Presso STA-Spazio Teatrale Allincontro lo spettacolo 5 MINUTI celebra i primi 26 anni del laboratorio teatrale della Cooperativa sociale Margherita di Prato sotto la mano attenta e appassionata di Massimo Bonechi (leggi l’intervista a lui e Riccardo Goretti per STA). In una contemporaneità dove non siamo in grado di mantenere l’attenzione su uno stesso soggetto per più di 30 secondi prima di scrollare al reel successivo, chiunque non riesca a mantenere il ritmo è destinato all’esclusione se non addirittura all’invisibilità. È pertanto giunto il momento di riprendersi quel senso del tempo grazie all’aiuto di coloro che, appunto, vivono in un mondo dove ci sembra distorto. Ma, credendo di essere nel giusto, quante volte siamo stati noi “normodotati” a distorcerlo? Ma poi, c’è un noi ed un loro? Giovani e meno giovani che frequentano la Cooperativa hanno provato a loro modo ad aprire gli occhi al pubblico, ed ecco il risultato.
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Un tempo fatto di tanti tempi
Tante cose può essere il tempo, forse almeno quanti sono i tentativi di definirlo. E nessuno in fondo è davvero riuscito. Non si deve capire, il tempo. Possiamo viverlo con la nostra sensibilità e il nostro vissuto quotidiano, nella sequenza di azioni che determinano la percezione. E magari anche un compleanno importante può aprirci gli occhi, può cambiare il nostro modo di vederlo e di viverlo questo tempo. Esattamente ciò che è successo a Massimo Bonechi che ha voluto coinvolgere in questa sua riflessione gli speciali teatranti del laboratorio alla Cooperativa sociale Margherita. Il risultato è 5 MINUTI, piacevole e ammirevole lavoro dalla tragicomica messa in scena.
Storia e storie di 5 MINUTI

Con la pendola che sullo schermo scandisce lo scorrere del tempo, sebbene le lancette non si muovano di un centimetro, gli attori e le attrici, inizialmente tutti in scena per l’appello con cui sono chiamati dietro le quinte, ci prendono per mano e ci accompagnano in un viaggio fatto di suoni e di musica, di entrate ed uscite, di ironia e amarezza. Nella frenesia di ogni giorno mille volte ci è capitato di usare i 5 minuti come lo standard di misura per un’azione fugace, appena passeggera di cui potersi dimenticare presto. Ma quanti sono davvero 5 minuti? E quante cose si possono fare in 5 minuti? Nessuno come il tempo è così universalmente equanime, annullando ogni differenza. Per questo ognuno nel pubblico ha solidarizzato con la ragazza alla quale si chiede di attendere 5 minuti prima di andare in piscina oppure con colei che, nell’attesa che le liberassero il posto auto riservato, ha fatto in tempo a veder passare le 4 stagioni – oltre ad ascoltarle sulle note di Vivaldi. Nel momento in cui il posto finalmente le sarà concesso, sarà troppo tardi: per lei la pendola ha smesso di rintoccare e il tempo ha finito purtroppo di scorrere – destino altrettanto comune e universale – con tanto di beffardo tributo floreale.
5 MINUTI: straordinarie umanità in scena

Con un sapiente gioco di pause, di silenzi e di passaggi scanditi dai rumori di scena e dalla musica, e con l’aiuto di un nutrito set di oggetti – clessidre, cronometri, sveglie, fiori, cartellonistica stradale, pioli di delimitazione – ognuno degli attori e delle attrici – coi propri tempi, appunto – ha portato in scena umanità e spontaneità, con le straordinarie imperfezioni che le contraddistinguono e alle quali il pubblico ha giustamente tributato applausi a scena aperta in segno di riconoscimento per l’impegno e la partecipazione. Grazie all’aiuto di alcuni operatori in scena e dell’autore e regista Massimo Bonechi, ognuno ha potuto dare il proprio contributo, grande o piccolo che sia, così come ogni secondo è un punto essenziale di un’infinita ininterrotta linea del tempo.
Al momento dell’uscita dall’intimo spazio che ci ha accolti, nello scambio con alcuni attori, l’eccitazione e l’euforia per la prova appena conclusa è palpabile, prima di concedersi una meritata merenda e di tornare in scena per un nuovo pubblico e un nuovo viaggio nel tempo.
5 MINUTI
Scritto e diretto da Massimo Bonechi
Con gli attori e le attrici del Laboratorio Teatrale Centro Diurno per disabili Cooperativa Sociale Margherita Marco Barni di Prato
In ordine alfabetico: Bacci Maria Giulia, Baldi Natascia, Baldi Tiziana, Ballotti Cristina, Barni Elisa, Barontini Chiara, Biancalani Sonia, Bracciali Barbara, Cantini Veronica, Di Mattia Eleonora, Fedi Letizia, Fiesoli Paolo, Fragapane Angelo, Gargini Chiara, Grossi Simone, Haas Cristina, Lucarelli Angela, Mangè Barbara, Marucelli Davide, Morbidelli Giovanna, Morello Antonio, Neri Clarissa, Pieraccini Agnese, Pistolesi Letizia, Taiti Gianna, Valentini Vanessa, Zappacosta Annalisa
Visto a STA (Spazio Teatrale Allincontro) di Prato l’8 novembre 2025


