La compagnia Teatro Del Libero Scambio presenta al Festival Indivenire 2026 uno studio intitolato “A COSA STAI PENSANDO?” richiamando la classica domanda che ci pone Facebook ogni giorno in maniera quasi superficiale.
La messinscena, invece, scava a fondo nella psiche di un adolescente problematico e di sua madre attraverso il dialogo con un’IA conversazionale, ispirandosi al caso di cronaca di Adam Raine, sedicenne toltosi la vita a seguito di un lungo scambio con Chat GPT.

L’articolo è stato prodotto nell’ambito del Laboratorio di Visione di Teatro realizzato da Gufetto.
Il laboratorio mira a formare giovani e non giovani critici di teatro Teatro, Arte, Libri e Cinema da coinvolgere nel nostro percorso di formazione come redattore editoriale/critico ed esperto nella scrittura per il web!
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LUCA LO DESTRO: Drammaturgia pregna di urgenze per “A COSA STAI PENSANDO”

Il drammaturgo, Luca Lo Destro scrive un dialogo attento a far emergere il contrasto fra i bisogni umani e le risposte di una macchina dotata di intelligenza assolutamente non umana, artificiale perché priva di empatia.
La co-autrice e attrice Giulia Guastella parla anche di compiacenza algoritmica, ovvero quel processo che modella le risposte sul bisogno dell’utente eliminando la contraddizione, un sistema integrato sicuramente per essere accogliente e generare un bisogno di continuità a rapportarsi con la macchina, ma allo stesso tempo rischia di essere dannoso e di assecondare pensieri dannosi.
I dialoghi sono infatti asciutti, diretti, veri, sostenuti sicuramente dalla bravura degli attori riescono ad arrivare dritti al punto senza perdersi in parabole inutili. Si cita “Buonanotte, Punpun” manga di Inio Asano, che racconta le vicende adolescenziali di Punpun Punyama, un ragazzo che si percepisce ed è infatti rappresentato come un uccellino. Una scelta che da un lato specifica ancora di più l’enorme attualità del testo, dall’altro permette alla regia di lavorare su immagini e concetti ben specifici e precisi.
La regia di De Cataldo: una luce nel buio
Giacomo De Cataldo, misura e pondera, sia nella regia sia nella recitazione, prendere in mano un testo di carattere così psicologico non è semplice, ha dalla sua però un cast di una maturità artistica eccellente, in grado di giocare molto su sguardi e intenzioni, posizioni e opposizioni.
De Cataldo non fa che costruire atmosfere sulle tensioni stesse, giocando con l’intensità delle luci, i colori e i ritmi narrativi, riuscendo in mezzo alla pesantezza di un dramma così concreto a trovare anche dei momenti in cui strappare un sorriso allo spettatore.
Le interpretazioni di Lorenzo Ciambrelli e Giulia Guastella sono credibili al punto da far sentire lo spettatore quasi in colpa di spiare dentro la casa di una famiglia reale. A mediare fra i due, lo stesso De Cataldo nel ruolo dell’IA, che gioca su una umanizzazione parziale e quasi alienante della macchina, invisibile ma presente e quasi controllante. La scelta poi di aggiungere dei livelli narrativi più immaginifici, e che comunque sposano la volontà del testo di richiamare a degli immaginari specifici come quelli del già citato Punpun, aggiungono un delicato spessore a una messinscena già densa di realtà.
A COSA STAI PENSANDO? può diventare uno spettacolo?
Lo studio di Teatro del libero scambio non può, ma deve diventare uno spettacolo, e deve farlo prima che si esaurisca l’urgenza di parlare di argomenti come questo. Negli ultimi anni si è visto tanto materiale sull’argomento Intelligenza artificiale, ma parlarne da questo punto di vista, lo rende necessario, perché non si sofferma sulle contraddizioni o sui limiti informatici dello strumento, ma ne analizza le criticità della relazione con la parte più intima e oscura dell’essere umano, portando a galla domande che forse dovremmo porci più spesso, e a cui magari dovremmo dare più importanza.
A COSA STAI PENSANDO? dati artistici
di TEATRO DEL LIBERO SCAMBIO
Drammaturgia LUCA LO DESTRO
Regia GIACOMO DE CATALDO
Con GIACOMO DE CATALDO, GIULIA GUASTELLA e LORENZO CIAMBRELLI
Che cos’è il Festival Indivenire? – tutte le recensioni di Gufetto
Il Festival organizzato ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò presenta ogni sera 1 o 2 studi di massimo 30 minuti presentati da alcune compagnie e collettivi teatrali scelti attraverso un bando.
Ogni sera fino al 7 maggio il pubblico può votare lo studio più promettente e soprattutto, dibattere con la Compagnia a fine spettacolo per comprendere il significato della messa in scena e le scelte stilistiche.
Il Festival viene recensito da tutti i redattori di Gufetto nell’ambito del progetto di formazione interna alla visione e alla scrittura critica col supporto dei Redattori-Gufetti senior.
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Festival Indivenire – Gufetto Press
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