Sappiamo che il nome può ingannare…Ma no! Non si tratta del quasi omonimo scrittore danese (Hans Christian Andersen), inventore della celebre fiaba “La Sirenetta”…
Vi invitiamo bensì ad entrare nella Casa e nella visione di uno scultore americano, Hendrick Christian Andersen, che fu soprattutto un sognatore, ma fatelo iniziando dall’ultimo piano della sua abitazione: dove il museo ospita le mostre contemporanee.
La mostra “una visione internazionale – Libri d’artista”, ancora aperta fino al 19 aprile presso la Casa Museo Hendrik Christian Andersen di Roma, ci sembra infatti un modo perfetto di raccontare la storia di Andersen: attraverso 20 variazioni sul tema del libro d’artista a lui ispirati.
Contenuti
10 ITALIANI E 10 AMERICANI RACCONTANO ANDERSEN
Sono 20 gli artisti che si cimentano nell’impresa di realizzare, ciascuno secondo la propria sensibilità, un libro d’artista ispirato alla figura di H. C. Andersen: 10 italiani e 10 americani, in omaggio della doppia nazionalità di questo stravagante dandy di fine ‘800 che, sebbene fosse nato nel 1872 a Bergen (Norvegia) divise la sua esistenza tra gli Stati Uniti (Rhode Island) e Roma, fino alla sua scomparsa, nel 1940.








Foto a cura di Ilaria Paccini
LA CURATELA
L’esposizione “una visione internazionale – Libri d’artista”, prendendo spazio nella luminosa sala del terzo piano di un bel palazzetto in stile eclettico, è coordinata da Maria Giuseppina di Monte e curata per la parte italiana da Stefania Severi in collaborazione con Veronica Brancati e per la parte americana da John David O’Brien.
CHI SONO GLI ARTISTI IN MOSTRA
Letizia Ardillo, Vito Capone, Antonella Cappuccio, Francesca Cataldi, Elisabetta Diamanti, Luigi Manciocco, Roberto Mannino, Lucia Pagliuca, Riccardo Pieroni, Maria Grazia Tata.
Dawn Arrowsmith, Margaret Griffith, Alex Kritsalis, Jonna Lee, Mark Licari, Erika Lizée, John David O’Brien, Carolie Parker Jody Zellen, Alexis Zoto.
VILLA HÉLÈNE – la casa museo di Hendrick Christian Andersen
Ci sembra un’idea veramente efficace poter conoscere sia Hendrick Christian Andersen – la sua opera artistica e il suo pensiero – sia quest’angolo inconsueto di Roma, attraverso la visione creativa di 20 artisti.
Il luogo è davvero una scoperta: il Museo è costituito dalla Casa-studio fatta costruire sul progetto di Hendrick, dove la famiglia Andersen visse alterne vicende e soprattutto dove si incontrava il belmondo di inizio ‘900 a Roma.

GLI OSPITI DI ANDERSEN A VILLA HÉLÈNE
La caleidoscopica visione degli artisti contemporanei vi coinvolgerà, facendovi scoprire alcuni aspetti dello scultore e vi accompagnerà al piano sottostante, dove si apre un’autentica visione, vagamente Liberty.

Quest’appartamento di lusso ha visto passare tra le sue pareti numerose personalità, tra cui: Ettore Petrolini, Umberto Nobile, magari di ritorno dalle sue trasvolate in dirigibile del Polo Nord, e poi l’attrice Francesca Bertini e spesso lo scrittore Henry James.
IL CONFLITTO MORALE E LA SCELTA INDIVIDUALE DELL’OSPITE HENRY JAMES
Del celebre scrittore anglo americano Henry James, noto per la sua scrittura introspettiva e i lunghi monologhi interiori, si nota anche una foto autografata, in ricordo della molto probabile relazione tra i due: Henry ed Hendrick, quest’ultimo di quasi trent’anni più giovane.
Fratello di un musicista e di un pittore, Hendrick studiò a Parigi e poi arrivò a Roma per il suo viaggio di formazione come scultore alla fine del 1800.
Andersen si stabilì nella Capitale grazie all’aiuto economico della cognata Olivia Cushing e fece costruire la sua Casa Atelier: villa Hélène in onore della madre, la quale appare in una scultura-ritratto, ossuta e fiera, gli zigomi ampi e sporgenti, gli occhi un po’ infossati.
VILLA HÉLÈNE, ANDERSEN E IL SUO WORLD CENTRE OF COMMUNICATION
Sembra di vederli, gli ospiti di Villa Hélène, gironzolare tra i numerosi quadri, seduti sui divanetti: personaggi della borghesia, qualche esemplare ancora vivo e vegeto della nobiltà e molti intellettuali dell’ambiente artistico internazionale.
Ancora oggi, sembra di scorgerle, le loro presenze: discutono sorseggiano il cordiale e si divagano prendendo per vero il sogno di Andersen, il quale li ha certamente invitati per mostrare loro l’ultima colossale scultura che abbellirà la piazza centrale del World Centre of Communication.

Villa Hélène, Casa-Museo di Hendrick Christian Andersen; Roma
LA MONUMENTALE CAPITALE MONDIALE DI ANDERSEN
E sì, il World Centre of Communication è una città ideale! La cui planimetria al dettaglio riveste tutte le pareti del piano terra di Villa Hélène, circondando le sculture di Hendrick: eroi ed eroine enormi, svolazzanti efebi dai gesti teatrali, con lo sguardo sempre teso all’infinito.

UN ATELIER DA FAVOLA
Al piano terra della Casa-Museo vi attendono le due grandi sale dell’Atelier, illuminate da soffitti vetrati, con le grandiose statue di gesso e di bronzo pensate e realizzate in funzione degli spazi della città ideale, dove tutte le Nazioni Occidentali avrebbero discusso in nome dell’Arte e del Progresso.
Pazza idea, cantava Patti Pravo…di vivere accettando la realtà pensando invece di stare ancora in un mondo di artisti e di progresso.
Sembra infatti che Mussolini avesse promesso di realizzare il progetto in un’area presso Fiumicino, a ridosso del mare. La realizzazione di questa città universale avrebbe però avuto, secondo il gusto del suo ideatore, una pelle ottocentesca, molto diversa dal gusto razionalista fascista, che domina l’EUR.
A VOLER SOGNARE COME ANDERSEN
Pensate se oggi, percorrendo la via del mare, arrivassimo in una città, tra Ostia e Fiumicino, che sembra vagamente Philadelphia: uno spazio fatto di edifici enormi, a cupola, coi porticati dal sapore vittoriano e le scenografiche fontane ornate di esseri bianchi come il latte, nudi e perfetti, con quei corpi strani e allungati, col bacino stretto, grandi spalle e volti dalla mascella squadrata.
I profondi e altissimi porticati con le colonne in marmo, le trabeazioni scolpite, progettate per accogliere importanti personalità radunate per comunicare: ideare e organizzare insieme l’umanità.
IL SOGNO DI ANDERSEN TRA MASTRO TITTA E L’INCUBO DI DUE GUERRE MONDIALI
La bella Villa Hélène, Casa-Museo di Andersen, è una bolla di sapone, posata sul Lungotevere flaminio di Roma. Contiene un sogno talmente anacronistico da sembrare puerile, schiacciato com’è tra la Roma papalina e la prima e la seconda guerra mondiale.

Casa Museo Hendrick Christian Andersen, Roma.
Siamo lungo la via Flaminia, in quell’area a ridosso delle mura che, al tempo di Andersen, era l’ingresso nord alla Capitale.
Qui sorgeva l’area edificabile per i nuovi ricchi, i quali entravano a Roma da Piazza del Popolo e andavano a fare la passeggiata borghese per eccellenza: la piazza aveva subito un restyling a firma di Valadier, cercando di lasciarsi alle spalle il fatto che, fino al 1859, Mastro Titta vi eseguiva le pene capitali a nome del Papa.
Sicuramente tutto questo è un suggerimento molto fecondo per gli artisti contemporanei, vi invitiamo a vedere come lo hanno raccontato per voi nell’esposizione “una visione internazionale – Libri d’artista”, fino al 19 aprile 2026.
INFORMAZIONI
INDIRIZZO: VIA PASQUALE STANISLAO MANCINI, 20
Orari: Ultimo ingresso alle ore 18.45Chiuso il lunedì, 25 dicembre (salvo aperture straordinarie su progetto MiC)
Aperta a Pasqua e Pasquetta. Chiusura settimanale posticipata a martedì 7 aprile
Per aggiornamenti e le modalità di visita consultare il > sito ufficiale


