Lo storico teatro off di Trastevere, il Teatro Argot, ha chiuso il 2019 con lo spettacolo di Pablo Solari: L'INDIFFERENZA di cui cura drammaturgia e regia: la pièce prodotta da Centro Teatrale MaMiMò, andata in scena dal 19 al 21 dicembre, racconta la parabola di una coppia, marito e moglie (Luca Mammoli e Valeria Perdonò) che si ritrovano a fare i conti con i segreti del passato, nel momento in cui un ospite inatteso e conturbante (Woody Neri) spezza la patina della loro indifferenza.
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Una coppia ed un ospite inatteso: L'Indifferenza al Teatro Argot
Ci troviamo a casa di Franco (Luca Mammoli), in un indefinito presente, quando la tranquillità dell’uomo viene turbata da una presenza aquilina, un curioso predicatore in completo bianco, che si rifiuta di essere congedato e si scopre conoscere un po’ troppe cose sulla vita della coppia; in un dialogo serrato il pubblico viene subito risucchiato dal conflitto tra i due, e intuisce che nel passato di Franco, veterano di guerra, c’è qualcosa di sepolto.
L’ospite si rivela ben presto una figura ambivalente, a tratti surreale: tra misticismo e ammonimenti, rievoca sulla stessa scena una storia di violenza che Franco ha calcificato in se stesso. Luca Mammoli ci mostra un uomo rigido e smorto, dallo sguardo spento; l’indifferenza per il dolore causato e per le sue stesse pulsioni lo ha reso così. Complementare sua moglie, una Valeria Perdonò vibrante di energia che fa il suo ingresso portando un ritmo nuovo e coinvolgente e spostando l’azione in un immaginario museo che rompe la quarta parete e richiama anche i testi di Cortazàr.
La regia di Pablo Solari
Pablo Solari ha prodotto un testo denso, che si imbarca sui temi dei crimini di guerra, dell’etica della responsabilità e della fiducia nelle relazioni, ma lo fa scoperchiando, più che approfondendo. Costante è anche la presenza la religione, che partecipa in quanto simbolo (il crocifisso, la Bibbia, la mela, le composizioni scultoree dei corpi) e suggerisce un parallelo tra le figure delle storie bibliche e i personaggi che vediamo, come fossero i loro alter ego al negativo. Con grande sintonia gli attori lavorano nel mantenere un ritmo sostenuto che impegna anche il pubblico, attento e sempre chiamato a dubitare della veridicità di ciò che vede; nella contraddizione sta il punto di forza della storia
L’indifferenza che dà il nome allo spettacolo è in fin dei conti nient’altro che uno schermo, un’ostentazione che cerca di nascondere un’umanità vivissima ma feroce. Sul grande tavolo, unico arredo di scena, va a convergere l’azione che esige un sacrificio, come quello di Abramo e Isacco: il delitto diventa lo strumento di liberazione dalla presunta indifferenza, con il delitto Franco torna a respirare dopo chissà quanti anni. Nonostante il bianco dell’abito di Woody Neri, quella che rimane impressa è la parte oscura, di questa coppia.


