A denti stretti non è solo un titolo: è un’immagine precisa. Quella di una generazione che mastica il presente con fatica, che non abbassa lo sguardo ma lo stringe, lo serra, lo affronta. A denti stretti è il leitmotiv della seconda edizione del festival Canile Drammatico che dal 15 al 18 maggio, a Parma ha sguinzagliato quattro giorni di festival di teatro nuovo e contemporaneo, concludendo con circa 1000 spettatori in soli quattro giorni. Canile drammatico è un festival pensato dalle nuove generazioni e per loro, ma capace di parlare a chiunque creda che il teatro, serva a fare domande, a ridere, ad intrattenere e a costruire legami dove tutto sembra sgretolarsi.
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Canile Drammatico: cantami o diva dell’ira di oggi

Il Teatro Europa è incastonato in un giardino ampio e silenzioso, poco fuori dal centro di Parma. Non è periferia, ma nemmeno città: è una soglia, un altrove. Qui va in scena la seconda edizione di Canile Drammatico, il suo cuore pulsante – o forse l’intestino, le viscere. Poco più in là, il Ratafià: lo stomaco, il luogo dove tutto finisce e ricomincia. Qui si digerisce il giorno, si ride, si parla, o si sta in silenzio.
La serata inaugurale si è aperta con Calcinculo di Babilonia Teatri, uno spettacolo-concerto che ha fuso musica e parole per raccontare il nostro tempo ossessivo e frammentato. La performance ha offerto una riflessione sulla società contemporanea, dove la musica diventa sia medicina che miccia esplosiva. Lo spettacolo è un colpo di frusta, è punk ma lirico, pop d’amore ma spietato, disperato. Calcinculo ti prende a pugni e poi, tutto sanguinante, ti fa vedere quant’è bello il colore del tramonto.
Post – spettacolo, al Ratafià, lo spettacolo di stand up comedy A bocce ferme, con un’ironica e politica Valentina Medda.
Si apre così la prima giornata di festival, con le viscere in fiamme, perché la comicità è soprattutto ricerca di ciò che ci dà fastidio, è fare dispetti alle cose che ci fanno dispetti e questo processo è potente ma allo stesso tempo amaro.
Teatro Europa e Ratafià: come cani in mezzo al mare
Cosa ci fanno otto cani in mezzo al mare? Un canotto. Ecco, il festival è proprio questo: un canotto, forse di salvataggio, forse una scusa per andare al largo con chi ci sta. Un mezzo precario e coraggioso, che cerca la luce e tiene la rotta nel mare agitato del teatro contemporaneo. Stare a galla non è scontato, ma Canile Drammatico ci riesce. Merito della rotta tracciata da un equipaggio unito e visionario: Gabriele Anzaldi, Simone Baroni, Rita Di Leo, Giorgia Favoti, è stata la loro unione a far funzionare tutto. Altrimenti: cosa fanno sette cani in mare? Un canotto bucato!



Si continua con lo spettacolo Memori, un lavoro dolce, struggente e silenzioso; poi, sempre al Teatro Europa, doppia performance con Francesca Santamaria in Good Vibes Only, lavoro coreografico sul concetto di scrolling e derive social contemporanee; e Superstella di Vittorio Pagani, un viaggio metateatrale tra Fellini, la danza e l’essere qualcuno. La notte si chiude al Ratafià con la Stand-up Dogmedy Battle: sei comici, un sacco di pubblico ed un solo vincitore. Uno spettacolo vividissimo e partecipato, con gran cagnara, un salotto agitato, un microfono ed un disinvolto e bravissimo Diego Piemontese che è riuscito a gestire la serata intervallandosi tra i comici.
Siamo alle solite? Il teatro di giovani emergenti

L’ultimo giorno di festival, al Ratafià, una tavola rotonda ‘Siamo alle solite‘, a cura di Stratagemmi, ha coinvolto operatori, compagnie emergenti e pubblico in una discussione sulle prospettive future della creatività emergente del teatro contemporaneo, una sorta di assemblea di istituto che è giusto che venga fatta ed è giusto discutere su determinati argomenti, seppure in apparenza ci pare di non riuscire o non sapere come cambiare le cose, perché a volte le cose non sappiamo quali sono, sappiamo quali sono le nostre ma non quelle degli altri o del mondo. Vero è che bisogna portarsi delle domande dietro e cercare sempre confronto, senza aspettare tavole rotonde che son sempre più sporadiche. Avere la coscienza di educare ed educarsi, così magari qualcosa di potrà cambiare.
A concludere il festival il Concerto Randagio al Ratafià.
Il sipario si è chiuso, ma si intravede qualcosa. Canile Drammatico non è un festival che finisce: è un organismo vivo, che cambia pelle, si evolve ed ogni tanto azzanna. Ma cosa ci fanno otto cani in mezzo all’Appennino? Questa volta non è un canotto, fanno bau in coro: Bore. Una bruttissima battuta per dire una cosa molto bella ovvero che: il prossimo appuntamento è proprio lì, tra i boschi e le alture del parmense, a Bore, il 19 e 20 luglio. Luogo nuovo, stesse persone. Il teatro, dopotutto, è come un cane: ti segue, si sporca, abbaia se serve, ma alla fine torna sempre a casa, e a Canile Drammatico, un po’, ci si sente davvero così, a casa

Dati artistici
Canile Drammatico Festival 2025 è ideato, curato e organizzato da Gabriele Anzaldi, Simone Baroni, Rita Di Leo e Giorgia Favoti, con la direzione artistica condivisa tra i quattro membri del collettivo.
Il Canile Drammatico Festival è promosso dalla Fondazione Federico Cornoni ETS, nata per mantenere viva la memoria di Federico, giovane attore parmigiano scomparso nel 2023, e sostenere la creatività emergente.
Il festival è promosso da Teatro Europa e Ratafià – Teatro Bar, in collaborazione con Officine ON/OFF e Stratagemmi – Prospettive Teatrali, con il sostegno del Comune di Parma e della Fondazione Cariparma.


