ART FROM INSIDE @Palazzo Reale di Milano: capolavori svelati tra arte e scienza

Originale, coinvolgente e inconsueta Art from inside, mostra con ingresso libero allestita al Palazzo Reale di Milano fino al 6 gennaio 2026, ideata da Fondazione Bracco, promossa dal Comune di Milano, con la collaborazione di 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE e con la consulenza artistica di Stefano Zuffi e per l’aspetto tecnologico-scientifico di un team coordinato da Isabella Castiglioni.

ART FROM INSIDE mescola cultura umanistica, scientifica e indagini diagnostiche

 L’esposizione interdisciplinare – in cui si intersecano arte con tecnologia e quindi cultura umanistica con quella scientifica – accompagna il visitatore in un intrigante viaggio immersivo e multimediale che illustra come innovative e sofisticate tecnologie non invasive (nate per supportare altre discipline e ambiti) possano fornire un ausilio importantissimo sia per la conservazione e il restauro di opere d’arte, sia per osservarle nella loro complessità più profonda, svelando genesi e sviluppo oltreché dettagli invisibili, tecniche, intuizioni, ripensamenti, stratificazioni, certezze, dubbi e segreti dei vari artisti.

Tale sinergia è stata applicata a 8 capolavori artistici tra ‘400 e ‘700 e a un prezioso violino del’700: “messi a nudo” dalle più avanzate indagini diagnostiche quali raggi X, riflettografia a infrarossi, fluorescenza UV, imaging iperspettrale e analisi spettrali puntuali: indagati nel loro cuore più intimo e nascosto, ciascuno è divenuto corpo vivente, quasi umano, rivelando cosa si cela “dietro e dentro”, in altre parole la vita segreta su cui raramente si è invitati a riflettere.

Cos’è la diagnostica artistica?

La storia della diagnostica artistica, oggi definita Technical Art History, risale alla scoperta dei ‘raggi X’ nel 1895 e alla prima radiografia eseguita su un dipinto nel 1896 cui segue una storia di fautori e detrattori tra cui Roberto Longhi. Tra coloro che, invece, ne hanno compreso le potenzialità spicca in particolare Giovanni Urbani, Direttore dal 1973 al 1983 dell’Istituto Centrale del Restauro, fondato nel 1939 e diretto da Cesare Brandi.

ART FROM INSIDE: l’esposizione

La mole di lavoro compiuta si evince dall’esaustivo supporto multimediale fornito dalle riproduzioni dei capolavori in scala 1:1 in cui si dà conto anche cromaticamente delle diverse analisi compiute su ciascuna opera d’arte cui è dedicata una sala. In quest’ottica, l’esposizione non le presenta fisicamente, ma punta sull’aspetto sensoriale visivo e uditivo: in ogni ambiente, c’è un megavideo con spiegati gli interventi effettuati e i relativi risultati.

Se si vuole procedere a un restauro, è importante, ad esempio, per ciò che riguarda l’azzurro/blu individuare se è stato usato il prezioso lapis lazuli (lapislazzuli) proveniente dalle miniere di Badakhstan in Afghanistan, talmente pregiato e caro da essere usato in dipinti religiosi per il manto della Vergine a indicarne la sacralità, oppure l’azzurrite, minerale di rame estratto in Germania e Francia, che nel tempo ossidandosi vira verso il verde, o ancora il Blu di Prussia, primo pigmento sintetico scoperto casualmente a Berlino nel 1706.

Le opere esposte a Palazzo Reale (Milano)

Protagonisti di questa singolare e didascalica mostra sono capolavori di Beato Angelico (Guido di Pietro/Fra Giovanni da Fiesole, Mugello 1395 ca.-Roma 1455), Piero della Francesca (Borgo S. Sepolcro 1416 ca.-1492), Piero del Pollaiolo (Firenze 1441/1442-Roma 1490 ca.), il leonardesco Giovanni Antonio Boltraffio (Milano 1467-1516), Caravaggio (Michelangelo Merisi, Milano 1571-Porto Ercole 1610) con due opere, Giovanna Garzoni (Ascoli Piceno 1600-Roma1670), una tra le maggiori artisti donne del suo secolo con due opere, e un prezioso violino settecentesco di Lorenzo Storioni del (Cremona 1744-1816)

Particolarmente affascinante la riproduzione del Primo scomparto dell’Armadio degli Argenti (1450 ca.), adibito alla custodia di oggetti votivi nella Basilica della Santissima Annunziata di Firenze, ultimo lavoro del Beato Angelico in cui mostra un’eccezionale sensibilità cromatica, frutto di conoscenza, padronanza, ricchezza e complessità nella creazione e uso dei colori grazie alla sua formazione quale miniaturista. Eccezionale nella scena della Fuga in Egitto la cura minuziosa del ‘colletto verde della Madonna’ ottenuto da una miscela complessa: verde del rame, blu di lapislazzuli, biacca, giallo di piombo e stagno.

 Primo scomparto dell’Armadio degli Argenti
Primo scomparto dell’Armadio degli Argenti

Simbolo del Museo Poldi Pezzoli di Milano, il Ritratto di Giovane Donna (1632-1637) dal profilo perfetto in uno sfondo terso con sprazzi di nuvole – definitivamente assegnato a Piero del Pollaiolo che insieme al fratello Antonio conduce una delle botteghe più vivaci e all’avanguardia nella Firenze del tempo – rappresenta una bellezza ideale, fuori dal tempo e perfetta come perle, rubini, oro e velluto che indossa, né dimostra di avere subito seri interventi di restauro per cedimenti della struttura lignea, alcuni identificati grazie alle indagini tecnologiche mediche adattate a questo dipinto.

Chi è Giovanni Antonio Boltraffio

Giovanni Antonio Boltraffio, una delle figure più importanti della pittura lombarda del Rinascimento, si è formato nella cerchia di Leonardo tanto che da subito è definito “il suo unico vero allievo”. Nella Madonna con il Bambino (Madonna della rosa) del 1490 (ca.) richiama il Maestro nella dolcezza dei visi, nella precisione nei dettagli luminosi e da esami più approfonditi rivela un tracciato sicuro e preciso del Disegno preparatorio che evidenzia come lavori a mano libera, pronto a variazioni in corso d’opera.

Ad ART FROM INSIDE anche Giovanna Garzoni: le opere

Pittrice, miniaturista e calligrafa, la marchigiana Giovanna Garzoni in virtù delle sue qualità artistiche si fa strada costruendo una sua autonomia nell’ambiente infarcito di pregiudizi dell’epoca grazie ai suoi lavori precisi, esatti ed equilibrati ricercati dalle corti della Penisola fino a conquistare una posizione di prestigio a Torino presto la corte sabauda.

Nei due dipinti su pergamena (di piccole dimensioni come gli altri suoi) Ritratto di Carlo Emanuele I di Savoia e Ritratto di Emanuele Filiberto (suo figlio) – non raffigurati dal vero poiché già scomparsi quando li dipinge (1632-1637) – raggiunge uno straordinario realismo evidenziando le somiglianze per esaltare la continuità dinastica, ma mettendo in luce diversità tali da sottolineare le diverse personalità.

Il padre mostra uno sguardo più severo mentre il figlio appare più conciliante al di là delle differenze dei colletti a gorgiera, della forma dei baffi (disegnati con minuscole pennellate come evidenziato dalle indagini tecnologiche) e della barba, della resa dei medaglioni e della somiglianza quasi speculare della composizione che li raffigura a mezzo busto su fondo scuro, con abito da cerimonia e con il collare dell’ordine della Annunziata (massima onorificenza sabauda).

Una mostra che lascia un segno indelebile!

ART FROM INSIDE – LA MOSTRA

In copertina: foto di Ph.Carlotta Coppo

Da martedì a domenica ore 10:00-19:30,
giovedì chiusura alle 22:30.
Ultimo ingresso mezz’ora prima.

Lunedì chiuso.

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