi negli anni novanta a cura di Costantino D’Orazio giunto alla terza edizione con in esposizione i lavori di Matteo Basilé (Roma, 1974) e Gioacchino Pontrelli (Salerno, 1966), due artisti in contrapposizione artistica e lavorativa ma accomunati dalla rielaborazione di immagini e segni della tradizione trasformandole in opere dal significato onirico e sfuggente.

Il lavoro di Basilé, PIETRA SANTA, nuova serie prodotta per questa esposizione, si è svolta tra le cave di Carrara ed il titolo evoca la sacralità del luogo simbolo della produzione artistica di secoli di storia anche religiosa e fa parte di un progetto a fasi, ci ha spiegato l’artista, che sarà arricchito anche da un film.

Le opere che ci troviamo davanti ci travolgono come un turbine, le fotografie di grandi dimensione, contaminate da sovrapposizioni di immagini da lui stesso eseguite in tempi precedenti, sono capaci di trasportarti in un paesaggio onirico e fiabesco, quasi un fermo immagine di un film visionario. La tecnica da Matteo denominata bianco e nero colorata, è capace di riempire la sala con i colori neutri, tutte le gradazione del grigio possibili, ma si percepisce che c’è qualcosa di più che cattura. La pietra è contaminata da presenze, sia che esse siano figure umane, elementi di architettura o elementi naturali, ma rimane sempre al centro della scena come se questi elementi siano collocati per esaltare lei e solo lei: si percepisce una sensazione di “freddo”, di “polvere” e di tempo immobile come se si fosse fermato all’interno della cava in una data non precisata. Una nuova scoperta per noi alla quale consigliamo di dedicare il vostro tempo certi che lo spettacolo non potrà che essere totalmente coinvolgente.

Il lavoro di Pontrelli non potrebbe essere più in contrapposizione, le grandi tele sono un esplosione di colori e tecniche sono una manipolazione della materia e dei materiali totale. Trovare un messaggio alle tele non è fondamentale, probabilmente non è neanche necessario e richiesto, il tutto è fortemente empatico i colori e le forme totalmente destrutturate, dovrebbero solamente catturare per il loro potere di colorare la stanza in cui sono collocate, anche se non riesce fino in fondo e nella  realtà risultano un po’ “disperse” nelle pareti della sala.

 

 

 

 

Info:

MACRO, MACRO Via Nizza

Dal 26 maggio al 2 ottobre 2016
Da martedì a domenica ore 10.30-19.30
Chiuso lunedì

Curato da Costantino D’Orazio
Promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
In Collaborazione con  MasterCard Priceless Rome
Media Partner  Il Messaggero

 

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