ANDRàˆ KERTàˆSZ. UN GRANDE MAESTRO DELLA FOTOGRAFIA DEL NOVECENTO @Palazzo Ducale Genova: il padre della fotografia surrealista

Dal 24 febbraio al 17 giugno 2018, presso gli spazi espositivi di Palazzo Ducale, è possibili ammirare la mostra fotografica, a cura di Denis Curti, su "André Kertész. Un grande maestro della fotografia del Novecento", il padre della fotografia surrealista.
Alla sua formidabile carriera la mostra dedica un ampio e approfondito itinerario visivo, dentro il quale è possibile perdersi tra infinite suggestioni, per poi ritrovarsi sempre di fronte al piacere della bellezza e dello stupore.

Andor Kertész, vero nome di battesimo di Andrè, nasce a Budapest nel 1824 da una famiglia di origine ebraica. Inizia a fotografare nel 1912 anno in cui si laurea all’Accademia di Commercio.
Si avvicina alla fotografia per hobby ed inizia a coltivare la sua sensibilità poetica per il mezzo. Compone inizialmente ritratti, sperimentazioni compositivi e paesaggi, tutte opere presenti in mostra.
Il suo fortunato incontro con la fotografia segna il suo destino, arrichendolo di sorprese e magici colpi di scena, nel segno di una ricerca artistica e formale che lo ha reso il precursore di una nuova fotografia, simbolica e poetica. Con il tempo Kertèsz, matura la decisione di trasformare la sua passione per la fotografia in un mestiere. Dopo la guerra decide di lasciare l’Ungheria per Parigi, città a quell’epoca protagonista culturale di una forte fermento artistico.

In mostra sono presenti 180 fotografie del fotografo ungherese provenienti dal Jeu De Paume di Parigi ( un interessante spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea e alla fotografia ubicato nel Giardino delle Tuileries), quattordici rare pubblicazioni dell’epoca concesse da una collezione privata italiana, che, suddivise in cinque sezioni temporali, ripercorrono l’intero percorso artsitico del maestro, che ha sempre utilizzato la fotografia come un suo diario visivo atto a rilevare la poesia dietro le semplici e anonime cose quotidiane.

Lungo il percorso, attraverso lo sguardo poliedrico del fotografico, si può esplorare la magnificenza di un’epoca cruciale per il mondo dell’arte, quella a cavallo tra Ottocento e Novecento che ha visto nascere le Avanguardie storiche insieme alla fotografia e il cinema. In questa prospettiva, aperta e consapevole, la produzione del grande autore prende forma in un intreccio di relazioni immaginari e di punti di fuga che intersecano movimenti artistici, pensieri poetici e rivoluzioni estetiche. Il ruolo dell’autore fotografo ricalca in questo modo quello della figura leggendaria dell’artista legato ai linguaggi artistici del Romanticismo e Simbolismo, con una vesta nuova e moderna.

Vedere l’intera opera di Kertèz, anima e interprete del suo tempo, ci fornice la possibilità di ammirare visioni affascinanti di Budapest, Parigi e new York, luoghi significativi per la di vita dell’artista.

La costante che è alla base della sua fotografia è l’atto creativo, ravvisabile nell’imprevedibilità della vista quotidiana e di strada, entrambi portatrici di rivelazioni incantevoli quanto nascoste e misteriose. È come se la macchina fotografica apparisse come lo strumento in grado di svelare l’immagine della realtà; la fotografia appartiene all’artista in forma totalizzante, perchè lo aiuta a comprendere il mondo e farne parte.


L’opera di Andre Kertèsz cresce e si sviluppa sui movimenti della sua stesa vita: a ogni cambiamento, distacco e o scoperta, corrispondono elementi specifici nei temi nel linguaggio. Questo permette di individuare alcune fasi peculiari della sua visione, puntando sulle passioni e sulle relazioni che l’autore ha saputo intessere durante la sua esistenza. In ognuna delle sue fotografie è possibile leggere e osservare la spiccata capacità di rinnovarsi continuamente in relazione ai luoghi e alle persone che incontra. Costante è la relazione con Elisabeth Say, con la quale vivrà un amore profondo, che diventa la musa ispiratrice di molte sue foto.
 

In mostra è possibile vedere per la prima volta in Italia la serie a colori in parte inedita. Per Andre Kertèsz il colore è un elemento sperimentale e di curiosità. La serie Polaroid ha come protagonista un uomo stanco e romanticamente malinconico che fruga nel proprio mondo alla ricerca di dolcissimi ricordi. Le immagini sopprimono stati emozionali e danno corpo ad una dimensione intima e privata.
Forse in questo nuovo spazio mentale che si ritrova la grandezza dell’opera di Kertèsz: traghettare questa giovane arte nel regno del puro sentimento.
 

 

Foto credit:
Foto copertina-foto 1: Andre Kertèsz. Nageur sous l’eau, Esztergom, Hongrie, 1917. Ministère de la Culture et de la Communication / Médiathèque de l’architecture et du patrimoine / Dist Rmn © Donation André Kertész
Foto 2: Andre Kertèsz. L’ombre de la tour Eiffel, Paris, 1929. Ministère de la Culture et de la Communication / Médiathèque de l’architecture et du patrimoine / Dist Rmn © Donation André Kertész
Foto 3: Andre Kertèsz. Champs-Elysées, 1929. Ministère de la Culture et de la Communication / Médiathèque de l’architecture et du patrimoine / Dist Rmn © Donation André Kertész

 

Info:
ANDRÈ KERTÈSZ. UN GRANDE MAESTRO DELLA FOTOGRAFIA DEL NOVECENTO

Sottoporticato Palazzo Ducale piazza Matteotti, 9 16123 Genova
24 febbraio – 17 giugno 2018
Orari:
da martedì a la domenica 11:00-19:00, chiuso lunedì.                      
La mostra è organizzata dal Jeu de Paume di Parigi, in collaborazione con la Mediathèque de l’Architecture et du Patrimoine, Ministère de la Culture et de la Communication – France, con diChroma photography e con la partecipazione di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
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