ALPHONSE MUCHA Un trionfo di bellezza e seduzione @ Palazzo Bonaparte: la mostra tra femminile e spiritualismo

Al via dal 7 ottobre 2025 a Palazzo Bonaparte, in pieno centro a Roma, la mostra “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione”: resterà aperta fino all’8 marzo 2026 in concomitanza con la Giornata internazionale della donna.

Vi portiamo per mano in questo viaggio dentro la Mostra che, in sette sezioni ripercorre le tappe fondamentali della produzione artistica di Mucha, con una certa predominanza di figure femminili tra le opere esposte e spunti di fotografia e spiritualismo.

Ecco tutte le ispirazioni e riferimenti dall’arte classica e contemporanea dell’artista di Ivančice con le sue citazioni più famose ad accompagnarci in questo percorso.

ALPHONSE MUCHA. UN TRIONFO DI BELLEZZA E SEDUZIONE: la mostra ed il percorso espositivo

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Alphonse Mucha
Rêverie
1897
Litografia a colori, 72,7×55,2 cm
©Mucha Trust 2025

Il percorso espositivo prende il via dal piano nobile del Palazzo, dove l’imponente calco in gesso della scultura di Napoleone Bonaparte, come Marte Pacificatore, fa da sfondo a una sala trasformata in un suggestivo giardino: panchine in ferro battuto color beige invitano alla pausa, mentre ipnotiche proiezioni di piante e fiori avvolgono i visitatori in un flusso continuo di immagini. Qui, seduti, si può seguire comodamente un breve video introduttivo (in italiano con sottotitoli in inglese) dedicato al pittore nato a Ivančice (oggi Repubblica Ceca) nel 1860.

Mucha in mostra, sette sezioni

Nella prima sala espositiva si viene accolti da pareti verde scuro e da un’illuminazione essenziale e studiata, ideale per valorizzare le opere e accompagnare il movimento del pubblico. Il percorso è suddiviso in sette sezioni che permettono una fruizione agevole e una contestualizzazione approfondita delle tappe fondamentali della produzione artistica di Mucha e della sua influenza.

L’arte è l’espressione dei nostri sentimenti più profondi… è un bisogno spirituale.” Alphonse Mucha

Alphonse Mucha

“I manifesti erano uno strumento straordinario per educare il pubblico. Le persone si fermavano ad osservarli, traendone gioia spirituale. Le strade si trasformavano in mostre d’arte all’aperto.” Alphonse Mucha

Alphonse Mucha
Alphonse Mucha
Coro dell’Associazione degli insegnanti della
Moravia
1911
Litografia a colori, 106×77 cm
©Mucha Trust 202

ALPHONSE MUCHA. UN TRIONFO DI BELLEZZA E SEDUZIONE: la fotografia come linguaggio

La mostra non si limita a celebrare la donna dei famosissimi manifesti, ma esplora aspetti altrettanto rilevanti del suo lavoro. La fotografia: che Mucha utilizzava non solo come diario visivo ma anche come linguaggio espressivo per cogliere la femminilità oltre il corpo celebrato nelle opere (esempi significativi sono le fotografie di modelli e figure come “Madre e figlio” o l’attivista turca Halide Edip Adivar).

Lo spiritualismo di Alphonse Mucha

Lo spiritualismo, che ha un ruolo centrale nella sua poetica. Affascinato dall’invisibile, fu coinvolto in sedute spiritiche e aderì alla massoneria, impegnandosi in attività artistiche e sociali che riflettevano i suoi ideali di solidarietà e unificazione dei popoli slavi, culminati nell’Epopea Slava (1910-1928). La sua edizione illustrata de Le Pater (1899) è una revisione artistica del Padre Nostro, intesa a illuminare il significato profondo della preghiera.

Il percorso espositivo intreccia ispirazioni e riferimenti dall’arte classica e contemporanea: dalla Venere di Botticelli ai mobili Art Nouveau, dai dipinti di Boldini alla serpentine dance di Loïe Fuller, dai gioielli agli oggetti quotidiani, offrendo un’esperienza multisensoriale con luci, profumi, musica ed effetti cromatici.

“L’arte ha un ruolo fondamentale nella crescita spirituale dell’uomo… Eleva lo spirito attraverso armonia e bellezza verso una moralità superiore.”

Alphonse Mucha

ALPHONSE MUCHA. UN TRIONFO DI BELLEZZA E SEDUZIONE: l’art nuveau ed il messaggio artistico non compreso, perchè?

L’allestimento è di altissimo livello, accurato in ogni dettaglio, e invita il visitatore a comprendere come l’Art Nouveau, l’arte nuova a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, non riguardasse l’ambito strettamente artistico, ma permeasse l’intera vita dell’uomo e della donna dell’epoca. In particolare, per Alfons Maria Mucha, l’arte supera l’aspetto visible e materiale per diventare strumento di elevazione spirituale, mentre la bellezza femminile ne incarna la forza ispiratrice e positiva.

Purtroppo il messaggio di Mucha non solo non verrà compreso (la prima guerra mondiale 1914-1918 causerà la morte di 16-17 milioni di persone), ma la sua attività massonica di solidarietà per l’umanità nonché quella nazionalista del popolo slavo sarà il motivo del suo arresto da parte dei nazisti agli inizi del 1939.

Morirà il 14 luglio dello stesso anno per un rapido declino della sua salute successivo al rilascio.

Chi è Alphonse Mucha?

Pittore nato a Ivančice (oggi Repubblica Ceca) nel 1860, dopo un iniziale rifiuto all’Accademia di Belle Arti di Praga, il giovane Mucha si dedica al teatro e frequenta corsi serali d’arte.

Nel 1887 si trasferisce a Parigi, dove grazie al sostegno di un mecenate inizia gli studi all’Académie Colarossi. Parigi, vivace e fertile, gli offre incontri cruciali (tra cui Paul Gauguin), crescita artistica, e sperimentazioni con la fotografia.

Mucha ed il Teatro

La svolta arriva nel dicembre 1894: il laboratorio in cui lavora riceve una commissione urgente che – assenti gli illustratori principali per vacanze natalizie – ricade su Mucha: la celebre attrice Sarah Bernhardt necessita urgentemente di un poster per la sua nuova produzione Gismonda.

Il 1° gennaio 1895 Parigi è tappezzata di quel poster, dando inizio a una proficua collaborazione durata sei anni, che consoliderà la fama di Bernhardt e la poliedrica affermazione artistica di Mucha, al centro della quale vibra la figura femminile idealizzata, ornata da linee sinuose, fiori, piante e abiti fluttuanti in pose leggiadre e sensuali, tipiche dello stile Art Nouveau.

Chi è la donna di Mucha?

La donna di Mucha vive Parigi: fuma sigarette artigianali (JOB, 1896), sorseggia birra (Bières de la Meuse, 1897), pedala in bicicletta (Waverley Cycles, 1897), spruzza profumi (Lance Parfum “Rodo”, 1896), dona e gusta biscotti raffinati (Biscuits Lefèvre-Utile e Champagne Lefèvre-Utile, 1897-1896), beve champagne (Moët & Chandon, 1899). È una donna moderna, che esce dai musei (come la Venere di Botticelli, 1485-1490, conservata ai Musei Reali di Torino) e dalle collezioni private (come le sculture di Antonio Canova) per mostrarsi in tutta la sua bellezza, ispirare il contemporaneo e farsi ispirare da esso.

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La Mostra “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione”
info e Come andare alla mostra

Prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino, con il sostegno di Generali Valore Cultura e la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, la mostra è curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava (Musei Reali), con la direzione scientifica di Francesca Villanti.

Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) 00186 – Roma

Date al pubblico

8 ottobre 2025 – 8 marzo 2026

ORARIO APERTURA

dal lunedì al giovedì 9.00 – 19.30

venerdì, sabato e domenica 9.00 – 21.00

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie

Sabato 1° novembre 9.00 – 21.00

Lunedì 8 dicembre 9.00 – 21.00

Mercoledì 24 dicembre 9.00 – 18.00

Giovedì 25 dicembre 12.00 – 21.00

Venerdì 26 dicembre 9.00 – 21.00

Mercoledì 31 dicembre 9.00 – 18.00

Giovedì 1° gennaio 12.00 – 21.00

Dal 2 al 6 gennaio 9.00 – 21.00

Dal 6 all’8 marzo 9.00 – 23.00

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Omaggio

Bambini fino a 4 anni non compiuti; accompagnatore o guida di gruppo prenotato (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con gruppo scuola (2 ogni gruppo); soci ICOM (la tessera non dà diritto al saltafila, il biglietto verrà ritirato in cassa al momento della presentazione della tessera); un

accompagnatore per disabile; possessori di coupon di invito; possessori di Vip Card Arthemisia; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) in servizio previa richiesta di accredito da parte della Redazione all’indirizzo press@arthemisia.it

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Daniela Beltrani

Daniela Beltrani è artista e studiosa dell'animo umano. Esplora l’effimero nel quotidiano attraverso installazioni e performance art. Unisce studi in arte, management culturale e psicologia positiva a pratica di mindfulness e yoga. Cura mostre ed eventi, conduce laboratori presso KEPOS e ha fondato PAR Performance Art Rome. Collabora con Gufetto Press dal 2019.