AMLETO AL BUIO @ Teatro Argot: l’oscurità come parabola narrativa 

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Roberto Latini è una delle voci più originali del teatro contemporaneo italiano da noi recensito più volte. Con AMLETO AL BUIO, in scena all’interno della stagione teatrale del Teatro Argot, propone una rilettura radicale e immersiva del classico shakespeariano.

AMLETO AL BUO – Un progetto artistico di Roberto Latini, tra parola e visione

“Amleto è come il cielo sempre sopra le nostre teste. Dimenticato, celebrato, presente, mutevole, luminosissimo e certe volte così cupo da sentirlo addosso”: queste le parole con cui si descrive il progetto artistico firmato da Roberto Latini con le musiche di Gianluca Misiti. 

È impossibile per un attore non attraversare quest’opera monumentale, che alle volte risulta così immensa da risultare schiacciante tanto per chi la recita quanto per chi la vede in teatro.

AMLETO AL BUO - Roberto Latini
AMLETO AL BUO – Roberto Latini

Un’esperienza teatrale radicale e immersiva

Si definisce da subito come un’esperienza teatrale radicale: all’ingresso della piccola e intima sala del Teatro Argot, immerso nel clima romantico di Trastevere, il pubblico trova solo due aste di microfono rivolte l’una verso l’altra, immerse nel buio.

Latini entra in sala con un completo elegante e un portamento neutro, quasi che si fosse svuotato di sé per poter accogliere e proiettare subito dopo la narrazione della tragedia della vendetta.

Agli spettatori vengono fornite delle cuffie perché lo spettacolo si svolge seguendo i binari di un radiodramma: la perizia impeccabile nell’usare la voce di Latini è la forza centripeta dell’attenzione dello spettatore.
I cambi di tono, di timbro, di intensità che l’interprete attraversa si pongono come gli strumenti attraverso cui lo spettatore può seguire le vicende narrate, ma la vera caratteristica di questo Amleto è l’immersione nell’oscurità, che viene in pochi punti attenuata da una luce sfumatissima alle spalle dell’interprete: questi momenti creano una tridimensionalità dello spazio che permettono per qualche istante di osservare come la voce parta direttamente da tutto il corpo, non solo dagli organi deputati. Latini si muove, si contorce, sembra un ramo rampicante che segue l’andamento della storia e le trasformazioni dei personaggi.

Suono, buio e immaginazione: una nuova esperienza teatrale con Roberto Latini e Gianluca Misti al Teatro Argot

Alla fine dello spettacolo si viene richiamati in sala per seguire un breve talk guidato da Tiziano Panici, direttore artistico dell’Argot, che conversa con Roberto Latini e Gianluca Misti, autore delle musiche e del suono. Da questa discussione sono emersi delle informazioni molto interessanti per l’interpretazione dello spettacolo, tra cui una citazione che Latini riporta riguardo la linea che ha guidato la creazione: “Il gioco è questo,”, scrive Ennio Flaiano in una poesia, “cercare nel buio qualcosa che non c’è, e trovarla.”

C’è tanto da cercare all’interno di Amleto: il testo di Shakespeare è un crocevia di tensioni emotive, psicologiche e drammatiche, lo sappiamo tutti molto bene e non è necessario rimarcarlo. L’idea di sviluppare uno spettacolo in una dimensione radiofonica, con l’uso di strumenti come le cuffie bluetooth, apre riflessioni riguardo la relazione tra suono e testo. In questo caso, la musica e l’ambiente sonoro non sono un mero sfondo, bensì strumenti che fanno suonare il testo. 

La dimensione del buio, invece, vuole in qualche modo ottundere tutti gli altri sensi per permettere allo spettatore di concentrarsi esclusivamente sull’udito: come dicono gli artisti in sede di talk, infatti, la componente visiva distrae sempre perché è il senso che più siamo abituati a utilizzare, quello su cui facciamo maggiormente affidamento perché è il più immediato.

Il ruolo dello spettatore tra immagini e immaginazione: che cos’è il teatro secondo Latini?

Il buio ci disorienta, la cecità ci spaventa in maniera atavica: con questo spettacolo, Latini ci prende delicatamente per mano e ci invita a muovere il passo nell’oscurità, nell’incertezza di quello che possiamo trovarvi. Perché il teatro si fonda, come dice lo stesso Latini, su un patto tra attore e spettatore, dove la vera questione si divide tra la scelta di costruire immagini o costruire immaginazioni.

È più importante nutrire gli occhi dello spettatore attraverso immagini interessanti, inusuali o cariche di emozione, oppure aprire nella sua mente e nella sua anima la prospettiva di immaginare altro a partire da quello che c’è sulla scena?

AMLETO AL BUIO – Un’esperienza che lascia tracce

Non è necessario scegliere, in verità: ma quel che è certo è che nel caso di Amleto al buio si è confermata la seconda ipotesi, perché dal buio in cui siamo entrati un po’ timorosi e spauriti, come da bambini, siamo usciti forse un po’ accecati dalla luce dell’esterno, ma con una quantità di domande, riflessioni e impressioni riguardo una delle storie più conosciute e ripetute di sempre.

Chi è Roberto Latini?

Roberto Latini è un noto attore, regista e drammaturgo italiano, figura di rilievo nel panorama del teatro contemporaneo: diplomato nel 1992 alla scuola di recitazione “Il Mulino di Fiora” diretta da Perla Peragallo. Nel 1998 ha fondato la compagnia fortebraccio teatro da noi più volte recensita.
Il suo teatro è fortemente caratterizzato da drammaturgie sonore, spesso in collaborazione con il musicista Gianluca Misiti. Le sue opere mettono al centro la parola, il corpo e lo spazio scenico, esplorando spesso classici riletti in chiave contemporanea.

Fra i suoi lavori:

  • Radiovisioni (dal 2000): Un ciclo di spettacoli che include Buio Re, Ubu incatenato e Iago, utilizzando microfoni in scena e, talvolta, la tecnologia motion capture.
  • Il Cantico dei Cantici: Spettacolo incentrato sull’ascolto e sulla parola.
  • Antigone (di Jean Anouilh): Una rilettura contemporanea proposta nel 2025/2026, incentrata sul conflitto tra coscienza individuale e autorità.

AMLETO AL BUIO -. cast e dati artistici

di e con Roberto Latini

musiche e suono Gianluca Misiti

produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi

visto all’Argot studio

Via Natale Del Grande, 27 | 00153 Roma

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