PADDLE OUT! Tutti pronti e pagaie in alto! È in arrivo l’onda più famosa del mondo, insieme alla mostra del suo celeberrimo esecutore: il maestro HOKUSAI.
Per festeggiare i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, dal 27 marzo al 29 giugno 2026, verrà organizzata a Roma, presso Palazzo Bonaparte, la mostra “HOKUSAI. Il grande maestro dell’arte giapponese”, ma molti non sanno che a triangolare i festeggiamenti tra Italia e Giappone sarà niente meno che la Polonia.
Noi di Gufetto abbiamo scoperto il perché mercoledì 28 gennaio, quando si è svolta presso la Biblioteca “Nilde Iotti” della Camera dei Deputati, la conferenza che annuncia l’apertura di questa mostra imperdibile.
Contenuti
AL TAKE-OFF DELLA MOSTRA “HOKUSAI. IL GRANDE MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE”, I SALUTI ISTITUZIONALI DI FEDERICO MOLLICONE
Nella bella Sala della Biblioteca intitolata a Nilde Iotti, Federico Mollicone, Presidente della 7° Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ha aperto l’incontro di presentazione portando i saluti istituzionali e leggendo il messaggio di Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, rivolgendosi agli invitati tra cui Min. Hayashi Yujiro, Vice Capo Missione dell’Ambasciata del Giappone in Italia.
Tutti sono concordi nell’attribuire ad HOKUSAI (1760-1849) il ruolo di figura ponte tra Oriente ed Occidente ed il compito di rappresentare il dialogo tra Italia e Giappone, le loro comuni aspirazioni e visioni nel quadro dei festeggiamenti congiunti per i 160 anni dei legami internazionali tra i due paesi.
LO TSUNAMI DI KANAGAWA
Per la verità, la grande onda di Kanagawa, scelta come immagine-guida per la mostra, ricorda però la fragilità umana, costantemente in balia di forze superiori chiamate Natura e Storia, capaci di travolgere e far naufragare i nostri piani più ambiziosi…
Forse non è l’immagine più adatta per celebrare legami politici che si vorrebbero indissolubili.

Stampa xilografica a colori su carta, 25×37,3 cm. Museo Nazionale di Cracovia
LA DIPLOMAZIA DELLE CANNONIERE E LO TsUNAMI DEL TRATTATO DI KANAGAWA
L’isolamento del Giappone nel periodo Edo (dal nome dell’antica Tokyo) venne improvvisamente arrestato con l’apertura forzata dei porti nel 1853-54, quando il Commodoro americano Matthew Perry arrivò con le sue “navi nere” imponendo una serie di accordi ineguali: l’apertura al commercio internazionale, l’accoglienza forzata degli stranieri e di fatto la limitazione della sovranità giapponese, con l’insediamento di un console statunitense.
Il trattato di Kanagawa (che ha, per ironia della sorte, lo stesso nome della celebre onda-tsunami dipinta da Hokusai) fece cadere lo Shogunato a favore della Restaurazione Meiji tramite la diplomazia delle cannoniere, iniziando il periodo di industrializzazione accelerata che farà del Giappone una moderna potenza economica.
È questa la radice della affascinante ibridazione culturale che è alla base del fondamentale scambio di sguardi ed estetiche che caratterizza Occidente ed estremo Oriente nella seconda metà dell’800.
I GRECI LO CHIAMAVANO THAUMA, I GIAPPONESI UKIYOE, GLI EUROPEI STURM UNd DRANG
L’onda di Hokusai è uno Tsunami ed incarna quel sentimento contrastante di terrore e fascino che si prova di fronte ai grandi fenomeni naturali. I greci lo chiamavano thauma e, secondo Aristotele, è per placare il sentimento del thauma che, superata la religione, nasce la filosofia.
Durante il morente periodo Edo, l’arte Ukiyoe (del mondo fluttuante) rappresenta la perdita e la caducità della vita (illustrata da Hokusai con la piccola imbarcazione che sta per essere inghiottita dall’onda) suggerendo la necessità del distaccamento dalle cose, per saper godere dell’attimo prezioso ed inatteso.
In una declinazione diversa, lo stesso sentimento di perdita, inebriante e terrorizzante insieme, viene percepito dai romantici in Europa davanti all’immensità della Natura corrotta per sempre dall’industrializzazione.

Stampa xilografica a colori su carta, 25,2×35,9 cm
Museo Nazionale di Cracovia
IL PATRIMONIO DEL MUSEO NAZIONALE DI CRACOVIA IN MOSTRA A PALAZZO BONAPARTE
Durante la conferenza stampa, scopriamo che l’incanto emanato dal Giappone e dall’arte del grande maestro Hokusai, ha colpito nell’800 anche un collezionista polacco: così comincia il suo racconto Ryszard Schnepf, Ambasciatore della Repubblica di Polonia in Italia, spiegando il perché della sua presenza.
L’appassionato collezionista Feliks Jasienski scovò e raccolse dalla fine del 1800 qualcosa come 20.000 pezzi d’arte orientale col desiderio di aprire in Polonia una finestra esotica e meravigliosa sull’estremo oriente.
Il collezionista donò nel 1920 la sua immensa raccolta al Museo Nazionale di Cracovia, comprendente 400 xilografie di Hokusai e 60 album di disegni “o schizzi che fluiscono liberamente dal pennello”, cosiddetti Manggha.
PERCHÉ LA POLONIA TRIANGOLA I RAPPORTI CULTURALI TRA ITALIA E GIAPPONE
Questo enorme patrimonio ha reso il Museo Nazionale di Cracovia il luogo che detiene la collezione più grande di arte orientale in Europa; per la prima volta – illustra Ryszard Schnepf – la collezione lascia i confini polacchi e arriva in Italia al fine di presenziare i festeggiamenti per i 160 anni delle relazioni internazionali tra Italia e Giappone, allargando questa collaborazione alla Polonia.
Un sodalizio, quello con l’Italia, basato su una grande stima: “di fronte alla furia della guerra, mentre l’Europa e la Polonia bruciavano – ricorda l’Ambasciatore polacco – l’Italia è stata capace di salvare e tramandare la bellezza”.
IL RUOLO DI ARThEMISIA NELLA MOSTRA “HOKUSAI. IL MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE”
Ad Arthemisia, e in particolare a Iole Siena, va il merito di aver coinvolto il Museo Nazionale di Cracovia, presenziato alla conferenza dal suo Direttore Andrzej Szczerski.
Quando questa collezione fu musealizzata, non si trattò solo di celebrare un gesto artistico – precisa Szczerski – ma di indirizzare culturalmente la popolazione polacca verso l’adozione di linguaggio artistico indipendente, capace di definire una cifra espressiva nazionale e riconoscibile all’estero.
I LEGAMI CULTURALI E LE TRIANGOLAZIONI GEOGRAFICHE
Oggi, è merito dell’ampio contesto delle relazioni diplomatiche, disteso tra Italia, Polonia e Giappone, se il pubblico europeo ha la possibilità di conoscere e approfondire la sua stessa arte: scoprendo quanto l’estetica giapponese influenzò impressionisti e post-impressionisti fino a tutta l’Art Nouveau.
COSA VEDREMO NELL’ESPOSIZIONE “HOKOUSAI. IL MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE”
Il generoso prestito del Museo Nazionale di Cracovia ci permetterà dunque di ammirare per la prima volta fuori dalla Polonia e per la prima volta in Italia la collezione polacca di opere giapponesi del periodo Edo (1603 – 1868): quel momento precedente al trattato di Kanagawa, caratterizzato da isolamento, società feudale e gerarchica, dominata dalla classe guerriera dei samurai e basata sull’agricoltura e sul riso; 250 anni di pace che permisero anche la creazione di opere eccezionali.
AL PRIMO PIANO DI PALAZZO BONAPARTE: IL PAESAGGIO NATURALE
Durante la conferenza di presentazione, la curatrice Beata Romanowicz ha illustrato la logica espositiva della mostra: dal primo piano contenente i celebri paesaggi con vedute del Monte Fuji, al secondo piano dove il viaggio si fa metaforico.
aL SECONDO PIANO DI PALAZZO BONAPARTE: LA POESIA
Poesia e sensibilità pittorica si fondono tra disegno e parola nelle “stampe occasionali” – alcune copie sono in oro e argento – leggende e parabole giapponesi raccontate in 100 poesie di 100 poeti si uniscono ad oggetti comuni che riproducono i motivi tipici di Hokusai, uniti a Kimono, armature e strumenti musicali.
aL TERZO PIANO DI PALAZZO BONAPARTE: LA PAURA
E poi i celeberrimi taccuini di schizzi MANGGHA (Manga): opere che “escono naturalmente dalla penna” quasi avessero una loro vita; si termina con una sezione affascinante dedicata a demoni e fantasmi.
SULLA CRESTA DELL’ONDA
Pagaie fuori, dunque, In attesa del 27 marzo 2026!
Palazzo Bonaparte sarà il LINEUP, dove si attende l’onda da cavalcare!
Siamo certi che ci trascinerà lontano.
INFORMAZIONI
Orario apertura dal lunedì al giovedì 9.00 – 19.30 – venerdì, sabato e domenica 9.00 – 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)Aperture straordinarie:
Domenica 5 aprile 9.00 – 21.00 Lunedì 6 aprile 9.00 – 21.00 Sabato 25 aprile 9.00 – 21.00 Venerdì 1° maggio 9.00 – 21.00 Lunedì 1° giugno 9.00 – 21.00 Martedì 2 giugno 13.00 – 21.00 Dal 27 al 29 giugno 9.00 – 23.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietti La prenotazione, tramite il preacquisto del biglietto, è fortemente consigliata. È possibile acquistare i biglietti di ingresso anche in sede: inquesto caso l’ingresso alla mostra potrebbe comportare delle attese per rispettare le capienze di sicurezza delle sale
Intero € 17,00
Ridotto € 16,00 -70 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti; appartenenti alle forze dell’ordine; diversamente abili; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti); possessori Card Arthemisia; possessori biglietto delle mostre in corso di Arthemisia
Ridotto Atac € 15,00 Possessori abbonamento annuale Metrebus Card dal lunedì al venerdì esclusi i festivi, acquistabile solo in biglietteria, previa esibizione della tessera annuale Metrebus Card e di un documento di riconoscimento.
Ridotto convenzione Generali € 15,00 dipendenti e agenti Gruppo Generali, clienti Assicurazioni Generali in possesso di Dem nominali, azionisti
Ridotto universitari € 15,00 Ogni martedì escluso i festivi, per tutti gli studenti universitari senza limite d’etàAudioguida inclusa nel costo del biglietto (eccetto per biglietti gruppi e scuola).


